> il mondo perfetto: novembre 2012

30 nov 2012

Ragazza madre alza la voce

Non sappiamo.Di lei non sappiamo molto.Solo le cose sentite al bar o magari lette sul giornale.Qualcuno ha provato a farsi venire in mente il suo nome  ma non c’è riuscito.Sappiamo che non è appariscente,né bella.Che ha una figlia di sette mesi.Che non ha né un marito né un compagno.Questo non se lo spiegava,prima;ora ha proprio smesso di fare domande.La porzione di storia che esaminiamo comincia un giorno a casaccio di gennaio,dopo le feste.Lei ha litigato coi suoi genitori, e ora ha asserito”Non la vedrete più”.Forse ci ripenserà.Il giorno in cui non le hanno rinnovato il contratto era disperata.Poi ha pensato che la vita andava avanti.Più o meno.Gli amici in questi casi spariscono,e non è la prima volta.La vediamo andare sempre di fretta, e questa è davvero una condizione imprescindibile per una donna che viva qui,e non sia ricca.In molti le avevano consigliato di abortire.In molti le avevano ricordato che è,in fin dei conti,un suo diritto.Altri le avevano detto che era una scorciatoia.I più insidiosi, come colpi di pietra sulla testa, che era un omicidio.Poi tutte queste persone erano sparite, come d’incanto.Lei, già da prima taciturna,si era fatta silente.Lei e la sua carrozzina, a spasso per la città.In realtà l’espressione “a spasso” è davvero impropria,assolutamente impropria.Presuppone una spensieratezza che questa ragazza non ha e, probabilmente,non avrà mai più.Eppure la vediamo nei giardini pubblici o nei centri commerciali, con la sua carrozzina.Oppure-come abbiamo detto non è appariscente-scegliamo di non vederla.Comunque lei c’è e si muove, con gesti lenti e apparentemente inoperosi.I giorni continuano a passare e lei non trova lavoro.Bussa a tutte le porte e le trova chiuse.Non di rado,mentre spinge la carrozzina in mezzo al parco,scoppia a piangere.Non che questo la aiuti ma la aiuta a sfogarsi.Il tempo non gioca a suo favore.E quando la bambina compie un anno le arriva l’ingiunzione di sfratto.Gira i sindacati,i patronati,le associazioni di consumatori,le associazioni cattoliche e perfino un paio di sedi di partito.A parole sono tutti solidali ma i fatti hanno una valenza che è diffcile rendere con le parole.I soldi cominciano a scarseggiare.Per un poco pensa pure di andare a battere ma l’idea le da il vomito.Almeno servisse a qualcosa,quel disgusto, a scuoterla.Invece si butta sempre più giù.I suoi genitori,lontani come una primavera felice e dorata,sono però d’accordo su una cosa:non possono aiutarla,non saprebbero come.Prova a rintracciare il padre della bambina, che però sembra essersi volatilizzato.Quando la bambina ha oramai un anno e mezzo la madre mangia spesso nelle mense pubbliche,almeno un pasto.La bambina,le fanno capire,presto potrebbe essere affidata ai servizi sociali.La società le grida in faccia che non può fare niente.I preti,i politici,i parenti,i conoscenti,gli amici, tutti sono lì a ricordarle il suo errore.Solo i creditori sembrano non dimenticarla.La bambina almeno cresce sana e sembra non risentire granchè di quel clima.Miracolosamente non chiede nemmeno del padre.E’una bimba allegra anche se è una felicità fatta di motteggi e facezie,la sua.Non ha molto a che vedere con la serenità dello spirito, ma forse è troppo presto per dirlo.La ragazza madre spesso sogna-letteralmente-una grande casa,con un terrazzo pieno di gerani.Si è un po’ pentita di non aver chiamato la figlia Susanna, che in ebraico vuol dire fiore, ma il nome che le ha dato è lo stesso splendido, anzi regale: Maria Principessa. Tutto questo avviene nel sogno,in cui percorre la villa insieme alla bimba, che ha definitivamente conseguito un’autonomia motoria.E’ la bimba stessa, ad innaffiare i gerani.Il sogno finisce sempre così.Alla fine di uno di questi lunghi sonni si risveglia con un sorriso,la madre.Un sorriso senza motivi, ma c’è.Solo quando è davanti al balcone si rende conto di avere la bimba tra le braccia.Allora corre in camera e dice qualcosa tra sé e sé.Strappa un foglio da un quaderno e sopra ci scrive”promemoria delle cose sbagliate”.Poi rimane a fissare la bambina, è come se la vedesse nuovamente nel sogno.Si sta svegliando.Le canterà una ninna nanna oppure alzerà la voce per farsi sentire dal mondo, che la ignora?Percorre i pochi passi del balcone e salta giù con forza repentina.L’unico ad ascoltare il suo urlo, almeno per una volta, sarà il cielo,il volo interrotto dei piccioni.

29 nov 2012

La classe dirigente

Quando i talk show politici

Non ti ispirano altro che risate e sarcasmo

Allora significa

Che verso la classe dirigente del tuo Paese

Provi solo disprezzo.

E sai bene che tale disprezzo non è frutto

Di risentimento o astrazioni,

Bensì lo merita tutto.

Tu hai ragione,e loro torto.

Ma tutto procede

Come se fosse il contrario.

Tu hai ragione e loro torto,

Ma continueranno a parlare

Come se tu fossi la colpevole.

Così,inevitabilmente,prima di ogni dibattito

Controlla il tuo sorriso

E ridi in faccia ai pagliacci che pontificano.

E se,incidentalmente, ti daranno ragione,

Non ti fidare:

Sarà soltanto per rubarti qualche voto;

E dietro le spalle già ridono di te.

(Originariamante compreso in un paese in autunno,e quindi spostato in questa categoria il 3/12/2014)

28 nov 2012

Dialogo tra un commissario ed Ulrike Meinhof

(La scena si svolge nel Paradiso o nell’Inferno o nel Purgatorio,un giorno qualunque dell’Eternità)


Ogni anima ha bisogno di una devozione


Sbattendo gli occhi come un paio d’ali


Frenando ogni concupiscente deviazione


Sentendo nella coscienza tutti quei mali


Che spezzano i giorni pur vivendoli tutti


Hai preso un giorno sbagliato per cambiare


Madre e sorella di quei dieci anni di lutti.


Potevi essere un’altra e forse lo eri già


Continuare le tavole rotonde e gli editoriali


La cucina per Bettina e Regine…


Lei,signora Meinhof,non è qui per declamare poesie.


E quindi?


Quindi risponda:perché e’ qui?


Questo speravo me lo spiegasse lei.


Non abbiamo elementi sufficienti.Sa dirci qualcosa di più preciso sulla corda?


Non ricordo nessuna corda.


Lei non collabora,dovrò annotarlo.


Faccia pure.Ma siamo solo noi due,non c’è nessuno che verbalizza?


Non serve.Mi dica:la corda?


Non serve necessariamente una corda per impiccarsi,non lo sa?


Mai provato.Lei vorrebbe farmi credere che si è impiccata tra le sbarre della sua cella?


Lei lo dice.


Si rende conto cosa è successo?


Pensavo che fossi qua per parlare della mia vita,non della mia morte.


Ogni cosa al momento opportuno, signora Meinhof,ogni cosa al momento opportuno.


E’ questo il guaio:non c’è mai spazio per i momenti inopportuni.


Per quelli già ha avuto tempo durante la sua esistenza.


[…]


Che si prova a crepare a quarantadue anni?


Non è detto che sia stata una scelta libera…


Sta di fatto che lei non vedrà crescere i suoi figli.


Chi può dirlo? Forse li vedrò in altro modo.


Lei mi sta innervosendo.


Non credevo che Dio si innervosisse.


Ne è proprio sicura.


Di cosa: che lei sia Dio o che Lui non si innervosisca?


Che io sia Dio, ma non tergiversiamo.


Finalmente!


Lei ha sprecato la sua vita,lo sa?


Sono qui per capirlo.


Un po’ di autocritica servirebbe, sa?


Per cosa: per il paradiso o per l’inferno…o…?


Intendo dire che aiuterebbe a farmi capire: come si può passare da una vita borghese, per quanto inanellata da dubbie opinioni politiche…


Finchè parliamo di opinioni(lo dice sbuffando)tutto è lecito,signora Meinhof.


E’ quello che dico anch’io, ok.Ma lei è andata oltre,molto oltre.


Non si sente colpevole nei confronti delle sue figlie.


Ho pianto molto.


Insomma: subì l’influenza di Andreas Baader e Gudrun Ensslin o fu una sua libera scelta?


Esistono libere scelte? Forse si.


A ritroso:lei è stata adottata?


Si,no, forse…questo cosa c’entra?


Dobbiamo sviscerare tutto.


Risponderò solo a domande che abbiano a che fare con la mia vita.


Lei non è nella posizione di poterci ricattare,signora.


Davvero?


Davvero.Quale vantaggi ricavò dalla sua scelta?


Nessuno.E’ contento di sentirmelo dire?


Abbastanza(ridendo, anzi:sorrdendo).I suoi compagni stanno da anni gettando obre, me lo lasci dire, disgustose sulla sua morte.


Omicidio di stato?


Loro lo chiamano così.E senza prova alcuna.Se lei si sforzasse di ricordare…


Sposti la lampada,per cortesia.


Dovrebbe esserci abituata.Non ha ancora capito dove si trova?


No.Può dirmelo.


Non è ancora il momento.Ha più saputo della fine dei suoi compagni?


Subito.Crede ancora all’omicidio di stato, anche per loro?


Mi avvalgo della facoltà di non rispondere.O di non ricordare.Sposti la lampada,per cortesia.


Ritorniamo a quel momento,fine degli anni sessanta: lei sceglie di costituire la RAF.Subito dopo l’agguato che liberò Andreas Baader.Perchè passare da editorialista di estrema sinistra a terrorista? Ce lo spieghi.Magari parlando ricorderà qualcosa di più sul momento successivo, e finale.


Da quanto tempo sono qui?


Il tempo che crediamo sia necessario.


Sembra una prigione.


Nostalgia di Stammheim?


L’umorismo nero non si addice a Dio.


Forse si, forse no.Come avvenne?


No, non voglio essere una delle vostre donne confezionate col cellephane. Non voglio essere presenza tenera di piccole risate e di sorrisi stupidamente allettanti e dovermi sforzare di essere quel tanto triste e ammiccante e al tempo pazza e imprevedibile e poi sciocca e infantile e poi materna e puttana e poi all'istante ridere pudica in falsetto a una vostra immancabile trivialità.


Lei cita sé stessa,signora Meinhof.Questo è molto scorretto da parte sua e non semplifica le cose.Lo vede quello?


(Alzando la testa) Quello sul muro?


Quello sul muro.E’ un ragno.Potrei schiacciarlo.E sa perché non lo faccio?


Perché lei è Dio.


Ammesso e non concesso che io lo sia..no,non è per questo:ma perché voglio vedere fin dove arriverà.


Quando avrà costruito una ragnatela troppo grande allora lei gliela distruggerà.


Brava!(quasi applaudendo,poi fa una lunga pausa).Come accadde?


Forse ero solo una ribelle.


Lo si può anche essere scrivendo libri o articoli, senza bisogno di spargimenti di sangue.


Evidentemente non la pensavo così.


Fu forse l’asportazione del tumore?


Non sono una pazza.


Ora.


E nemmeno allora.


La dovremo punire, se ne rende conto?Ma,prima, capire se lei ha fatto autocritica.


Credevo si chiamasse perdono.


Era per spiegarmi meglio.


Con chi dovrò parlare?


Ah, quindi l’ha capito…


Non era difficile da indovinare.


Ma finchè lei non mi spiega, volontariamente, se si è suicidata o meno,non ne veniamo a capo.


Anche nell’altra stanza, c’è tutta questa luce, e queste lampade fastidiose.


Forse lo vedrà da lei.


Posso leggerle una poesia?


Qui non si leggono poesie né comunicati.


Credevo fosse un luogo libero.


Ma il tempo è quello che è, e lei ha gravi responsabilità.


Comunque non era mia, ma di Bertold Brecht.


DI PRIMA MATTINA LEGGO SUL GIORNALE DEI PROGETTI SENSAZIONALI
DEI PAPI E DEI RE, DEI BANCHIERI E DEI BARONI DEL PETROLIO.
CON LA CODA DELL’OCCHIO SORVEGLIO
IL BRICCO CON L’ACQUA DEL TÈ,
COME S’INTORBIDA E COMINCIA A BOLLIRE ED È CHIARA DI NUOVO
E TRABOCCANDO DAL BRICCO SOFFOCA IL FUOCO.


Ok,ora la ricreazione è finita.E poi che c’entra?


Forse è solo un’iniziativa dell’autore di questa storia…


Quale autore,di preciso?


Lasci stare.


Lei è reticente.La corda, mi basterebbe qualche indizio sulla corda, ecco…


Mah, che dirle? Io lessi di un asciugamano.E che non poteva autonomamente essere fissato alla finestra.


Quindi?


E’ triste non avere memoria ma sentirsi puri.E’, forse, questo che chiamano pentimento?


Lei aveva solo altri 4 anni da scontare, se non ricordo male.


Chi me lo ha fatto fare?


Già.


Senza saperlo lei avvalora la tesi dell’omicidio di stato, con questa frase.


Non sapevo che foste anche qui.


Ogni tanto riusciamo ad intrufolarci,solo ogni tanto.


In fondo siamo colleghi…


Io non ho mai partecipato ad azioni di lotta armata,signora.


Se la sa così bene, mi racconti lei la mia storia, signor…?


Il tempo è scaduto.


Quando parlerò con un vero e proprio commissario?


E chi le dice che non l’abbia già fatto?


Cos’ ha ottenuto da questa farsa?


Capire se dice o no la verità.


Non sapevo che questo fosse suo compito.Sposti quella lampada per cortesia.


Il tempo è scaduto,un’ultima domanda:come concilia il messaggio evangelico con le azioni terroristiche?


Questo è un colpo basso, signor”nonsoilsuonome”


Beh, che dire,ora deve accomodarsi in un altro posto.


Dove non ci sono lampade né inganni.


Lo immagini pure come crede,signora Meinhof, questo d’altronde non è proibito.


Vorrei scrivere una lettera a Bettina e Regine.


Non qui,non ora…Bettina non era l’amante di Goethe o qualcosa del genere?Lei non ha mai sopportato i tradimenti,vero?


Penso proprio che rimarrò sempre in dubbio sulla sua reale identità.


Arrivederci,Ulrike Meinhof.


Il tempo è scaduto(lo dice con espressione neutra,quindi si alza e se ne va,né veloce né lentamente).


[L’uomo di cui davvero non sapremo mai l’identità precisa apre il cassetto, prende una pistola e spara verso il soffitto]


Io,poi, i ragni li ho sempre odiati.E abbiamo ancora tanto tempo davanti a noi…

27 nov 2012

Quando una ragazza si brucia

Non posso certo biasimarti


Se adesso te ne stai seduta in un bar


In attesa di perderti o venderti


Con in mano un libro della Yourcenar


Stai facendo un’operazione complessa


In attesa di dirti qualcosa allo specchio


Più difficile restare un po’ con te stessa


Che metterti di profilo o in ginocchio


Questo sole è troppo infame per morire


Oggi c’è un vetro sparso nel tuo corpo


Fatto da chi voleva solo vederti crepare


Per poi togliere subito tutto il disturbo


Adesso che il libro è in mezzo al caminetto


Tu accatasti legna per un personale inverno


Scoprendo nel tuo mondo quieto un difetto:


Sa di terre bruciate,ovvie lacrime e inferno.


Si,è andata così senza fare troppi calcoli


Buttata a caso come un inutile accessorio


Le frangette hanno soppiantato i boccoli;


C’è chi beve solo caffè e chi colluttorio.

Holy motors e i film d'arte

Esistono ancora i film d’arte?Questa la legittima domanda dopo aver visto l’ultimo film di Leos Carax.Chi è questo Fregoli postmoderno,che oscilla tra pagliaccesche evoluzioni e deliri da roditore?E’ solo il pretesto-appunto-per un film d’arte.Dopo gli anni sessanta(Godard,Warhol,solo per citare due esempi massimi)il cinema solo normativo si è rimpadronito della settima arte,monopolio che non aveva mai abbandonato davvero.L’idea,cioè,che con il cinema si possa fare tutto e, soprattutto più largamente,POESIA E SPERIMENTAZIONE,la ritroviamo nel film dell’ex enfant prodige (oh, che fine avrà fatto il vhs de”Gli amanti del point-neuf”); Ma tutto quanto detto lo ritroviamo-male, come una sorta di riempitivo vertiginoso-in un’opera che ingloba le sinuosità danzanti di Kylie Minogue e le comunque valide doti istrioniche di Denis Lavant,alter ego dell’autore.Se poi,inevitabilmente,con questo guazzabuglio Carax vuole solo darci uno “specchio informante” dello spaesamento generale della civiltà post 2000,allora-glielo si dica-arriva tardi.Forse(avendolo io visto in versione originale e parzialmente sottotitolata) magari le parole,riascoltate, daranno un senso alle immagini.Fino ad allora, crudamente,non possiamo non riconoscere lo sbaglio dei-udite udite-“cahiers du cinema” nel classificarlo tra i primi 10 film del 2012.Insomma,lo stato dell’arte per i film d’arte è ancora incresciosamente in divenire,peggio:in stato catacombale.In questa parossistica ambientazione dark in cui le immagini,inopinatamente, vagano confuse nella notte senza riuscire a trovarsi mai.Resta forse da crucciarsi per buoni attori(e corpi solidi)mandati allo sbaraglio.Comunque troppe le analogie con le peregrinazioni della limousine di Cronenberg,per non preferire l’originale.

La recensione di Cosmopolis

                                

26 nov 2012

Un tipo così

Era un tipo così:uno di quei tipi che si interessano ai segni dei cerchi nel grano o che chiamano il proprio fratello-se ne hanno-dicendo,con voce grave,che c’è un problema.Uno di quei tipi di poche parole e molte occhiate.Potrei decidere di farlo nascere a New York o a La Mecca,in Italia o Nuova Zelanda:lui sarebbe così.Uno di quei tipi che collezionano francobolli o magari chiavi inglesi.Uno che non manca mai a una riunione di condominio,né a un voto.Uno di quei tipi a cui puoi anche stabilire,se non fa parte della tua vita,del tuo lavoro o della tua famiglia, di sorridere;non costa nulla.Uno di quei tipi che prendono la propria moglie a schiaffi,o frustate,e poi, tranquilli,vanno alla fatidica riunione di condominio.Io la vedo,però,a lei:sta andandosene via con i bimbi dopo che lui le ha ficcato la testa ed il collo nella tazza del water.Lasciandolo solo a rimuginare-tipi così-va detto-però più che rimuginare,agiscono;magari si comprano una pistola.Nei casi migliori trovano il suo cadavere puzzolente dopo giorni,appeso alla corda puzzolente,la sedia per terra è nera,come la stanza.Ma-e sono i casi peggiori-a volte LEI non se n’è andata,continua a starci insieme,a morire giorno per giorno,giorno DOPO GIORNO.A lavarsi il collo e il volto nella tazza del cesso in cui è stata spinta.Magari muore affogata lì,in quel modo,o nel mezzo di un parcheggio mentre lei decide che vuole andarsene,e lui le spara all’addome.Ma tante,eppure troppo poche, sono quelle che se ne vanno,chiamano la polizia e l’avvocato,portano con sé i bambini,se ne hanno,e pure il cane.Lasciando allo stronzo una corda da sistemare al lampadario.Questo racconto è per lei,lei e lei,che hanno scelto.E per quelle che pregano di trovare la forza di farlo.Lasciando gli uomini violenti a guardare il documentario che spiega come si fanno i cerchi nel grano-a razionalizzare.Oppure-gesto non deprecabile-ad appendere un pezzo di lenzuolo in una cella, da qualche parte nel mondo.Lasciando,invece,nei girdini pubbblici e nei terrazzi,nei lungomare,e perfino nei racconti di scrittori e scrittrici, le donne libere a vivere la loro libera vita.


                                                  


                                      

24 nov 2012

Mordere la polvere (parte prima?)

I capitalisti hanno fallito


I comunisti hanno fallito


I nazisti hanno fallito


I bombaroli hanno fallito


I servizi segreti hanno fallito


Le imprese produttrici di napalm hanno fallito


I brigatisti hanno fallito


I democristiani hanno fallito


I socialisti-prima e dopo-hanno fallito


Gli anarchici hanno fallito


Gli yuppies hanno fallito


Le cover girl hanno fallito


I pubblicitari hanno fallito


I senzatetto hanno fallito


Le escort da 5.000 a notte hanno fallito


Le puttane di strada hanno fallito


Gli israeliani hanno fallito


I palestinesi hanno fallito


Le spie,gli eroi,i mercenari e i civili hanno fallito, tutti


Gli avvocati divorzisti hanno fallito


Gli antiabortisti hanno fallito


I cantanti pop hanno fallito


I cravattai hanno fallito


Le guardie carcerarie,i Presidenti della Repubblica, gli spacciatori,tutti, hanno fallito


I giovani hanno fallito


I vecchi hanno fallito


I cani hanno fallito


I gatti hanno fallito


I guardiani degli zoo hanno fallito


Le milf,le infermiere,le studentesse,le operaie, tutte, hanno fallito


I vigliacchi hanno fallito


I piloti dei raid aerei hanno fallito


I cantautori hanno fallito


I Radiohead hanno fallito


I cantanti sotto il metrò hanno fallito


I liutai hanno fallito


I piromani hanno fallito


I tossici e le tossiche hanno fallito


I baristi hanno fallito


Le scuse buone hanno fallito


Gli eccetera hanno fallito


Le chiese hanno fallito


I costruttori di candele hanno fallito


I confezionatori di molotov hanno fallito


I camerieri della Regina hanno fallito


I tour operator hanno fallito


I manicomi hanno fallito


I filibustieri hanno fallito


I ciechi,i muti, i sordi,gli zoppi,i bambini obesi,io e la banda del paese, tutti, hanno fallito


I leccaculo hanno fallito


I veronesi hanno fallito


Gli appuntamenti al buio hanno fallito


Gli alberghi ad ore hanno fallito


Gli inferni hanno fallito


Le famiglie allargate hanno fallito


I paparazzi hanno fallito


I gay, gli eterosessuali,i trans,gli eunuchi e le bibliotecarie del centro, tutti ,hanno fallito


I collezionisti di francobolli hanno fallito


I giocatori di dadi hanno fallito


I pusillanimi hanno fallito


Gli eroi con la cintura di sicurezza hanno fallito


I parcheggiatori abusivi hanno fallito


I cittadini alla fermata del bus hanno fallito


I petrolieri,perfino, hanno fallito


I venditori di coriandoli hanno fallito


I vietcong,i messicani,le femministe, gli strizzacervelli e i paraculi,tutti, hanno fallito


Guardi da tutte le parti e dici:”…Cazzo!”


Solo le ditte di onoranze funebri non falliscono mai.

Senso della realtà

Preoccuparsi delle cose futili


Significa non avere


Senso della realtà

Prerogative di un sognatore

Tu che dici


Io vado per la riunione


O per la biancheria sporca


Io che sto qui


Solo per prendere


Le poesie dell’imbianchino


Tu che domi la polvere e il vento


Io che conto le onde-da zero a cento-


E poi senza ribellarmi mi addormento

Zampe di gallina

Stai scendendo la china


Con le tue zampe di gallina


Scoraggiata quanto basta


Ad ascoltare chi ti fa la posta


Chiudendoti fragilmente la giacca


Dicendo si alla vita che ti secca


Persa fin dentro al midollo


Con le rughe spianate pure sul collo

22 nov 2012

Può bastare

Un sole che fugge dietro ai palazzi


Un poco di pane e zucchero sulla tavola rosso cremisi


Le scarpe da pulire


Le salite tra nugoli di foglie


Incontrare,prima o poi,


Persone capaci di abbracciare un albero,


O perlomeno di scriverne


Una canzone di Brecht sulle labbra,


Come un'assicurazione sulla vita

21 nov 2012

Sla

per i malati di sla il governo deve muoversi.non c'è bisogno di altro tempo da sprecare ma di decisioni doverose,e non vergognose.


RIPETO:per i malati di sla non servono mediazioni ma decisioni.


se questi psudo-tecnici hanno staccato l'elettricità al loro cervello bacato,


Non lo facessero pagare alle persone più deboli,


Come hanno fatto fin qui,senza esitazioni.


Dicono che questo governo è credibile in Europa.


Ma un governo che taglia i fondi a PERSONE così in difficoltà,


Non può essere credibile nemmeno nell'ultima delle bettole dell'universo.


Cosa volete, cosa aspettate?


Che una di queste persone ci lasci la pelle per la vostra gagliofffagine.


Questa non è una poesia,è un atto d'accusa


Questi non sono dei versi ma dei latrati di un cuore arrabbiato,


ai suoi governanti incapaci sia della vergogna, che di governare


perchè governare non significa rimandare le decisioni IRREVOCABILI


per eliminare decisioni precedenti, criminali ed irresponsabili.


Un uomo che soffre è più importante di una legge di stabilità,


Impostaci dalla fottutissima Europa:


I saldi non si rispettano sulla pelle dei poveri cristi.


Avete crocifisso la legalità,


Ora volete rendere cadaveri le vittime del vostro cinismo.


Di cosa parlate, cosa aspettate?


Vite assai più dignitose delle vostre vogliono continuare a vivere


Perchè il diritto di stare al mondo non è solo di chi può pagarselo,


Dovete riuscire a mettere da subito


Gli interessi delle grandi banche vostre amiche


Togliere il loro puzzo nauseabondo


Dalla luce dei veri eroi di ogni tempo: i deboli e i malati.


Perchè gli eroi non siete voi,le vostre facce gaglioffe o meschine


Alle prime della scala o a firmare patti di stabilità anticipatori di guerre.


Che fate, che aspettate?Ancora non vi decidete?


Sulla salute(e sulla pietà cristiana) non si media,si agisce.


E' inutile che vi svegliate all'alba per firmare protocolli e cazzatelle varie,


Per andare a seguire,ipocriti,le messe:


Non spegnerete mai la speranza e la forza


Di chi vi precede avanti di mille palmi di dignità.


Rinserrate i vostri vacui e opachi sguardi,


E ripristinate i finanziamenti per i malati di sla.


Le vostre chiacchere e i vostri sorrisi benevoli di fronte ai flash


Non sappiamo che farcene


Li buttiamo nel primo cestino giù nella strada


Ora che avete derubato il malato dell'acqua


Vorreste forse dire,balordi,ve ne torniamo appena quel che basta?


Nemmeno un centesimo venga tolto


ai malati,


Che fate,non capite?


Noi vogliamo continuare a vederli vivere


Le vostre parole e i vuoti compromessi


Assomigliano a giochi sciocchi


Sotto gli alberi, nel temporale.


La sclerosi laterale amiotrofica non è un pranzo di gala,


Ve ne siete accorti?


E' una malattia rara che colpisce almeno 3.500 persone in Italia


E se la malattia è una disgrazia non evitabile,


La sciagura di essere curati in Italia


coi vostri bisturi bastardi e prezzolati


NON deve esserlo,inevitabile.


State tergiversando, come pagliacci sul filo del trapezista, fuori ruolo:


Ora, adesso,il giorno:


I malati di SLA non possono aspettare che voi acquisiate una coscienza:


Prendetela in prestito dalla sacra indignazione popolare,


E cancellate i vostri errori funesti.

19 nov 2012

Cronaca nera

Quello che sta accadendo


A Gaza


Non è politica


E' cronaca nera

Fotografie piccole piccole:alice nelle città

Lo "sviluppo" dei viaggiatori

Yella Rotlander e Rudiger Vogler

Falsi (improbabili) movimenti;

Ovvero: a cosa si sfugge quando si gira in tondo



Inghiottire la rabbia

Questa città funestata dai furti dei ladri di rame
Da professionisti troppo cari
Facce di questo lembo di terra
Con le facce da tolla dominanti
Adesso senti lo scoppio del giorno
A mezzogiorno
E renditi conto
Che: non solo la madre dei cretini è sempre in cinta
Ma che 'sti tizi hanno pure parecchie sorelle
Adesso senti l'odore preciso del vento
Nei pomeriggi in cui scegli di non scegliere
O, semplicemente,di inghiottire la rabbia
E lasciarla fluttuare nell'erba arricciata dal sole

Maschilista

Se hai la faccia e il fisico della protagonista


Di uno dei film di Russ Meyer


E fai la cassiera di un supermercato


Vuol dire che qualcosa è andato storto


Se hai la faccia-eccetera- della protagonista


Di uno dei film di Russ Meyer


E sei seduta alla Camera dei deputati


O nel consiglio di amministrazione di una banca


Vuol dire che niente di niente è andato storto

Nessuno dei suddetti:Richard Pryor,un demagogo simpatico

[La campagna elettorale

Che i nostri politici bugiardi

Fanno sempre,ma senza dircelo apertamente.]

Richard Pryor non ha mai raggiunto

Le vette comiche di un Eddie Murphy,

Ma in questo piccolo film è davvero spassoso(e profetico).



18 nov 2012

Furori dalla rft:la ballata di Stroszek

Quando si è troppo ingenui

Non si dovrebbe sognare il sogno americano.

Chi dimenticherà gli occhi di Eva Mattes,

un cieco o un cattivo profeta?



Pubblico privato/agonie apparenti:crepa padrone, tutto va bene

Parliamo di noi per non parlare del resto:

Ma parlare del resto,in fondo, non costa nulla.

La rivoluzione è già finita,e le immagini si perpetuano.



Eva che ha finito la sprite

Eva non è la prima,
E non sarà l'ultima
Sta perdendo tempo sul network
Trent'anni fa però cantavi con Mork
E ora decidi
Una volta per tutte:
Devo tormentarmi le unghie
Devo decidermi di non sposarmi
(se i borghesi mi annoiano perchè dovrebbe fare eccezione mio marito?)
Devo controllare queste singole emozioni
Altrimenti rischio di dimenticare tutte le nozioni,
Tipo:
non chiedere mai gli autografi
Ai tizi che fanno la pubblicità
Non calpestare mai i senza tetto
Calpesta solo coloro che li calpestano
Con quei tacchi con cui morirai
Sopra una scala mobile
O dopo l'ultimo telegiornale al bar
Questi occhi fuggono
Nel posto traditore
Dove si coltivano i funghi
La stanza di un motel è quella che è
Facciamo finta soltanto
Che ci abbiano cacciato
Dal Paradiso e pure dall'inferno
                       ***
Eva dice "Metti la sesta"
E mentre ti tocca il braccio
Sospira "ha il cambio automatico"
La faccia del sordo
Lo osserva proprio da sopra
La copertina di un cd
Resta lì dicono le sue unghie finte
Ai tergicristalli
E alla pioggia che non ci dimentica
Eva ha deciso di non annoiarsi-
Come un tuorlo di uova scadute in frigo-
Accorgersi da un post it che la sprite è finita
Oh,si,la sprite è proprio finita

Niente da nascondere ?

Sono nato per destino il 22 settembre 1968 ad Arquà-Petrarca,e pure questo è un segno del destino.Mio padre ero uno spedizionere,mia madre aveva una merceria,ereditata dai nonni.Mi sono iscritto all'Università,alla facoltà di ***********,nel 1987.La laurea arrivò,solo con un 99,nel 1993,era giugno.Il relatore,e mio primo insegnante,era ****** *******,di cui ricordo ancora la barba presuntuosa.L'unica cosa presuntuosa che avesse.Potrei dirvi ora il mio lavoro,ok:insegnante precario in un liceo di Verona.Perchè è a Verona che conobbi Eva,era il 1995.Ci sposammo un anno dopo:lei era ricercatrice all'Università di ******* ma il 25 marzo 1998(come dimenticarlo?) lasciò tutto perchè aspettava un bimbo:lo chiamammo..beh, questo vorrei tenerlo per me.Era un maschio.Nel 2004(nel frattempo ci eravamo uniti in matrimonio)divorziammo:non ho mai capito il perchè.Eppure la nascita,il 6 dicembre del 2001 di...... avrebbe dovuto riavvicinarci.Ancora oggi mi chiedo il perchè di quella decisione.Non ho forse ancora gli occhi verdi,non ho ancora forse quel poco di muscoli che qualche ora settimanale in palestra mi sta formando,non ho ancora il mio metro e settantuno di altezza, perfino i capelli castani,sempre tenuti un po' lunghi, come piaceva a lei.Per dimenticarla ho pensato anche di andare un anno a Torre del Greco, da mia sorella.Ma non avevo voglia di abbandonare tutto, vedere la faccia imborghesita sua,e di suo marito.Ogni tanto con la mia ex ci sentiamo,lei redo che stia per risposarsi,ma sono cose che non mi dice esplicitamente.Tanto per farle dispetto sono stato insieme a una mia collega, Clara, e la ringrazio per quanto mi è stata vicina.Fu grazie a lei che decisi di iscrivermi ai ds,era il 2007.Poi la storia con Clara finì,anche lei mi lasciò,ma decisi di continuare il mio impegno politico.Oggi sono iscritto al pd.Mi chiedo se la mia vita ha davvero qualcosa da spartire con queste celebrate elezioni primarie,emi dico di no.Forse faccio politica solo epr abitudine, anche se leggo ogni giorno "L'unità",e perfino il "Manifesto"(una vecchia abitudine di Eva).Qualche collega dice che,data la mia pervicacia civica, dovrei iscrivermi all'associazione dei partigiani.Io ho deciso che ci penserò.Il padre di Clara,la mia seconda donna importante,era un partigiano,e io ho avuto,quasi due anni fa,l'onore di conoscerlo.Non esagero se dico che le storie che mi ha narrato mi hanno cambiato la vita.Ma ha davvero qualcosa a che fare, tutto questo,con la mia vita privata?Avrò la forza di andare alle primarie del mio partito?Pochi mesi fa ho scritto una lettera di solidarietà all'associazione per il ricordo di Valerio Verbano.Vorrei riportare qui quella lettera ma non posso,non ne ho il coraggio, è troppo privata.Forse, chissà, anche gesti come quello mi renderanno più forte.Diventerò mai organico a questa pubblica istruzione,o resterò un precario a vita?Quando non manca moltissimo ai cinquanta sarebbe tempo di bilanci.E io li faccio: sfoglio "L'unità",poi sfoglio "Il manifesto".Vedo questi giovani che scendono in piazza  e li vedo così diversi ed uguali da me, da farmi paura."Ehi,*******,non ti sarai mica rincoglionito mi dice Clara"? Non credo proprio.Cerco solo di capire, e di non dimenticare.Una settimana fa mi sono registrato per le primarie,anche se c'è solo un candidato che mi convince.Ogni tanto vado in sezione ed esterno queste mie idee ma, quelli che un tempo furono compagni,li sento lontani.Allora provo a telefonare ad Eva,a sfogarmi un po' con lei.Ma è tutta presa dal bar che sta mettendo su con il suo prossimo marito,per consolarmi mi dice che ho un bel sito e che il mio cane, Vadra,se lo immagina sempre là, vicino alla poltrona, sulle mie gambe indolenzite.Così la in modo affettato ed immagino a come sarà il suo bar.Immagino le persone che c'entrano dentro.Penso al giorno che fa fatica ad arrivare, e mi dico: si, d'accordo,ma la politica cosa ha a che fare con tutto questo?Così metto su il bricco del tè, sfoglio "l'unità" e pure "il manifesto" e, dopo aver sbuffato, dico a Vadra quanti sono cinquant'anni per un cane? Mi immagino nel locale di Eva, vecchio, a ridere con gli avventori,ormai senza ideali.No,io non sono così!E poi,in un posto del genere,a due passi dalla sede fascista,potrei mai starci in pace?Così vado sul mio profilo ufficiale di facebook  e scrivo alla mia ex moglie che questa settimana non potrò portare i bambini all'acquario.Le colline irradiano sole,un po' perfino sulle briciole di pulviscolo, e le innocue zecche di Vadra.Ma questo cosa ha a che fare con le elezioni primarie,mi dico?Guardo i miei piedi scendere le scale,imboccare la via,passare per i quartieri di questa seconda piazza d'Europa,e sbadigliare.Sarò li,come un pezzo di foglia invernale tornata miracolosamente sugli alberi.E saremo in tanti,senza più bisogno di tante domande.La luce dei nostri occhi vorrei che assomigliasse a quella di queste colline,perfino dai vetri di un bar di provincia.



[questo racconto deve assolutamente intendersi senza nessun riferimento,esplicito od implicito, al vissuto dell'autore dello stesso]

L'amicizia preciso

L'amicizia è l'illusione dell'uguaglianza

15 nov 2012

La vetrina

Sarò contento di te,
Ma soprattutto tu lo sarai,
Quando imparerai che
Una vetrina non si spacca
Nè si idolatra
Vi camminerai accanto con indifferenza
Perchè le scarpe che porti
Ti basteranno
Per correre tre volte
Intorno alla tua anima selvaggia.
La vetrina è lì per la maggioranza,
Non conosce Latouche nè Fromm,ok:
Tu lasciala ignorante
Con le sue scarpe nuove di zecca
Ma,ora,
Volta le spalle
Anche ai tuoi coetanei
Che la vogliono spaccata e divelta,
E prega per tutti loro;
Anche se pregare per le teste di cazzo
Non è esercizio facile

13 nov 2012

Fondamenti di edilizia moderna

Case coi muri screpolati
Case diroccate
Case perfette,ma di imperfette ubicazioni:
Case sul mare già sporco
Case su rioni ad alto pericolo sismico
Case su altre case
Case che non si reggono in piedi
Case di natali famosi ridotte a becere catapecchie
Case la cui denominazione è una bestemmia
Case tenute in vita solo dalla vita stessa
Case di dieci o venti piani
Case private di tutta la loro dignità
Baracche o favelas fatiscienti-qui
Pezzi di legno incrostati.
***
Si,potrebbe sembrarti una digressione
(colpevole come tutte le digressioni)
E'in realtà la prima delle "occasioni sprecate"
Ma se la intitolassi
"Come abbiamo ridotto tutte le cose" sarebbe lo stesso
Perchè,se ora il verde dei tuoi occhi è l'unica cosa di verde rimasta
Significa che qualcosa è andato storto.
Quando sarai in grado di leggere tutto ciò
Sarai pure in grado di dirmi,sarcastica
"Non è andata affatto male agli imprenditori,o alle banche"
Devo contraddirti:
Costoro hanno consegnato a figli e nipoti, ed eredi perpetui
Tutto, davvero Tutto
Tranne un mondo ad immagine e somiglianza di Dio
(Visto che il mondo è forse l'unica cosa ad immagine e somiglianza di Dio)
Quasi intatto fino a qualche giorno del '60 o del '61...
Tu pensa solo
Che fino a cinquant'anni fa
Quei famosi imprenditori
Avevano occupato e sfruttato,magari stuprato e occultato,
Pervaso le anime di operai e colletti bianchi
Ma forse(in uno di quei tiepidi giorni prima del '61)
C'era ancora modo di non affogare tra fabbriche, automobili,
fabbriche di automobili e lunghi cavalcavia con improbabili fogne
A cielo aperto.
Quello che oggi senti chiamare normale(e che,proprio perchè considerato normale,non senti affatto nominare, quasi più)
Un Tempo non lo è stato;
Il tempo delle case brutte,ma solo per povertà
Il tempo dei capitani d'industria disprezzati ma solo per invidia
I laceri vestiti degli ottuagenari trovavano allora un po' di riposo,le sere,insieme alle scarpe senza lacci
Prima che la Vergogna di luridi spot e telequiz imbecilli
li rendesse vergognosi
Di quei cunei e di quegli indumenti
Un po' di riposo, ecco:
Magari in una povera Chiesa o in una casa spoglia...
Cara mia,guardale ancora per un momento,
Dietro i monti grgi e spenti delle ciminiere,tra le beccacce:
Case buttate via come angeli di marzapane
Da piani regolatori infamanti
Case fredde senza riscaldamento
Case da dimenticare in fretta
Case da esilio forzato
Case galera dove si perde la dignità o la si subaffitta
Soppiantate da mulini bianchi e quartieri imprigionati nel lusso.
Si, guardale,ancora un momento(magari mentre ti godi sul pattino di una spiaggia libera
L'ultima estate dell'umanità):
Se stoicamente volteggeranno le pupille
Se-con cattiveria o sguardo poetico-
Ti dici che tutto ciò non può essere normalità,
Allora hai già capito tanto.
Case consunte della penuria-
Corde di impiccati sugli alberi spogli coi tronchi
dai cuori incisi-
E perfino dalle tassazioni
Così vecchie e malandate da sembrare maledette
Da non sapere nè il volto nè il nome
Di chi le progettò, di chi le permise
Dei loro figli, dei loro nipoti, perpetui eredi etc
L'anonimato li protegge
Come una lettera d'amore bruciata da un sole eterno.
"Non è giusto",penserai
"Non deve esserlo",dirai
"Proprio per niente",scriverai
Senza aver mai udito la parola Potere
Seduta sul loft a pigione fissa
Della tua ancora incolpevole coscienza

inizialmente compresa nella categoria Un Paese in autunno, la poesia è stata quindi spostata tra le poesie civili , nel capitolo Il poeta deve decidere

Difficile

Difficile che il mondo

Si innamori di te

(Dico di te,pensando a me)

Ma non rendergli conto

La strada che percorri è solo tua

(La mia è invecchiata,la tua aperta)

Difficile che il colore dei tuoi occhi

Renda la Terra più facile

O che le tue idee di libertà

La rendano migliore

Perchè alla fine, per brutto che sia,

E' la vita che sceglie noi.

Se adesso-che apri questi tuoi famosi occhi all'Esistente-

Troverai un'apocalisse,non te la prendere:

Forse il tuo carattere

(E penso al mio, sperando che tu non lo copi pedissequamente)

Ti farà portatrice di un nemico al giorno

Ti farà scoprire che questa famosa apocalisse

E' tanto diversa da come te l'eri immaginata

O magari-e questo mi fa paura, e molto-

Vivrai per i secondi, per i minuti

E non per gli anni

Parlando e viaggiando

Nei treni di seconda classe,

Ma soltanto nei sogni

Perchè questo è un paese in autunno

E nessuno ne raccoglie le foglie per conservarle

I poeti sopravvissuti

Hanno spazi sconfinati su cui piangere

Ma non ci riescono mai troppo bene

(e ancora: parlo solo di me, questa volta).

Così-uscita dal sogno in cui c'è scritto seconda classe-

Hai pervaso il tuo stupore di Realtà.

E sarebbe inutile perfino pensarlo questo poemetto

Se non ti dicessi da subito, e al più presto,

Perchè questo paese(mondo) è nell'autunno

E la causa cade e si ferma

In un evanescente sorriso.

E' quello dei saggi,il sorriso,

Però sarai donna pratica(e, ti ripeto ne ho vergogna/paura)

Se affiorerà presto sulle tue labbra,

Veracemente saggia,solo se nascerà dall'Errore.

Ma,insomma(dovresti davvero, forse un po' timida, ma veemente, domandarmi).

Cosa è successo a questi nostri giorni?

Sarà allora-la prossima volta-

Che ti scriverò delle Occasioni sprecate

e l'Aridità presente.

Tu prendi per buona quello che sarai,

Non quello che dovrai essere, e te lo dico ora:

lo so, sarà dura metterlo in atto.


inizialmente compresa nella categoria Un Paese in autunno, la poesia è stata quindi spostata tra le poesie civili , nel capitolo Il poeta deve decidere

12 nov 2012

Tipi di carta igienica

La mia carta igienica preferita


Si chiama mein kampf

Poesie moderne

Sette quaderni (più un poemetto)*:

sono qui indicati a partire dal più personale,fino al più politico; [con il 4° e il 5° che in qualche modo si intersecano,se non proprio nei contenuti nello spirito]:

Qualcuno è stato qui

Le palpebre

L'amore è una cattiva abitudine;
 
Motel Locusta

L'uomo da reparto

Lettere agli sciacalli

Il poeta deve decidere

*il poemetto era Un Paese in autunno,poi entrato a pieno titolo nella sezione società


(aggiunto il 30.07.13,con ulteriore inciso il 16.8). Vedasi anche il successivo aggiornamento

Questo novembre

Salutalo,questo novembre


Tra le foglie accartocciate dell'autunno


Rimpicciolite e dilaniate dalla pioggia


Che squassa le vite e i mondi


Come un piccolo tremito sulle labbra


Per pronunciare ogni parola


Nei requiem alberati dell'abbandono


Questo,e non altri


Venuto come un ombrelletto da due soldi


Trascinato dal torpore nei rigagnoli


Di una nuova e arrugginita tempesta

10 nov 2012

Una delle cose più tristi

Una delle cose più tristi


E' un cane legato alla catena


Una delle cose più trsiti


E' un uccello dentro a una gabbia


Una delle cose più tristi


Sei tu,uomo


Quando muori giorno dopo giorno

(Si) un altro mondo

Esiste un altro mondo
Oltre le connessioni veloci
E i borghesucci con le buste della spesa
Esiste un altro mondo
Oltre i salotti buoni
E i talk show isterici
Qua dentro, e te lo porgo
Ha la stessa dolcezza del passero che sopravvive
Esiste un altro mondo
Spettinato e senza carte d’identità né di credito
Io non voglio tagliarli la strada
Ma abbracciarlo
E restituirgli forse qualcosa

Il fantasma del sole

Addosso alle barricate
Abbarbicato a una kefia
Sassi bianchi di Matera o muschio giallo palestinese
Indolente sopra il rigurgito di un caffè
Vede già
Che i designer stanno perdendo lo stile
Tra un passo e l’altro
Prende per mano la storia,i camaleonti e gli innocenti
Dentro un bar settentrionale
Con Tondelli o Piero Chiara,
I loro sogni,le loro donne
In qualche università occupata
Solo dalle ragnatele
Respiri ansimanti che scheggiano il pulviscolo
Tra un grido e l’altro
Prende per mano gli amanti,i traditori e i traditi
Sulla carta velina dei comunicati delle br o tra le fughe della Baader Meinhof-
Sui cimiteri innevati di Stoccarda-
In un diadema di colore che decide per tutti
Sugli scrittori falliti
Le pagine ingiallite dei monologhi di George Carlin
Definitivamente
Sull’ultimo cinguettio del corvo
Sul primo tweet della mattina
Sugli specchi dimenticati come puzzle giganti
E fin dentro le giacche degli avvocati sconfitti
Fuggito vigliaccamente dalle stanze di un ospedale
Quasi insolente dentro i cortili di un penitenziario
Per poi finire obliquo addosso a te
Che hai deciso di prenderlo tutto assieme-
Adesso o mai più-
Prima che se ne torni tra i viaggiatori illusi
Giusto in tempo per dire
Di non aver visto mai
Il tuo sguardo sul mondo

Io e te: grandi si nasce o si diventa

Da applauso.L’Anima nel particolare dell’Anima.Solo a Bernardo Bertolucci poteva venire in mente di assegnare il ruolo da protagonista a un ragazzino con l’acne giovanile.Non solo:non pago conclude il film con un suo primo piano,chiaramente ispirato all’opera d’esordio di Truffaut.L’interpretazione di Tea Falco,poi, andrebbe studiata nelle scuole di cinema,ogni suo sguardo, cambio d’umore.L’incontro tra il drop out e la tossica innanzitutto ci mostra la sottile verve ironica(che dal romanzetto mediocre da cui è tratto non traspariva) del maestro parmense:chi dei due è realmente più giovane?(anche nel linguaggio): ma naturalmente lei,la pecora nera di una famiglia bene.In un cinema italiota che fa delle donne delle immagini/carne di porco, ci riconciliamo-se esiste-col Dio del cinema vedendo una bella ragazza non asservita a un cinepanettone ma solo al suo indomito talento.Certo, chi ha visto tutti i film di b.b non può non notare(con una punta di indulgenza) che qui manca il solito citazionismo..nemmeno un Godard o un Pasolini(anche se il protagonista Jacopo OLMO Antinori-nomen omen-assomiglia si al Malcom Mcdowell kubrickiano ma ha gli scatti e le movenze di Garofalo,il protagonista di “Mamma roma”, di P.P.P, appunto).Tutto sembra fuggire dallo schermo tanto che le due ore sembrano venti minuti.Sia chiaro: chi va a vedere questo film- a digiuno del Bertolucci-claustrofobico(Ultimo tango, Ultimo imperatore, L’assedio e The dreamers) forse ne resterà deluso: non ci sono grandi palcoscenici, a parte quello dell’anima,in cui il regista indugia e si aggroviglia,si “mirmicolia”, come in un formichiere…Stupisce sempre quanto assomigli-per la cura dei dettagli e il minimalismo fisiognomico-il modo di Bertolucci di far recitare i suoi a quelli statunitensi.Diciamolo una volta per tutte: ormai da decenni,non è più un regista italiano ma un poeta in immagini.E-come tutti i poeti, appartiene al mondo,perfino se il suo sguardo si trastulla con le profondità di una cantina; ma niente memorie del sottosuolo, solo presente:certo i due”eroi” ci dicono di loro com’erano e di cosa vorranno essere,ma così,incidentalmente, come quando si nota una nuvola nel cielo…Quello che conta davvero è stato tradire la cattiva letteratura italiana trascendendo una storietta “teen” per farne un’apoteosi senza condanne né assoluzioni sulla(e della) Solitudine.Tradire le cattive intenzioni di un certo cinema provinciale, per fare poesia:a cominciare dal finale, che forse salverà tutto e tutti.E se il Leaud/Truffaut de “I 400 colpi”alla fine fuggiva verso il mare,il nostro ci butta in faccia i suoi occhi azzurri per entrare-anch’egli-ben diritto nella storia.Beh,questo va specificato:non nella storia della cinematografia ma in quella della poesia tout court.Ci entra Antinori e ci entra Tea Falco,trovandoli ad aspettare(magari steso ad ascoltare la splendida track list rockettara) il più sensibile cantore per immagini di ogni epoca: Per la prima volta ho applaudito un film: erano le mani ad incontrarsi, ma era il cuore a volerlo.Clap clap.Ma non è solo un applauso è un volo veloce dietro l’adolescenza scovata dal poeta/entomologo.Da poeta a poeta,da fratello a fratello(il film è dedicato a Giuseppe Bertolucci) si(sii),lettore: Grandi(poeti) si Nasce.Benvenuto nuovamente a questo eccelso provinciale nella prima fila degli Artisti migliori.Ma, naturalmente,è un “welcome”pretestuoso per abbracciarlo e ringraziarlo, visto che dalla schiera dei migliori non se n’era mai andato.Come tutti i miti positivi.Quando un affermato maestro ci riporta di nuovo,magari dopo anni, la sua idea della realtà c’è sempre in agguato la frase”non aggiunge né toglie nulla a quanto aveva fatto fin qui”.Fortunatamente con “Io e te” non accade. Ben distinto dai tanti filmetti sciocchi da dimenticare nelle cantine della propria mente o,meglio ancora, da evitare ,esso si annovera fin da subito(come per diritto naturale) proprio nella mai troppo nutrita ma nitida schiera dei Classici.     6/11/

Ti lascio una canzone (Nashville o morte!)

I bambini si strappano i capelli,


Non datevi pensiero,è solo un gioco


Li prepariamo alla vita


La giuria ha votato la giuria è stata inflessibile


Qualcuno è uscito al sole


Qualcuno sta cantando “al buio”


Ehi, quel bimbo presto avrà una crisi epilettica


Non fermiamoci, le aziende pagano bene


Carne fresca che canta


Teniamo su gli ormoni


Questi sono artisti, strilla la conduttrice


Qualcuno sta alzando la paletta


Ehi, quel bimbo avrà bisogno da grande


Di dieci anni di psicanalisi


Ce ne fottiamo,le aziende pagano bene


A noi tutto è permesso


A noi tutti è lecito


Vogliamo il sangue o almeno qualche stecca


In pista per una lacrima


Pure se non sanno nemmeno chi è Herbert Pagani,


Presto lo capiranno, direi.


Se vi siete salvati dalla cronaca nera


Il vostro posto è qui


Per tirarci su lo share


Perché la gente vuole commuoversi


Perché la gente deve commuoversi


Stasera e per le prossime tre miliardi di sere


Ehi,quel bimbo ha avuto un arresto circolatorio,


Tutto purchè nessuno si permetta di spegnerla,


O magari mandino la pubblicità,


Queste aziende pagano bene


Niente uomini tigre e jenny tenniste


Vogliamo che voi vi spremiate la gola


Fino all’ultimo televoto


La sentite, questa è proprio la vostra canzone


Imparate a memoria le rime e scordatevi la Magnani


Girate intorno alle luci e ammiccate


La natura non ve lo ha detto che non bisogna essere troppo naturali?


Non fate i capricci,siate professionisti


Non esistono piccoli uomini ma solo uomini piccoli, vi dico


Questo circo ci è costato parecchio


E voi ci ripagherete, volenti o nolenti


Se nella parte degli acrobati o dei pagliacci lo dirà il Popolo


Ogni lacrima e ogni sorriso sappiate che c’è un voto in più


 


I bambini si buttano per terra


Fanno i capricci


O magari si rubano i giocattoli all’asilo


Guardano stupiti i cani


E alcuni di loro,nel sole del mattino,


Cantano una canzone senza rime,


E in giro non c’è nemmeno una telecamera


Le grandi aziende che inquinano il mare sono lontane


I talent scout si guardano smarriti


Ma quando il mio sogno finirà


La troietta di turno chiamerà di nuovo a raccolta l’orchestra


E le cavie torneranno a cantare


I massacri pagano bene


Questo è show,non è mica un film di Truffaut


Ehi quel bambino avrà uno spasmo delle arterie,


Ma dite ai dirigenti che la raccolta pubblicitaria va sul velluto,


Tre minuti e si riva in onda:


Qua è meglio di Nashville,non improvvisiamo niente


E se qualcosa va proprio storto


Si può sempre cambiare inquadratura.


 


(14/9/2012):


ti lascio una canzone-caterina piange.JPG


 


 


La carta di Treviso stabilisce che i bambini non possono apparire in trasmissioni televisive.


“Il minore non va intervistato o impegnato in trasmissioni televisive o radiofoniche che possano lederne la dignità o turbare il suo equilibrio psicologico, e ciò a prescindere dall'eventuale consenso dei genitori”


(uno dei punti della Carta)


C’è un uomo delle stelle che aspetta nel cielo
Ci hanno detto di non scoppiarlo
Perché sa che tutto è utile
Mi ha detto:
Lasciate che i bambini lo perdano
Lasciate che i bambini lo usino
Lasciate che tutti i bambini ballino


(David Bowie, Starman)


vedi anche sullo stesso argomento

Chi dice che l'antifascismo

Chi dice


Che l’antifascismo


È fuori moda


È lui stesso fuori moda


Dove un uomo fa la voce grossa


Contro un altro uomo di pelle diversa


Dove il nome ronda giustifica manganellate


Sanguinolente


Nel buio


Dove una donna è bruciata perché nera


(non credete che la Louisiana sia troppo lontana da certi quartieri di Torino o Roma o Rosarno etc etc)


Dove-città e campagne,grandi centri storici o periferie malfatte-


Ogni giorno la discriminazione si riproduce


Come un virus che si fa corpo e abitudine-


Ecco, allora(anche allora!)


Ripensiamo a ragazzini di sedici o diciassette anni


Sotto la neve pungente a novanta giorni dalla Liberazione


A combattere per la nostra libertà;


Ripensiamo che il libro di Vittorini


Che abbiamo tra le mani


Non è una favola o un gioco


E che quella neve macchiata di sangue scuro


Scriveva indomita quattro parole:


Lotta


Per


La


(nostra)


Libertà.E la ripeteva a ogni passo, a ogni compagno


Che cadeva e rimaneva nella fanghiglia;


Quando assistiamo immobili a talk show di economisti


Senza cuore-o dallla dubbia coscienza-


E i nostri occhi sembrano assuefarsi


A quiz milionari gettati nelle baraccopoli degli indigenti


Laddove le nostre povere giacche


Forse non ci copriranno dall’inverno


Ma sfuggiranno sempre gli interni dell’Anima


Dal prendere le strade sbagliate


Non ci importa di essere considerati fuori moda


Se vogliamo ancora imparare a memoria


I canti della Resistenza


Tre giorni o trecento anni di strada


Non possono-e non devono- spaventarci-


Daremo rifugio alle vittime dei violenti,


Le porteremo oltre il fiume senza colori.


(Dove i vecchi racconti nazisti sono lo squittio dei topi


E le merde di cavallo)


Continuando a cantare insieme a loro


Mentre i reduci tornano a casa


Baciando le mogli con le barbe ispide,


bene:


Noi non vi abbiamo mai dimenticati


Anche se provano a farci da trent’anni il lavaggio del cervello.

5 nov 2012

La falce vintage

Verrà la morte e le dirò:


Oramai sei l'unica a credere ancora nelle falci:


Un comunismo che non amo...

4 nov 2012

L'ultima ironia

Solo quando ascolterò


Con la bocca tremante e la gola secca


La cronaca dei morti morti e quella dei morti vivi


Nei telegiornali della sera,


Senza più la forza di indignarmi né di inveire


Quando reggerò il cucchiaio che gira il minestrone


Con gli occhi bassi e nessuna preghiera nel cuore,


Solo allora capirò


Di essere oramai vecchio,e strapperò i calendari


Quando non avrò più sulle mie labbra carnose


Battute ironiche o mani risentite,né lacrime interiori-


E resterò senza forza alcuna tra due muri-


Allora saprò-anche se continuerà il brusio in giro-


Che i miei giorni sono finiti davvero.

Il mondo sul filo di Fassbinder: lampi di genio(sul futuro)

Quando non c’è nessuna differenza tra un prodotto televisivo e uno cinematografico.Quando essere uguali a sé stessi(gli stessi attori,volti consueti,che compiono spesso gli stessi destini) è la cosa più difficile da rendere perfettibile ma ci si riesce, puntualmente- Ah, quant’era bella(e brava) Barbara Valentin.Quando il futuro non è vicino,ma già due metri indietro.RWF genio puro, ci ha lasciato troppo presto,insieme a una quantità esagerata di FILMONI.Il mondo sul filo è uno di questi, gustoso come una pasta al cioccolato la domenica mattina..Laddove le immagini riannodano i loro fili in linguaggio nuovo e classico.Con una scrollata di spalle Alphaville e Hal sono già dietro,ombre sconfitte.Perchè se,doverosamente, vomitate su fiction e soap,è solo perché RWF non è stato mai clonato.



3 nov 2012

Rimini crepuscolaris express

Le strade perdute le strade vuote


Laddove i fratelli si abbracciano.


C’è un lungomare e c’è un ciliegio.


Vite fatte di occasioni:


Finchè potrebbe venirti in mente una poesia


Mentre pieghi in quattro il pigiama.


 


Trascinati uno di fronte all’altro


Quando capiranno dove sono stati


Volteranno le teste


Ma dietro sarà già buio


Quando correranno all’indietro


Cercheranno le mani e le maniglie


Ma dietro sarà già scuro


Per poco che sia


Poggeranno gli zigomi sulla tavola


Celebrando il ronzio delle mucose


Quando si sveglieranno


In primavere di boschi brulli


I loro piedi affaticati cercheranno


Le strade di plastica


Che portano a un cuscino a un foglio


A un’anima proprio uguale


 


Edipo alle cinque e mezza del mattino

Al novanta per cento sembra un angelo


Il viso però è da autostoppista del Nord


Sta camminando per conto suo


Con le luci elettriche


A fargli solletico


Sparito il sole,giunge il neon


Corrotto il fulmine,arriva il volt


Se tutto quanto il nome che porta in faccia


E’ coperto da mani avvizzite


Dove va a ghignare lo spettro dell’alba?


Una certa pregressa mancanza di ironia


Lo lascia a terra,in agonia


E getta sguardi a casaccio sul selciato


Cosa ottiene,oltre a una O,dalla sua bocca stupita?


Perché non arriva Maddalena con le sue occhiaie profonde,


A tradurre questo suo  alfabeto muto chiamato vita,


Per fare luce e appoggiare i gomiti sul davanzale?

1 nov 2012

L'amore e il disprezzo

Amo la libertà totalmente,


Amo la Poesia e gli slanci di generosità.


Se fossi capace di odiare,


Odierei i razzisti e gli indifferenti:invece li disprezzo.

Dalla provincia

Venuti dalla provincia


Ad ascoltare i rumori della città


Tornammo alle campagne,poveri e orgogliosi


E se la pioggia ci faceva compagnia


Badava bene a non darlo a vedere,


E al bar raccontammo le nostre avventure da provinciali


Come in un racconto di Tolstoj,


Come rondini sfuggite all’abbraccio della tempesta

Passeggiate inopportune

Prologo:


E mi fu subito chiaro che questa poesia non poteva che ambientarsi a Ferrara,nei pressi di via Ariosto:né a Berlin-Alexanderplatz,né in qualche vicolo dell’amata Napoli, forse nemmeno accanto al trascuratissimo Regio di Parma.Ferrara,quindi.




PASSEGGIATE INOPPORTUNE


Dal vento ricavavo amore


Dal tedio ricavavo rancore


Se c’era un cuore raro,mi dissi-portando la mano a sinistra-


I miei passi sgombravano le vite passate


E cantavano le massime storiche


Come i sassi che si buttavano ai lati delle strade  


Per far passare le carrozze


Concludevo,coi miei giovani occhi azzurri,


Tutte le strade, tutte le strade senza percorrerle


E-per un attimo-mi illusi che stavo sognando


 La mia vecchiaia o la mia gioventù


E che i miei occhi aperti


Appartenessero a qualche viandante sconosciuto


Sognai di rivedere Parma,


Ma questa volta senza camminare troppo veloce;


Pensai-sedendomi ansimante vicino alla fontana-


Che nessuna voce si china mai ad incontrare la sera-


Essa  viene, semplicemente, e ti risveglia con un soffio

Oliver Stone: gore, ragazzo selvaggio,gore (postilla)

Non sarebbe intellettualmente corretto ascrivere l'ultimo film di Stone solo al ciclone Tarantiniano(specie quello di Kill Bill,va specificato)più truce.Riferimenti ghiotti e ridondanti possiamo trovarli pure in nun certo cinema di Sam Pechinpah ma-purtroppo-ben poco-in quel capolavoro che il regista "anti" sceneggiò per lo star system:"Scarface", i capelli a caschetto li portava,biondi,la Pfeiffer, nè la Hayek,nè la Thuman.Vale sempre la regola griffithiana della pistola e della donna, a cui Stone non si perita di aggiungere, appunto, sangue "moderno", Peckinpah e un parossismo da videoclip degno di miglior causa.Se è lecito, a costo di essere noiosi, chiederci come sarebba andata senza i ragazzi del sud(Salma Hayek e Benicio Del Toro)è pure doveroso sottoscrivere che "Le belve" non è un film da relegare(non soltanto, almeno) nel dimenticatoio delle occasioni perdute.