> il mondo perfetto: ottobre 2013

29 ott 2013

Arianna ics

Prendiamo Arianna.Gronda sudore,si asciuga con un fazzoletto e dice qualcosa,a caso; non è importante come lo dica ma il tono:la voce emana rabbia.Arianna fa la cameriera.Adesso è al nord.Ci sta da due anni.Faceva la cameriera pure prima,solo che lavorava nel paesino dov'e nata.Poi ha preso un treno e se n'è andata.I più ottimisti,benchè ciarlieri,le profetizzano un futuro da puttana.I più pessimisti,laconicamente fanno il segno di chi si taglia la gola.Fatto sta che i treni partono pure dal suo paesino del cazzo.Si dorme bene sui treni,pensa; e infatti si abbiocca.Le cose,per Arianna,sarebbero continuate ad andare come in questi due anni,se il locale che l'aveva assunta non avesse cambiato proprietario.Il nuovo padrone dice che vuole ringiovanire il personale.Bene- dice Arianna-io ho ventun anni.Ma siccome non è una ragazza ingenua,nè troppo bella(ma la descrizione della protagonista arriverà più in là,diamine)ha pure Paura.Paura di perdere il proprio lavoro.Paura di doversene tornare a casa.Paura del futuro,perchè si.Paura di doverselo gustare, questo nord tanto anelato,dal lato del marciapiede.Si,lo so cosa state pensando:non è che tutte le maestranze licenziate vanno poi a dare il culo,Il fatto però è che era stata indottrinata da anni-gli anni del liceo(anche se per lei erano stati quelli del corso per parrucchiera,e poco altro,che aveva solo la licenza media)nel sentirsi dire come finivano le tizie che le assomigliavano.Solo che adesso erano più vecchie e parlavano da sole nei vicoli o in qualche casa di cura,le più fortunate. Naturalmente,Arianna vive ai nostri giorni,ma ci sembrano, le remore della sua città natale,molto meno inattuali di quanto si pensi.Comunque,il padrone è un pezzo di merda.Le dice che se vuole continuare a lavare bicchieri tronfi di avanzi di jb e pulire tavoli sporchi di bava o rossetto,ecco per continuare tutto ciò deve fargli un bocchino.Visto che è un tipo preciso le dice pure "con l'ingoio".Lui fa per aprirsi la patta.E siccome abbassa la testa,come tutti, nel farlo non vede quello che pensa Arianna.I sindacati.La denuncia.La paura.La paura.La denuncia.Il bocchino.I sindacati.Il bocchino.Colluttorio,a prezzi scontati.Notte fonda,anche se dentro un bar chiuso conta davvero poco.Che poi-a voler dirla tutta-la colpa è dell'altra cameriera-una tizia ungherese che decidiamo di chiamare Lorant- e del suo pressappochismo nel lasciare parzialmente apparecchiato un tavolino, quello a tre passi e mezzo dal biliardo.Sia come sia, il tipo che voleva il blow job aziendale rimane costernato.Dev'essere spiacevole ritrovarsi con un coltello in gola,ben centrato, al posto di un'eiaculazione presumibilmente dignitosa.A questo,però,Arianna-che sa fare dell'ironia quando vuole,e lo vuole quasi sempre-penserà con più calma,dopo.Perchè ora si guarda allo specchio,è in stato di shock,nonostante non sbanfi.Ha le pupille dilatate come una cazzutissima Cristian F, pure se ha fumato solo passivamente,in vita sua.Si osserva solo in questo momento,per la prima volta e noi,con lei,la scrutiamo.Un metro e sessantaquattro,capelli biondicci raccolti in uno chignon di fortuna,comunque tinti,minuta ma non magrissima,denti a posto ma mica perfetti,il seno che dice la sua seconda abbondante,senza strepiti,un neo sotto al mento ma comunque ben visibile,gli occhi giallastri di un plenilunio sceso per protestare.Peccato che abbia già perso tutte le efelidi.A ventun anni,legge generale,le cose migliori che hai sono i tuoi ventun anni.Ma forse lo stupratore (giacchè a volte contano più le intenzioni dei risultati) ha apprezzato quel fondoschiena non trascurabile.Magari dirà che si è trattato di un incidente,sempre che il collo sgozzato gli permetta di far finta di correre verso l'ambulanza, o quello che è.La morte non prevede altre omissioni. Arianna,intanto,è fuori dal locale,sulla strada,sempre scioccata eccetera.Guarda a destra e poi a sinistra.Sembra una tennista inzaccherata di sonno,che si sia scambiata di posto con l'arbitro.L'oscillazione del suo capo è così cristallizzata da sembrare bamboleggiante.La sua storia finisce qui.E certo non si può rimproverare il narratore se questo,che doveva originariamente essere un racconto d'amore, è diventato di violenza.Ben poco sappiamo di Arianna,prima dei maldestri tentativi da parte del Responsabile Risorse Umane di indurla a fare straordinari non retribuiti;ma-non vi è dubbio alcuno-nulla sappiamo di lei per quanto avverrà dopo.E che scrivere storie d'amore,oggi,sia una lagna barbosa per scrittorelli senza sugo è cosa che troverebbe d'accordo pure la Nostra,nonostante la sua accidentale cultura.Così,l'ultima immagine è quella di un ciccione monosillabico che striscia sul linoleum di un baretto,più ansioso di raggiungere il proprio iphone sul bancone che del suo particolarissimo torcicollo,fatto di sangue ostinato che non vuole rapprendersi.

24 ott 2013

Garage

La ragazza diceva che era al terzo mese ma a giudicare dal pancione sembrava che il bimbo stesse lì lì per nascere.Elias se l'era immaginata occhialuta ed ossuta,e di poche parole.Invece era una tipa ben piazzata e che non prendeva mai respiro.Lui sapeva che Martin le aveva detto tutto e si era preparato a una certa ostilità.

Quando il vecchio gli aveva detto che si trattava di metter su un garage,proprio laggiù dove viveva il fratello...è matto,si era detto. Solo che a dirglielo fu un notaio.Il vecchio era morto di leucemia.Gli avevano mandato una mail; lui l'aveva letta con due mesi di ritardo.Non aveva un computer e passava gran parte del tempo nei boschi del Canada.La ragazza con cui viveva...ma ora non ne voleva parlare più.Così quando era arrivato a Buffalo aveva preso contatto con il notaio e questi gliel'aveva fatta breve:il vecchio ti lascia trecentomila dollari,però tu devi reinvestirne ottantamila in un garage;che lo sa che sei in gamba coi motori.Proprio così, solo che gli dava del tu e,invece di vecchio,il padre lo chiamava mister Saintell.Fin qui ci poteva stare: coi motori se l'era sempre cavata,senza troppi sforzi.Era come con le donne,diceva un vecchio adagio.Più facile,pensava Elias,più facile.Poi il notaio aveva letto la clausola.

Su quel tratto di autostrada c'era solo una pompa di benzina.E dietro il benzinaio,un ristorante.Quello era del fratello, Martin lo aveva preso in gestione da un pezzo grosso di New York,anni prima.Se proprio doveva sforzarsi di ricordare,avrebbe detto che lui,allora,era dentro per un assegno a vuoto.A ripensarci meglio,ricordava pure che Martin una volta lo era venuto a trovare.E piangeva.Tutto ciò gli era sparito dalla testa da un pezzo.

Dopo due mesi di lavoro il garage era messo su.

- Ti sei mai chiesto il perchè ?- chiese Elias

- Ehi,fratello,non è che ci vuole un genio, a capirlo:il vecchio ci voleva di nuovo uniti

- A te quanto ha lasciato ?

- Ventimila pezzi

- Io...

- Non dire nulla...lo so io e lo sapeva lui,che ti ci voleva una mano per tirarti su

- Chi l'avrebbe detto, il nostro vecchio...

- Era un tipo in gamba

- Li ha guadagnati tutti col negozio di utensili da giardinaggio ?

- Quello era già andato a puttane, dopo che mamma è morta- disse Martin, guardando un punto apparentemente imprecisato dell'orizzonte

- E' quel che penso ?

- E' quel che pensi

- Fottuto gambler...

- Adesso abbiamo un mucchio di segreti..roba da fratelli veri

- Queste cose le hai raccontate anche a lei ?- e indicò in lontananza il profilo della moglie che li salutava con una gonnellina lunga e una t-shirt color salmone con scritto "DIO CREDE NELL'ARIZONA"

- Certo, Dolly è a posto

- Quant'è che siete sposati ?

- Te l'ho detto, Elias,è nemmeno un ano.

Il fratello rimase con il capo chinato, come chi ha l'espressione di uno che cerca le parole.Le labbra gli tremavano

- Che ti succede ?

- Non so. Tipo che ho freddo.

Martin sorrise.Il fratello era sempre stato un tipo freddoloso e gracile.Una volta la madre gli aveva raccontato che ad otto anni una broncopolmonite aveva rischiato di portarselo via.Tu non puoi ricordartelo, avevi appena due anni- disse la madre. E poi gli fece giurare di non riferire niente.

- Perchè ridi ?

- Perchè mi ricordo che hai sempre avuto freddo, fin da piccolo.

- Ohì, avete preso la tavola calda, per un ristorante !

- Ehi,amore

- Dolly...

Aveva un sorriso bello e i capelli biondi le scendevano dolcemente sulle spalle.Elias decise di non pensarci.

 

Il garage aveva ingranato subito.Elias passava là tutto il suo tempo.Aveva messo su una brandina,in attesa di trovarsi una casa da qualche parte.Ogni tanto cenava lì,ogni tanto da Dolly e Martin. I clienti cambiavano di continuo.Camionisti,certo,ma pure parecchi professionisti.Gente di passaggio,la chiamavano.

Tutti e due,incosciamente,si comportavano con l'uomo come se fosse loro padre.Aveva mani grandi e callose e il viso grinzoso non nascondeva che un tempo doveva essere stato un bell'uomo.Si chiamava Jeff.Lo rispettavano.Evitavano di dargli torto. Qualche volta si incontravano tutti e tre per giocare a carte.Dolly ne sbuffava ma dentro di sè era contenta.

- Una brava ragazza- diceva Elias

- Una brava ragazza- diceva Jeff

- A chi sta ?- faceva,compiaciuto,Elias, riempendo i bicchieri di gin

Lei era sempre nei loro discorsi,pur in un momento intimo e maschile che qualcuno aveva chiamato "giocare a carte".

Durante quelle sere, durante quelle notti, Martin prendeva l'argomento

- Amico, ci devo pensare

- Andiamo Jeff, è un buon prezzo per una stazione di benzina

- Amico, ci devo pensare- riepteva Jeff, distribuendo le carte

Un venerdì notte Martin partì per Dallas, doveva incontrare certi fornitori, il giorno dopo.Martin chiese al fratello di dormire da lei.

- Così sono più sicuro- aggiunse

Elias chiese se Dolly fosse d'accordo

- Si,certo

- Quando torni ?

 

Sarebbe tornato il lunedì,forse domenica sera,alla meglio.Dolly disse che sarebbe stato carino preparare una cenetta per due.Lui già sapeva che non era una gran cuoca,perchè tutto il lavoro del loro ristorante lo faceva il personale.Elias ovviamente non disse nulla.Masticava lentamente le patate e il pollo con i peperoni.Lo faceva anche con i piatti più saporiti.Dolly era vestita di bianco e sorrideva sempre.

- Lo sai tenere un segreto ?

- Forse

- Io so che lo sai mantenere.Non mi sbaglio su certe cose. Io so chi sei

- Ah, davvero ? Allora ne sai più di me...

- Non mi sbaglio- ribadì Dolly

Elias pensò che doveva alzarsi ed andarsene, subito.Invece prese un altro pezzo di pollo,Il rosso stinto delle scaglie di peperone, il loro scivolare sugli incisivi; i pezzetti di cipolla, tra le patate.Cercava di distrarsi così, gli occhi di Dolly addosso.

- So che lo sai mantenere

- E allora ?- tagliò corto Elias

- Allora dopo cena io vado a casa di Jeff. Ha deciso che se me lo scopo accetterà l'offerta di Martin

- Ma in quelle... - e Elias puntò l'indice oltre il tavolo, in quello che, benchè ora nascosto, doveva essere il grembo di Dolly

- Sono piena di energia positiva- disse Dolly

- Non lo conosci...

Si vergognava di quelle obiezioni,più tipiche di un marito geloso che di un fratello preoccupato per la cognata

- Jeff Miller mi ha tenuta sulle ginocchia da quando ero così- disse Dolly, abbassando la mano appena sotto lo schienale della sedia

- Davvero ?

- Davvero cosa ?

- Davvero si riduce tutto a questo ?

- Tutto cosa ?

- Davvero ? - ripetè Elias

- Vuoi altri peperoni ?- domandò Dolly

Fu la prima ed ultima volta che gli vide sparire il sorriso dalla faccia.

Jeff disse che se ne andava in Messico a fare la bella vita.Elias giurava che avesse il timore di essere scoperto.Rimorso,forse.O qualcosa che gli assomigliava un bel po'.Partì neanche un mese dopo aver firmato l'atto di vendita.Lui e Dolly non c'erano.Martin invece lo accompagnò fino al pick up,augurandogli buona fortuna.

 

- Sai,non sapevo come dirtelo...

- Ehi,fratello,ma che ti succede ?

- Volevo andarmene una notte, così- e schioccò le dita- ma sarebbe stata una cosa da vigliacchi

- Ma che dici...ehi, si può sapere che cazzo dici,Elias ?

- Si,sarebbe stato da vigliacchi perfino con una lettera d'addio

- E che facciamo ?

- Ti firmerò le carte che vuoi...ma ora è più importante che...

- Dolly...

- Il fratellastro ci dice "Addio", allora

- Stanno partendo tutti dalla fottutissima Arizona- disse Martin

 - Forse io sono sempre stato di passaggio- disse Elias aprendo la portiera

- Sei un bravo ragazzo- disse Dolly, come una persona che voglia dire di più ma non può.

- Presto sarai zio !-

Elias assentì,mettendosi il palmo della mano davanti agli occhi,come qualcuno che si ripari dal sole.Abbozzò un sorriso.

 

La strada del mattino era libera e lui voleva correre.Voleva mettere più spazio possibile tra sè e l'Arizona.Continuava a dirsi che non sarebbe mai diventato come Jeff Miller. Sperava che dovunque fosse andato non lo avrebbe più incontrato.Sperava che davvero se ne fossero andati via in Messico,lui e il suo rimorso.Si chiedeva se avrebbe potuto fermarla,impedirle di scoparsi il benzinaio.O forse aveva fatto bene a lasciare tutto così.

Quando tre mesi dopo gli mandarono la foto di una neonata sorridente e paffuta capì che aveva fatto bene. Al confine,in un internet point,mentre apriva una mail,Elias Saintell sorrideva da solo, lampi di luce tra le pupille.

- L'hanno chiamata Dolly - disse ripensando ai suoi lunghi capelli sulle spalle

- Chi hanno chiamato Dolly,amico ?- chiese qualcuno,con voce atona

- Come la madre- proferì Elias, raccogliendo la sua roba. Uscì nell'inverno del nord senza guardare nessuno.

 

 

19 ott 2013

Il marito di Melissa

Hanno licienziato quella stronza di Melissa.La stronzetta è innamorata di suo padre.Come può esserlo una donna di ventinove anni.Il fatto è che lo era da ragazzina.Mi dice,che eravamo in procinto di sposarci: "Ti sposo perchè tu sei come Lui". Col cazzo ! D'altronde ci ha messo un annetto buono a capire quanto lontana fosse dal vero.Al secondo anno di matrimonio ha smesso di dirmelo.Intorno al terzo mi ha cominciato ad elencare tutte le cose in cui differisco dal padre.Dal sesto anno dire che parlavamo poco era vedere la situazione con ottimismo.Tra quattro giorni sono nove anni.Così Melissa ieri mi ha detto che se ne andava dal padre."Il cazzutissimo lavoro da infermiera"?-le faccio. Il cazzutissimo lavoro è crepato; è merda secca. E mentre è di spalle aggiunge qualcosa tipo sui tagli del personale. Si vede che non gliene frega un cazzo.Per lei è l'occasione di mandarmi a fanculo.

- E da quand'è che hai perso il lavoro ?

-L'ho perso quando l'ho perso

La stronza.

 

La sento fare la sua manovra del cazzo mentre esce dal box-per sempre.I tempi in cui l'aiutavo a fare le valigie e ciondolavo la mano fino a quando lei svoltava sono passati.Secoli.

 

Il fatto è che il padre di Melissa non l'ho mai potuto soffrire.Con quell'aria tipo David Bowie ai tempi di "Low".Con tutti quei racconti sulla guerra.La menava con il fatto che aveva partecipato alla battaglia di qua e di là,che Dio mi stinchi se ricordo un nome.Di solito quando racconta 'ste cose penso con malinconia al primo incontro con Melissa,a come mi colpirono le sue gambe perfette,in un bar che poi hanno incendiato e adesso c'è una banca del cazzo.Sprofondo in queste memorie fissando una parte a caso della parete,ben attento ad evitare quella tappezzata di foto.Una sera non ci ho visto più. E gli faccio- Spari cazzate,ci scommetto il cartucciere che stavi tutto il tempo dentro un ufficio a cincischiare,con una matita a colori tra le labbra.

Non era vero. Il padre di Melissa è stato sul serio un cazzutissimo eroe.Anche se non lo voleste sapere ha cosparso di foto tutto il merdoso soggiorno.In una c'è Carter che gli stringe la mano.Una copia di questa è finita pure nel nosro tinello.Prima che per caso la facessi finire in fondo alla spazzatura."Uno degli ultimi a rientrare",è la sua frase preferita.

'Nsomma,il cazzuto eroe si alza da tavola e mi molla una sberla.Io faccio per ridargliela ma ho i riflessi lenti e lui me ne molla un'altra.Una terza,garantito al limone,sarebbe arrivata se Melissa non si fosse buttata sul tavolo,il culo sul mio dessert,la gonna nera spiegazzata,a frapporsi tra la mie guance e gli avambracci dell'eroe.E' stato lì che ho capito di non assomigliargli.Cioè,io già lo sapevo: diciamo che allora l'ha capito pure Melissa.Definitivamente.Ora sono sette anni che non ci parliamo.I fottuti eroi di guerra sanno essere molto orgogliosi,quando vogliono.E in genere lo vogliono.

Melissa ha detto solo che a Boston il padre le troverà un posto.Ognuno per conto suo, e Dio per tutti.Quando non è occupato a guardarsi i Knicks.Se tutte le coppie fossero così come noi i merdosi avvocati divorzisti creperebbero di fame.

Dopo i primi litigi veniva a trovarci la madre di Melissa.Si,bravi;è proprio come ve la state immaginando; una donna minuta,remissiva,di poche parole.In effetti si limitava a dirmi solo "Melissa è una cara ragazza" e "Come va il lavoro?".Da quasi subito aveva rinunciato a "Fai felice mia figlia" e "Quando sarò nonna?".

In realtà per me era pure troppo.Ciance pallose e senza sugo.E poi non c'era nessun cazzo di lavoro.Sapete,avevo messo su una ferramenta con quel coglione di Chester,poi lui si era tirato indietro.Le ordinazioni sono calate.Fallimento.Il mio fottuto Vietnam.La madre di Melissa è morta di una leucemia fulminante,che non eravamo nemmeno a due anni di matrimonio.Mi sono sempre chiesto se fosse già malata quando veniva a trovarci.Almeno si è risparmiata i lunghi elenchi della figlia sulle cose per cui differivo dal padre.

Di portare una troia qua non se ne parla,i vicini lingua lunga non me la perdonerebbero e comunque i loro musi lunghi mi rovinerebbero il festino.Mi alzo per vedere se la birra è finita.Ed è davvero finita.

 

Melissa è un mese che non da notizie.O forse ha chiamato mentre io ero fuori a fare finta di tolgliere le erbacce dal prato.Certo,sarebbe stato diverso se mi avesse scodellato un figlio,ma tant'è.Forse con genitori come noi sarebbbe stato infelice.Magari avrebbe preso dal nonno e si sarebbe fatto stincare partendo come volontario nella prima guerra del cazzo.O forse avrei un figlio storpio che cammina con grucce verniciate di qualche colore alla moda.E se fosse stata una bambina?

Questi pensieri nostalgici mi mettono sete.

Alzandomi dal divano urto il telefono,che traballa.La cornetta sobbalza e quindi si riaggancia da sola.La osservo per un attimo,poi le volto le spalle.Mi incammino come un reduce verso la cucina.il frigo sembra una bara bianca.

E' finita la birra.

E' finito il vino.

E' finita,è finita.

Quando torna,la stronza ?

 

16 ott 2013

Indagine familiare nata morta

...
...
Dico,c'è qualcuno ?
...
Dico...fate così con tutti i clienti ?
Il fate,principessa,presupporrebbe altre persone, qua dentro...
La soglia di attenzione che ha un uomo per una donna diminuisce in base all'età.E dopo i 45 la diminuzione non la tieni
L'età della donna,dici,principessa ?In effetti alle 9 del mattino e dopo una sbornia colossale potrei dare attenzione solo a Jessica Biel.O alle sue tette...
Insomma...
Tu comunque, 45 non ce li hai nemmeno un po'...
Leggo qui "Bill Sevigny-Investigazioni private"..Quindi non è lo scarico portuale ?
Sempre piaciute le donne ironiche,principessa. Come ti posso aiutare ?
Innanzitutto smettendola di chiamarmi principessa
...
Il mio nome è Edna Macintosh
Dicono che gli scozzesi sono dei bei figli di puttana...
Prego ?
Che ti serve,princ... Edna Macintosh ?
Tipo che lei ritrovi mio fratello.
Dal tu al lei..quindi ?
Quindi:ritrovi mio fratello
E poi ? Dimmi qualcos'altro,Edna Macintosh,non mi far stare sulle spine. (Sai,ora che ti guardo bene non sei troppo differente dalla signorìna Biel,magari con pochi anni in più...)
Ok,in attesa che le passi la sbronza mi trovo un altro detec...
Ok ok, frena Edna Macintosh..come ti dicevo: altre informazioni...
...Si chiama Mickey, è scapolo ha trent'anni
Quindi la tua età...suppergiù...
Io ne ho 34,poi viene Lisa che se ne sbatte di noi perchè fa la escort-che sarebbe a dire troia- in Italia,quindi lui,che è il minore.I nostri genitori crepati nei favolosi anni novanta...
Capito.Dimmi com'e scomparso,Edna Macintosh
Abitiamo in due quartieri differenti: io sto a Bunker Hill,lui a Montecito Heights...
Ah, ho letto che ci viveva pure quel Pollock, quel segaiolo che la menava a tutti con quegli sgorbi che...e i critici d'arte del cazzo se la bevevano...dovevano farlo Presidente,minimo
Dopo questa interessante recensione artistica...mio fratello Mick(io lo chiamavo così)viveva nella parte est ma ogni domenica veniva a pranzare da me.Domenica,cioè ieri non si presenta...è la prima volta da tipo dieci anni, da quando se nè andato a vivere...
Ehi,frena, domenica era ieri,Edna Macintosh
...
Ok,aveva nemici 'sto Mick ?
Non so...non conoscevo il suo giro...
Aveva un giro ?
Era un eroinomame,signor detective...
Ti ha mai rapinata ?
Cazzo dici ? Lui mi voleva bene.
Di che parlavate quando veniva  a sbafare a casa tua,la domenica?
Quando veniva a PRANZO mi faceva complimenti per il desinare e poi si metteva a vedere qualche cazzata in tv.Al più tardi verso le cinque se ne andava...
Insommma,non è che è poi così strano che un eroinomane,sicuramente anche spacciatore di successo,visto che non ti chiede la fresca?
Prego?
Non ti chiede denaro,Edna Macintosh..quindi il signor fratello...per caso batte ?
Non che io sappia
Tutti gli eroinomani prima o poi lo fanno
Insomma,accetti o no il caso ?
E rieccoci al tu...
...
E come si potrebbe dire di no a Jessica Biel.Fanno...fanno centocinquanta carte al giorno,e se mi tocca andare ad Inglewood o riprenderlo è il 10% in più...
...
Ah, è questo il tuo cazzuto cellulare ?La foto,certo...Non sbattere la porta, Edna Macintosh...

E così me ne vado in lungo e largo per 'sto cazzo di città a cercare il fratello di Edna Macintosh.Tre giorni di 'sta rottura di coglioni mi tengono lontano dalla bottiglia,come sempre,d'altronde, quando sono in servizio.Ma più posti di merda giro meno ne so.La foto non c'entra un cazzo on il tipo che mi ha descritto: sembra Keanu Reeves durante la prima comunione,benchè...Bordelli,cinema a luci rosse,bar malfamati,troie da venti dollari e da duemila.Sembra che nessuno lo conosca,lo stronzo.Così faccio una cosa assolutamente antideontologica che certo non si deve fare;prendete appunti investigatori in erba: appurato che la tipa se ne esce di casa alle nove del mattino,per andare in taxi in qualche chissàdove,entro con le mie chiavi speciali nella sua casa.Non sembra la tipa ingenua da lasciare indizi in questa che sembra sputata la casa di Cenerentola prima che desse le dimissioni.Ivece,mi sbaglio,e pure di grosso.C'è tipo un quadernino dentro un cestino...Apriamo un po'.
Tutte cazzate, tranne alla data di domenica che ormai era quattro giorni fa:
"Lo stronzo non è venuto a pranzo.Andato ad ammazzarsi.Questa volta lo fermo...
Umh, è tutto quello che mi viene da dire
Dopo i puntini di sospensione uma macchia chiara,e decido che è una lacrima.Edna Macintosh che piange per suo fratello.

Fuori città fa bello fresco,anche se è appena aprile.E' qua che la mafia seppellisce i morti.E' qua che cammino.Si tratta della zona di South Central,il quartiere delle gang giovanili e delle guerre per droga.Non ti stupire se vieni qua e un ragazzino di tredici anni ti stinca perchè sta a rota.Ma ora non sono i giovani che ti crivellano il cervello di pallottole, a servirmi.E' un vecchio di nome Ray,che fa il soffia da 'ste parti.Salcazzo il suo nome vero,ma lo chiamano così perchè assomiglia molto a Ray Charles,ma questo figlio di puttana non è nero.Nè cieco.Gli allungo una sostanziosa parte dell'anticipo della cleinte e quello parla manco fosse davanti a una calibro 38.
Lei era tipo..tipo eh ? Tipo quella fica che ho visto in quel film horror quello con le motosegehe,ma il remake...
Jessica Biel..
Si,insomma le assomigliava un po',anche se rispetto alla tipa del film stava sui trenta ma stesso fisico..insomma una gran figa...e gli presto attenzione...poi quando mi dice quanto è disposta a pagare...
Quando questo?
Domenica notte
Insomma quando mi allunga cinquemila bigliettoni l'attenzione raddoppia e.. le dico...che cazzo,questo qua gli do sepoltura io,in un cimitero fuori città...
E poi che ha detto ?
E che doveva dire ? Il trucco che le colava,lei sembrava...ecco,un po' frastornata..cioè no..ecco:ubriaca.
Portami al cimitero fuori città.

Ci muoviamo con questa specie di camioncino.Lui dice che ha corrotto il guardiano.E l'hanno messo in una zona poco appariscente di questo cazzuto cimitero del Valhalla.Il cmitero dei piloti per uno che amava i viaggi.Le coincidenze assurde della Vita.Decise dalla morte.
Scaviamo per una mezzoretta quando il corpo riaffiora.Uguale a come sta nella foto, solo barba incolta e occhi chiusi.Sembra che sorrida.
Ora non ti resta che arrestarmi
Lei mi sorprende sempre,Edna Macintosh
Tu segui me ma io seguo te
Siamo ripassati al tu
...
Che è successo ?
L'ho ammazzato.Solo che ero ubriaca come una merda e,a mia volta,drogata.Così la mattina non ricordavo nulla, nemmeno il nome di 'sta testa di cazzo (e indica Ray)
Veramente non ci siamo mai presentati- fa lui, ed esce dalla storia,restandosene là a ciondolare mentre ci osserva parlare come uno spettarore del merdosissimo ping pong
Che vuoi,Edna...
Edna Macintosh voleva sapere dov'era il corpo di suo fratello
E ora ?
Ora si costitusce.
Umhh..sai in certi cazzutissimi film ora lo sbirro direbbe mettiamoci una pietra sopra (tipo quella che ho sollevato con il buon Ray)
Ma tu non sei uno sbirro
Già
Sai,lo sapevo
Che sapevi,Edna Macintosh ?
Che questa storia sarebbe finita con un bel po' di silenzio
...
...
Rimaniamo a guardare il corpo di Mick sfregiato dalla luna piena ma questo conta poco.
Non-aprite-quella-porta-2 1.jpg
Jessica Biel in "Non aprite quella porta" (2003)

12 ott 2013

Vibrazione

Bussano alla porta.Sto firmando la cambiale per l'acquisto del  Sony Experia Z1. Samsung Galaxy s4 mini Apple iPhone 4s 8gb. Samsung c3595.Non ho dormito tutta la notte,pensando all'appuntamento in finanziaria.E' lui,oltre i vetri,lo vedo.Si,bravi,appena a sinistra del clochard che sta facendo colazione con il suo vomito.Mi hanno dato una proroga.Ore,meglio:giorni.Acquisterò in contanti il mio iPhone 6.Cataste di smartphone,incavi nelle palpebre.NGM Forward prime Huawei Ascend P6 Nokia Lumia 925 HTC One Huawei Ascend  G 510 Web Cube.42 Samsung Galaxy S4 HTC Desire X Samsung Ativ S NGM WeMove Miracle Samsung Galaxy Tab 27.0 Black Berry Curve 9320 iPhone5 16GB .Datemi Nokia, dopo avermi svelato iPhone 3gs.Specchio a terra copre Nokia 6230.Devo considerare anche il vintage.Lo vedo,sornione,il clochard che mi vede,a sua volta,forse lo vorrebbe anche lui, o forse ha fame.Io lo guardo senza fissarlo,come una lacrima persa,il Mio. Sento il calore del giorno dopo,mentre mi scruto già in procinto di entrare nel negozio.Questo è il mondo in cui ci sono i pagamenti personalizzati.Cosa saremmo senza un Apple smartphone 4s 8gb.Black.L'oro del Klondike venduto, quaggiù in città.Asus Padfone 2 Galaxy S II Plus Nokia Asha 306.Devo ricordarmi di fare la barba.Pronto per il mio iPhone6.So che questo loro bussare è solo l'incubo che vuole impedirmi di sognare. Icaro e il touch screen.Ah,maledetti aguzzini,non mi avrete (però dicono che a certi gli scagnozzi degli usurai hanno bruciato la casa,ma io Samsung GT-I9300.Nokia Lumia 820 Apple iPad con display Retina.Bussano alla porta.Black Berry Bond 9900.Vedo solo il mio passo cadenzato che va verso mondo nuovo che mi si apre.E mi scuserete.Samsung Galaxy Next.Samsung E 3210 iPad mini wi-fi Apple Web pocket 21.6 Momodesign MD Droid.Nokia Lumia 1020 con fotocamera,per rivedermi mentre prelevo al bancomat.Lumia 820 dovepulsamacosaimportamaiadesso.LG Optimus G PRO Motorola ES400 HTC Evo 3D Nokia N95. Si,mi scuserete.Motorola RAZR D3 XT919 Sharp SH53OU HTC Windows Phone 8x comprato quando avevo la credit card.Questo non è un vernissage è un appuntamento con la storia un gesto politico un'applicazione di ingegno alla fine di un capannnelo di mani tese.Htc Sensation LG Prada Phone.Arsura.Samsung Champ NeoDuos C3262 Glaxy S4 Sony Xperia z Nokia Lumia 925. Mi gratto la testa e sbanfo. Nexus 4 Oppo Find 5 Samsung Galaxy Note 2.Vodafone smart mini.Che non ho avuto proprio il tempo necessario per chiedere quanta linea c'è all'inferno.Apple ipad mini 64gb Samsung Galaxy Nexus Apple Berry z 10 iPhone5c Black .Vibrazione.

9 ott 2013

Certi scrittori non sanno guardarsi (nelle budella)

Lo sai ?

Certi scrittori noiosi non mancano mai

come dentro un blog la home page

come in un poliziesco il faccione di Nicolas Cage

con 'sta gente non parlo come Norma Talmadge 1

tipi che non sanno guardarsi nelle budella

solo il solito intellettuale che si arrovella

è più vero Funari quando vendeva la mortadella

io scrivo la realtà mica il decalogo

poche descrizioni e tanto dialogo

duro come un anatomopatologo sul suo tavolo

la letteratura merdosa

ha meno futuro del paziente di un oncologo

per predire il loro quarto d'ora

non mi serve un astrologo

e lascio a voi comprare le cazzate

di Baricco o Moccia o Fabio Volo

io ci sto lontano

come da una puttana con lo scolo

fatevi le vostre conferenze con il blazer o con la polo

io preferisco i racconti del vecchio molo 2

andare a portare un fiore sulla tomba di Tondelli

narrare di vita,troie,buoni pasto e bordelli

che perdere tempo con 'sti pivelli

Io voglio imparare

ma solo da chi mi può insegnare

non da 'ste pagine loffie di sentimento

pure sotto abat jour sanno di spento

così false da far vomitare h24

anche se hanno fatto un patto:

solo che invece del Diavolo

c'era l'editoria italiana...

...la solita puttana

con tutti i critici leccaculo

schierati in fila indiana

e sia per sempre o per una settimana

io cerco parole vere e pure

come un giglio

incise nel mio orgoglio

foglio dopo foglio dopo foglio

cicatrizzo la mia tastiera con il maglio

costi quel che costi

mi insegna di più il cadavere di Bukowski

che' sti 4 fancazzisti

che sono tristi tristi

senza esser mai stati esistenzialisti

e datemi letteratura U.s.a

frasi scritte in combutta con gli dei

datemi Dostoevskij

o un pezzo del suo tavolo

roba presa dall'angelo prima che si facesse diavolo

la Vita vera non c'entra un cazzo

con 'sti venduti da strapazzo

chi compone guardando solo il proprio terrazzo

il proprio ombelico putrefatto

io cerco sangue dolore lacrime

sigillate in un plico:

è questo il romanzo che mi sono spedito

è questa la formula di rito

vi dico che in quelle stanze non sono mai entrato 3

non sono mai stato invitato e

nemmeno mi sono imbucato

e se sono anch'io qua seduto

sappiate che è di spalle e dall'altro lato.

Parola di Scrittore.

(Rendiamo grazie a Don 4 ).

 

1 Norma Talmadge fu una famosa diva del muto

2 Omaggio al verso "Se ti calerai lungo le calate dei vecchi moli", da "La città vecchia" di Fabrizio De Andrè

3 Si allude a tutte quelle stanze in cui si scrive male per contratto

4 Don Delillo,ovviamente.

Le efelidi di Martina Gedeck e l'esistenza di Dio

C'è sempre da temere quando un regista vuole fare accademia.Luchetti,invece,tolto qualche vezzo felliniano fa quello che sa fare meglio:raccontare storie.Ma chi scrive,pur sollevato da un'opera che immaginava loffietta,non può non lodare soprattutto Lei.Bravo Kim Rossi Stuart e brava la Ramazzotti.Bravi i giovanissimi interpreti e perfino le comparse.Brava-nella sua cialtroneria-questa Roma anni '70,tutta colori e vicoli.Brava-nel suo bianco e museale perbenino-questa Milano,sempre 'seventy'.Insomma,tutti all'altezza e nessuno dietro alla lavagna.Ma quando sullo schermo c'è Martina Gedeck(qui come Martina Frederick Gedeck)il Cinematografo si illumina perchè non si è davanti ad un'attrice ma a una Dea.Le sue efelidi sono Dio.Ogni sua espressione facciale va studiata e rimandata a memoria.Il suo interloquire in italiano,come solo una grande attrice teatrale può fare,ce la rende addirittura familiare.Non sarebbe nemmeno giusto fare confronti con gli altri attori.Perchè a Dio non ci si paragona.Se finora ve l'eravate persa riprendetela negli altri suoi film,primo fa tutti "La Banda Baader Meinhof".Perchè,certe performance,proprie più dell'arte che dell'intrattenimento,i film li Firmano.

Su Martina Gedeck puoi leggere anche quest'altro articolo

Martina Gedeck parla del film "Anni Felici"

7 ott 2013

Quando il Presidente era un Nerd

Basato su eventi immaginari, ma immaginari veramente.

Chuck Window Gordbles si sarebbe insediato come nuovo Presidente degli Stati Uniti d'America il 22 gennaio 2045.A quaranta ore dall'evento,passata da poco l'ora di cena,ripassava il discorso.Gliel'aveva scritto quella testa d'uovo di Benny Lihy ma non è che lo convincesse troppo.

Tipo qua che dice "le nostre donne devono essere tutelate specie in quei centri abitati laddove..." ora la tutela mi va bene

E allora ?

E allora,Ben,non va bene l'espressione "le nostre donne":non sono mai stato sposato e non ho avuto figli.Io dico che è meglio sostituirlo con "le donne dell'America"

"Dell'America che abbiamo imparato ad amare"

Troppo ridondante.Per il resto,un buon lavoro.

...

Grazie,Ben,lasciami solo.Voglio riflettere un po'.

Se ha bisogno,Presidente

Ehi,ti troverò pure in questa masnada d'uffici

Già

...

...

E' tutto a posto,a domani,Ben.

Nato nel 1981 in un qualche paesino del Missisippi Chuck Window Gorbles contornava i rilievi sulla sua infanzia e sulla prima adolescenza di un manto misterioso.Perfino giornalisti aguzzini e vicini di casa perspicaci ed osservatori (impiccioni,si sarebbe detto trent'anni fa) sembravano non ricondurre a niente quegli anni della sua vita.

E' come l'infanzia di Gesù Cristo- diceva,con ironia,il futuro Presidente,quando le telecamere erano spente.

Ricordava i suoi genitori, Claire e Dennis, nomi sulfurei ma dolci,presi di certo dai padri o dai nonni,nomi che lo chiamavano Chuckie o,meno frequentemente, Windy.Perchè quel secondo nome, Window? Perchè la madre di Chuck era una tecnica informatica e perchè il padre pure,lo era.Chuck crebbe in mezzo ai computer (i computer degli anni ottanta,per quel che può valere).L'avrebbero potuto chiamare Commodore o Vic-che in effetti sarebbe suonato molto meglio.Window.Perchè (sebbene il progetto della nuova interfaccia grafica fu annunciato solo nel 1984 il padre ne era a conoscenza già dal momento embrionale,primi '80) se Chuck avesse dovuto scegliere tra una cena con Ellen Burstyn e una con Bill Gates non avrebbe avuto dubbi,a parte che non tradì mai la moglie.Claire,invece,lavorava a un dislocamento di una fabbrica di Palo Alto.Ora,diranno i miei 95 lettori,a noi che ce ne cale di quel fottuto miliardario di Bill Gates,che comunque la sua storia la conosciamo a menadito;che ce ne importa che 'sto bamboccio mangiava pane e sistemi operativi? Questo,se può incoraggiarvi,era lo stesso approccio di quelli che andavano a visitare la famiglia Gorbles(Sashep era il nome da nubile di Claire,per dire):non ne potevano più di veder magnificare questo bambino.Loro (pensavano ma non lo dicevano) avevano figli "normali" (in effetti quando pensavano ciò le virgolette non le mettevano:le " " servono quando si parla o si scrive,ma non con sè stessi,per quanto inappuntabile possa essere la propria coscienza) e che usavano il pc ma senza farne una malattia.Ben presto le frequentazioni dai Gorbles si diradarono.

La svolta emblematica della vita del futuro Presidente fu all'inizio degli anni '90,cioè verso gli undici anni.Fu allora che capì di essere un Nerd. Erano questi individui che potremmo tradurre come secchioni e/o sfigati: il tipo giovane e stereotipato,con gli occhiali,che sta sempre di fronte al computer e non ha rapporti con le donne.Lo stesso Bill Gates fu considerato,forse a torto, come un (ex) nerd.Era l'oggetto-Gorbles- delle beffe dei compagni,dell'indifferenza delle compagne,degli scherzi biechi,del pietismo o dell'indifferenza degli insegnanti.Il 18 febbraio 1996,all'età di tredici anni e un mese,la vita da nerd di Chuck fu però interrotta.

Sta fallendo,la Apple sta fallendo.

E noi che c'entriamo,Claire ?

Lui presto riprenderà le redini e ci vuole là.A Palo Alto.

Io sto bene qui,ho i miei contatti.Sei tu,quella che vuole.Sei tu che segui la Apple da anni.

Hanno bisogno non solo di un uomo per i software,ma di una specie di poeta:di uno come te.

Non ci penso,amore.

E mentre diceva così,Dennis Gorbles,sapeva già che stava mentendo.

***

L'auto che li colpì,sbalzandoli fuori dalla carreggiata, era guidata da un certo Potty, un baro professionista che andava,incarognito dal crack,a una festa a Berkele.Giornalisti pressappochisti di allora lo avrebbero definito un hippie.Si salvò.I genitori di Chuck morivano quel giorno.Erano le 17 e 58 del 18-2,per dire.

Siccome i tizi lasciarono un botto di soldi al pargolo-ora orfano-spuntò uno zio dal nulla. Si chiamava Reddy e faceva,per campare,il topo d'albergo.La polizia di San Francisco,però,si bevve che possedeva un Ristorante.Bisogna avere sempre una copertura diceva Reddy,davanti allo specchio,annodandosi la cravatta in un Hilton qualsiasi.Reddy era il fratello di Claire,non un mitomane.E,non avendo precedenti,gli fu affidato Chuck,in quatto e quattr'otto.Non sappiamo con esattezza cos'è che scatta in un uomo traviato dal vizio,a volte ma accadde questo: Chuck fu allevato con amore e attenzione.Probabilmente,se il ragazzino fosse stato intellettivamente normale,lo zio lo avrebbe guidato alla sua professione: aveva tanta voglia di un erede.Invece,siccome era troppa la predisposizione che aveva verso i pc,divenne un tecnico dei computer.Non aveva però la cattiveria agonistica,per così dire, e l'ambizione per diventare un Jobs. Finiì per aprirsi un negozietto che vendeva e aggiustava computer,dalle parti di Palo Alto,non lontano da San Franciso, Stati Uniti,il posto più imitato al mondo.Almeno allora.

Tra i suoi clienti c'era un capoccia del Partito Democratico (quello vero) che ben presto lo convinse a partecipare alle riunioni.Si stupì che Chuck non avesse fatto il college ma disse che gli sarebbe piaciuto come collaboratore del suo staff.Il nerd aveva ventitrè anni e,ben presto si traferì a Washington,dimenticando il negozietto,che fu dismesso.Il suo anfitrione è ancora vivo,ottuagenario,e ora è al telefono.

Allora,Presidente ?

Ehi,Kenny !

Ne è passato di tempo,eh ?

Scusa,non ho avuto un minuto per chiamarti...

Scusa tu,vado al punto: c'è una tizia che vuole parlarti.

Tizia ?- l'ex Nerd non ricordava donna diversa da qualche escort nelle,ormai lontane,serate delle Covnvention.Dio,com'ero sbronzo quella sera...

Dice che si chiama Martha Goldbreast e ha suppergiù la tua età.Sai che ho amici potenti nell'FBI.Insomma, vuole solo vederti sennò pianta un casino che...

Ma-a quel punto-sentito il nome Chuck,il fuuro Presidente,già non seguiva più l'amico e mentore.

***

Scusa,eh!

Ah. E' che non ti avevo visto.

Nerd del cazzo,quattr'occhi di merda!

Perchè fai così,secondo me è carino.Dai ,aiutiamolo a raccogliere 'sto pc

Martha,tu resta pure con 'sto coglione io vò...

...

Nerd...nessuno ha mai capito,poi che vuol dire,eh?Piacere Martha Goldbreast

Chuck Window

Ahahah..e perchè Window ?

***

E' lei ?

E' lei

Falla entrare.

Nellla luce fioca ma tutto sommato già arrogante del mattino,il Presidente-Nerd (ma le lenti per gli occhiali era un cambiamento avvenuto già parecchi anni prima,tipo su consiglio dello zio "Così fai troppo intellettuale...troppo 'geek',senza offesa nipote ") strabuzzò gli occhi.Semmai c'è una persona che in cinquant'anni cambia poco quella era Martha Goldbreast.Aveva qualche centimetro in più dei suoi allora  tredici anni,rughe non troppo fermate da lifting e botox,per quanto moderati,ovviamente si era tolta l'apparecchio per i denti -avrà la dentiera?,pensò poco romanticamente Chuck).Non era un'impostore,'nsomma.

Si strinsero la mano e lui la invitò a sedere eccetera.

Allora, qual'è il casino che intendi fare ?

Ahaha (anche la risata del suo primo amore non era cambiata) il mio piccolo Nerd,se la posso chiamare così,signor Presidente.

Davvero pensi di sputtanarmi ?Se si sapesse che l'uomo che domani giurerà sulla bibbia è stato un Nerd non so che accadrebbe.Per il fatto che non è mai accaduto prima.

Magari le vorrebbero anche più bene...ahahah il "mio" nerd- sghignazzò Martha Goldbreast,calcando l'accento sull'aggettivo possessivo.

Non ci sperare,qua mica siamo che so..in Italia:se scopri che menti ti fottono.E poi,un nerd.

Mi deludi,Chuck

Sarebbe ?

Riassunto: dovevamo andare al cinema assieme quel sabato,ai miei genitori avrei detto che dormivo da Petty Grade,si dai,quella che adesso ha una fabbrica di astronavi in Canada..ogni tanto la sento..vabbè:invece ci fu quell'incidente,mi telefonò una voce,e me lo disse.Era la tua voce: si era incupita,come tenorile,proprio quella sera.All'inizio pensavo fosse uno scherzo.Io ti feci le condoglianze e ti dissi che ti sarei stata vicina.Poi spunta 'sto zio del cazzo e tu te ne vai chissàdovepoi.

Anche tu hai lasciato il Missisippi ?

Lo stato più povero d'America,Presidente?No,non direi:mi sono sposata e ho avuto un figlio.

Capisco,Martha: vuoi dei soldi per te e per tuo marito,per tuo figlio,ecco

Macchè...mio marito mi ha lasciato dopo tre mesi per una troia di Buffalo,ma io non ci sono mai stata a Buffalo m dicono sia così.Mio figlio invece se l'è portato via l'ero..anyway.

...

Già,Chuck, questo futuro che sognavamo non è poi così diverso dal passato.

E,allora ? E' il mondo che abbiamo costruito noi

Il posto con garage per le astronavi e gente sepolta tra le siringhe.

Adesso...

...

...

Allora,intendi raccontare il coglione che ero?

Ah,un po' impacciato lo eri: per quello mi ero innamorata di te,innamorata come può esserlo una ragazzina di tredici anni.

Che vuole,"signorina" Goldbreast ?

Si smette di essere nerd quando si diventa ironici...o si è tornati ad esserlo ?

...

Ancora non l'hai capito ?

...

Lui vide che usciva dall'ufficio sibilando "ah,buona fortuna per domani,Presidente...il mio piccolo Nerd".

Quando lei chiuse la porta Chuck si alzò e girò due volte la chiave,ruotando poi perigliosamente il pomello,per asssicurarsi che fosse ben sprangata;si diresse come si fa in un negozio di scarpe verso lo specchio.Delicatamente,con il fazzoletto,si pulì la macchia che aveva tra il mento e la parte inferiore del labbro.Negli anni a venire avrebbe sognato più volte quel matttino.Quindi si accomodò alla scrivania, come appesantito da una tonnellata di cicatrici.Tirò fuori dal cassetto una scacchiera elettronica ed un sacchetto di pelle, e fece la prima mossa,inforcando gli occhiali da vista.

Per saperne di più sul termine Nerd

 

 

5 ott 2013

Alberto Sordi, regista

La domanda che ci si deve porre prima di cominciare una trattazione del genere è: come giudicheremmo l'Alberto Sordi regista qualora non lo conoscessimo come attore e,insomma,avessimo come testimonianza solo i film che ha firmato come Autore (con l'ottimo sceneggiatore Rodolfo Sonego) e dove,naturalmente,è comunque presente come protagoinista ?Insomma: il giudizio,spesso malevolo,che la critica e una parte del pubblico ha avuto ed ha sul Sordi cineasta è traviato da questa dicotomia: è un po',per capirci,l'effetto "Clint Eastwood",anche se Eastwood poi ne è uscito (da "Bird" in poi) vincitore.L'attore eccelso ma soprattutto icona che 99 volte su 100 perderà il confronto con il suo mito,quando passsa alla regia.E' quindi liberandoci del Sordi diretto da Monicelli,Risi,Scola,Zampa,Steno,Fellini,solo per citarne alcuni,che possiamo giudicare lucidamente l'interprete trasteverino in veste di cineasta,qual'è stato.
Si possono dividere i diciotto film che ha diretto-compresi gli episodi in film di autori vari- in tre tronconi:quelli Riusciti,i Capolavori e quelli Dimenticabili (o da dimenticare).
Il gruppo più numeroso è quello dei Riusciti,ne ho individuati dieci su diciotto.(Vedi schema in calce a questo articolo).Si va dal film d'esordio,"Fumo di Londa" al penultimo,"Nestore,l'ultima corsa".Ci sono titoli fin qui sottovalutati come "Un italiano in America" e che,invece,rientrano per un filo nella categoria,come il tutto sommato loffio ma lungimirante "Io e Caterina".E' stato quello di queste opere un Sordi professionale,che è stato quasi monopolizzato la commedia di costume,pur senza l'estro dei suoi maestri migliori,pur immettendo nelle storie e nie volti un senso verace di autenticità.In molti casi,la tranche del lungometraggio in cui appare il nostro è la più succulenta e godibile,non solo per l'ovvia presenza (ma qui non conta,ricordate?) della "star" ma proprio per la loro capcità di mettere alla berlina il nostro ego (di italiani,si capisce): è il caso dell'ultimo episodio de "Il comune senso del pudore" dove,come un piccolo ma testardo entomologo,Sordi mette la coppia degli anni settanta-ma il film è invecchiato bene-dentro la modernità.Merita di essere citato pure "Io so che tu sai che io so",presentato a Cannes e che,come sempre è tentato chi scrive,si potrebbe pure gettare tra i "sommi",anche solo-e per- la presenza di Monica. Forse il suo unico difetto è di essere stato successivo al "gioiellino" vittiansordiano, di cui si dirà successivamente.In alcuni casi sono regie la cui genialità si risolve esclusivamente nell'idea di partenza: è il caso de dittico-ma potrebbero considerarsi un unico,imprescindibile,film politico girato con la macchina del tempo- di "Tutti dentro" e "Assolto per aver commesso il fatto".Film in cui l'idea sordiana del mondo che cade è messa al servizio di una regia puntualissima,che vede e dice ,senza curarsi troppo dei fronzoli.
Prima di passare ai capolavori del Sordi Autore,una mini-parentesi per le due regie dimenticabili (e labili):si tratta,in ordine decrescente di:"Un tassinaro a New York","Scusi lei è favorevole o contrario" ed "Incontri proibiti".Il primo ha il grande difetto di voler farsi sequel di un film riuscito ma comunque abbastanza anonimo (populista,vorremmo dire-così come lo era-con esisti diversi- il "tassinaro" scorsessiano);il secondo-onestamente- è l'unico dei diciotto che non ho visto più di una volta,e per giunta anni fa: quindi meriterebbe più un "da rivdere" che una stroncatura, a voler tacitare un poco la memoria. Il terzo-che è pure l'ultimo film in assoluto di Sordi- parte da un'idea sfruttata ma sempre gagliarda: il vegliardo che perde la testa per una pin up; ma in questo caso la prospettiva è rivoltata.Per motivi di cassetta è stata scelta,per il ruolo,una non attrice.Come sarebbe stato il film senza la signora Marini è storia che non è ci è data sapere.
I Capolavori sono quattro, tutti contingentati tra il 1969 e il 1978,anni del canto del cigno della vera e inimitabile commedia all'italiana,pur con qualche presntabile divagazione negli '80.Il quinto-del 1982- è proprio una di queste.
I primi due rappresentano quasi un blocco e la sua subordinata: si tratta di "Amore mio aiutami",dove troviamo la miglior Monica Vitti,Antonioni escluso,della storia del cinema.La vera protagonista del film è lei:sembra quasi un Bergman più nero ma divertente,in quest'epica storia di una coppia al capolinea.Un film che andrebbe studiato dai commedianti di oggi e da quelli di domani.Eterno.
L'episodio dal film colllettivo (nel senso di più episodi,ognuno diretto da un diverso regista) "Le coppie" è meno divertente e pungente del precedente ma se possibile ancora più feroce ed irruente.Godibile e fulmineo come un caffè macchiato dopo la siesta.
Ci sono film che ti rimangono solo per un'inquadratura: è il caso di "Finchè c'è guerra c'è speranza",con quel monologo finale del mercante d'armi Pietro Chiocca, un capolavoro e nel capolavoro.Ma troppo avanti quest'opera,per anni accusata di qualunquismo,mentre metteva mani in modo irruente ed epico su interrogativi che ritroveremo solo anni dppo in altri film (basti pensare a "Lord of War",con Cage).
"Le vacanze intelligenti" è un episodio su cosa gli intellettuali (non) dovrebbero essere e su (come) i popolani si sforzino-qui per far piacere ai figli,invero- di imitarli.Se c'è un film italiano (episodio anomalo:dura circa un'ora)in cui ogni singola battuta e quasi ogni inquadratura è perfetta è questo qua.I critici che allaora storcevano il naso per il linguaggio triviale,una quindicina d'anni dopo si sono trovati a scrivere peana e saggi sui dialoghi tarantiniani.Vabbè.Le scena alla biennale plageranno ogni futuro visitstore (compreso lo scrivente).
Non tutti sono al corrente che il protaginista del film simbolo della commedia all'italiana,cioè "Il sorpasso",doveva essere proprio Sordi.Per motivi pratici (Sordi pare fosse in Svezia a girare film con Polidoro) fu poi scelto Gassman.E,per chi lo ha visto,riesce difficile credere che l'arruffone del film di Risi potesse essere interpretato da un altro,con uguale profitto (un po' come Nicholson per "il cuculo" o Brando per "il padrino",e gli esempi non sono tantissimi).Comunque,come notò all'uscita il grande Tullio Kezich,"In viaggio con papà" riprende l'epica del viaggio Gassman-Trintignant -tra chi della vita sa tutto e chi sa poco o nulla,in queso caso un padre e un figlio (Sordi e Verdone;serve dirlo?).Ci sono film della commedia all'italiana,forse migliori,ma invecchiati male:questo capolavoro sordiano è invece resistito alla senescenza.Ha probabilemente sancito,insieme al secondo atto di "Amici miei",il definitivo punto a capo della commedia all'italiana (e di costume) che da questo momento in poi (compresi molti dei film successivi del nostro Autore) ha pagato l'imborghesimento e il buonismo,spesso entrambi.
Scriveva in "Pian della Tortilla",John Steinbeck:"Questa storia è scritta allo scopo di reprimere lo scherno sulle labbra dei dotti biliosi".Tale è l'intendimento di questo resoconto,come una sorta di musica di accompagnamento a poco più di una decina di film ingiustamente bistrattati.Per le parole,verso quei critici e la loro altezzosità,rimandiamo al ritornello di uno dei cavalli di battaglia del Sordi cantante.

legenda: r = film riusciti c = capolavori d = dimenticabili
                   
                        

2 ott 2013

Tuffi nella garrota a Beverly Hills

Mi diceva sempre "se non mi sposi parto per l'Iraq,se non mi sposi parto per l'Iraq".Così lo accontentai.Certo,mio padre ebbe da ridire.In quanto a mia madre...beh,di lei ve ne parlo dopo, ok?Ok. Poi lui si mise in testa che voleva un figlio.Allora lo cacciai di casa.Anche se non era proprio casa nostra.E mio padre: "Hai cacciato di casa quel povero ragazzo,come hai potuto e di qui e di là".Era diventato tutto zucchero e miele.Disse che un uomo non si trattava così.Disse che io non avrei mai imparato.Non avrei mai legato un uomo a me.Io non lo volevo.E lui rimbeccava che potevo essere un'ottima madre.

Fino a ieri lo consideravi un coglione...

....

Non voglio scarrozzarmi un figlio, voglio andare in Canada

...

Quel tipo mi renderebbe infelice,legandomi con un figlio.

....

Vuoi che tua figlia sia infelice ?

 

Così partii per il Canada e lui se ne andò volontario in Iraq.In Canada c'era mia madre,faceva la psicanalista.Lo faceva da circa vent'anni senza successo: era troppo poco attaccata ai soldi.Sapevo che da giovane era stata una hippie allora speravo che mi avrebbe capita.Venne a prendermi all'aereoporto.Decisi che era un buon segno.O forse no.Dopotutto sapeva solo che mi ero sposata e fingeva di credere che un giorno gliel'avrei presentato.Insomma: quel matrimonio era per me tipo un brutto vestito:lo si mostra a chi te l'ha regalato ma ci si vergogna di metterlo per uscire la sera.Nel mio caso,poi,non era nemmeno un vestito costoso perchè Lloyd,il mio primo marito,era uno di quegli acchiappanuvole senza sugo,che ancora girano,da qualche parte in America e nel mondo, i più fortunati finiscono a fare i poeti,i meno a spalare la neve o magari a ripulire cantine.Non mi sarei stupito di una lettera dello Stato Maggiore,in cui mi si diceva che era saltato su una mina mentre pensava a Dylan Thomas.Certo, quest'ultima cosa non l'avrebbero scritta.

Mia madre mi inchioda. Mia madre mi insegna tutti i giorni a fare i conti con la garrota.Perfino quando stavo a Beverly Hills o vattelapesca. Così gli spiego la vita che facevo,a Miami Beach,che è poi la stessa che avrei potuto fare da qualche altra parte.Vita da turista,non più di due minuti tra uno sbadiglio e l'altro.

E non ho mai capito quei coglioni che si servono di uno wedding planer.Spreco.Vanità.Voglia di essere trendy.Delegare a un'autorità la complicazione di un momento semplice.E' stato questo- dico versandomi del gin- il perchè quando mi sono fatta impalmare eravamo tre persone,mio marito compreso.

E questo che c'entra ?- fa mia madre con la voce ricattatoria che vuole dire "Stiamo ai fatti.Sii concreta.Che cazzo di vita fai?".

Mi viene a prendere all'aereoporto di Toronto.No,non è un buon segno,ora ne sono cosciente.Vuole più tempo per parlare,parlare,dirmi la sua visione del mondo,che però io so già a memoria."Questa Terra è un posto malato in cui abbiamo bisogno di instaurare delle relazioni sociali fattive,per farcela".

Così le racconto di 'sta specie di comune dove sono stata per quattro mesi.Sono stati mesi così vuoti che devo inventarmi dei particolari.La maggior parte riguardano il mio ex marito,che ha scelto di accompagnarmi.Lo vedo che gira vorticoso,uno di quegli uomini sempre occupati a dire e fare qualcosa.Le donne stronze non gli vogliono uomini così .E io pure.Attraverso di lui vedo i volti affilati dalla stanchezza di ragazzi che spargono le sementi e altri che aggiustano il tetto.Loro parlano poco e sorridono al mio uomo,che sembra nato qui,tanta la sua voglia di farmi contenta,di approvarmi.E' là che -adocchiando una tizia bionda che sembrava la versione pop e smandrappata di Sharon Tate-mi ha detto: quelbambinochetieneinbracciosarebbebellose...

Il mio primo "No" lo ha colpito in faccia,come l' "out" dell'arbitro in un incontro di tennis.Se ne è andato,a calpestare mine o salcazzo cosa,in Iraq.Probabilmente è ancora là,mentre scrivo,incapace di trovare la strada di casa,a chiedere indicazioni per Brooklyn.Il coglione.Nemmeno la beneficienza si può fare.

Mia madre mi parla del suo lavoro,ora sta curando un tizio che ogni volta che la sorella riparte per il college ha degli attacchi di vomito.E' molto interessante,cioè:non la ascolto nemmeno un pelo però mi distraggo a pensare che tutti immaginano il liquido dei conati come verde invece è giallo che più giallo ma con venature rosa che...

Ohi,ci sei ?

...

Così attacca a sbrodolare su quanto sono in gamba i canadesi,e quanto siamo cafoni noi americani.Lei dice americani ma so che ce l'ha coi californiani.Così me ne sto zitta mentre prepara l'insalata.Vede che non la tocco e sta certo per partirsene con un predicozzo sulle cure per l'anoressia allora agguanto una foglia,tanto per dire "io c'ero".Ancora devo capire come hanno fatto due tipi così simili a separarsi.Non è che queste cose le spiegano a una bimba di tre anni.Non ho avuto la fortuna di un teen,che si gusta la separazione dei suoi coi propri occhi,in diretta.Ricordo solo mio padre che veniva la domenica e fingeva che tutto fosse "come prima".Allora lavorava come galoppino in un'agenzia di assicurazioni,poi ha fatto carriera e si è aperto un'agenzia di scommesse a New York.Devo ancora capire la differenza.Così passiamo due giorni in cui lei mi manda,con parole sue, messaggi subliminali che io traduco.Sono concetti tipo "gli hippie non valgono un cazzo" "le modelle hanno il setto nasale otturato" (anche se io non ho mai fatto la modella,al massimo la groupie) e,imprescindibilmente,il più loffio di tutti ,perchè è una domanda: "Vuoi che tua madre sia infelice?".

Errabonda,me ne ritorno a Beverly Hills il giorno del mio ventiquattresimo compleanno.I cazzuti mezzi di trasporto fin qui non arrivano,così prendo un taxi.Il taxista dice che assomiglio ad Elisabeth Shue,e io gli dico che me lo dicono spesso anche se non è vero.Anche se siamo a febbraio c'è un botto di gente per le strade,e sembrano tutte uscite da una pubblicità di dolce e gabbana.Quando infilo la chiave nella porta vedo che qualcuno è già entrato.Così non faccio in tempo a fare mente locale su tutti i tizi a cui ho fatto la copia delle chiavi,che lo vedo.

Au revoir, les girls ...

Torni da Parigi

Da Bagdad e,t'assicuro,amore mio,non gli assomiglia manco per il cazzo,a Parigi

Com'è che sei tornato ?

E me lo chiedi ? Una vita di merda: ci ho provato per tre mesi,poi mi sono fatto riformare

E che hai fatto,hai messo delle cicche sotto le ascelle?

...

E questo è nulla,vedessi quando provo a correre.Te lo dico,è ufficiale: il tuo ex marito è uno zoppo,vita natural durante.

(Come si scopa con uno zoppo? Se lo sta inventando? No,non è mai stato un buon attore. E,soprattutto,che cazzo vuole da me,adesso?)

Mi spiace che ti sia andata così

Beh,insomma,se calcoli che c'è gente che se n'è tornata in un telo di plastica,alla fine devo dirmi pure fortunato

Bene,buona fortuna:e che cazzo vuoi da me,adesso ?

Me le presteresti tre centoni ?

Ehi,maritino d'oro,io non sto più lavorando

Mi dai 'sti soldi e non mi vedi più.Parola di bravo ragazzo americano zoppo.

E che ci devi fare ?

(Così esce che il reduce si è indebitato con mio padre per una puntata su un incontro dei Lakers)

Chiedili a Jack

Dai,non prendermi per culo.Almeno potresti mettere una buona parola.

Se ne va tutto cerimonioso con i tre centoni tra le mani.Ho tutta l'intenzione di prendere a calci in culo mio padre,per questa storia.O di ringraziarlo.Almeno,ora,avrà capito con chi voleva farmi fare un figlio.Quando lo chiamo,tre giorni dopo,dice che non ha avuto un cazzo di soldi e che è gente come il mio ex a rovinare il mondo delle scommesse.Dice pure che è contento di sentirmi,poi fai una pausa.

Ehi,figlia,non glieli avrai mica prestati tu ?

Gli dico che mi ha fatto pena,povero invalido di guerra sfigato.Mio padre dice "Secondo me è andato a comprarsi qualche troia a Las Vegas" e riaggancia,delle voci come da lontano che lo chiamano animatamente.

Il programma di alzare un po' di grano lavorando come lap dancer in un localino gestito da ebrei non mi alletta ma,insomma,una cosa vale l'altra,no? 'Sti tizi hanno fatto fiasco con il mondo del cinema e si sono messi su questi ducentometri quadrati di strappone e machi bavosi,qualche lesbica,ogni tanto.E ci sono anch'io.Si accorgono che ho già fatto questo lavoro.Mi fanno i complimenti.Io e la ragazza coreana che si chiama Ko e qualcosa siamo quelle che prendiamo più mance.Lei vuole tornarsene a Chinatown,New York e ce la farà prima di me perchè ai clienti facoltosi fa il servizio completo.E' una tipa in gamba,dice che ha fatto per un annetto la modella a Milano,poi è rimasta incinta di un industriale italiano e se n'èandata.

Mi dispiace

Ti dispiace cosa ?

Cioè,che sia finita così

Finita cosa ?

Cioè...

Prego,la riservatezza: sono al quarto mese,tra poco non dovrò più fingere

Come lo chiamerai ?

Se è un figlio di puttana maschio (ride) Chucky..altrimenti Erica o...

A Erica,allora- immaginandomi la collega coreana a cinquant'anni grassa e felice ,sposata a qualche tipo di Compton

Sennò...tu come ti chiami ?

 

Bentornata,dolcezza,non è così che dicono nei film ?

E' così

Sai,che te la perdono: te ne sei andata per il Paese e ora ritorni a casa:sono contento.

Il tizio che mi parla sembra una versione californiana di mio padre e,ad avvalorare questa idea, c'è il fatto che non ci ha mai provato.Mi avvicino a lui,ma guardo oltre.Quindi lo oltrepasso e mi dirigo verso la piscina centrale.Ai bordi c'è del sangue.Una rissa,ieri sera,mi dice  qualcuno.Fisso la macchia di emoglobina come un bambino può fissare il primo cavalluccio di legno.Devo stare attenta,a tenermi buona questo lavoro.Devo stare attenta a non diventare come i miei.Penso ai visi della comune.Calcolo quanti altri soldi mi servano per tornarci.Lentamente tolgo il telo di copertura invernale.Quindi vado a regolare il ph dell'acqua.Sopra al trampolino c'è seduto un ragazzo sui sedici anni,che sta guardando  nel vuoto.

 

Questo racconto è ambientato prima del 2010

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Elisabeth Shue