> il mondo perfetto: agosto 2012

30 ago 2012

29 ago 2012

Per l'esordio

A tua immagine,

A mia somiglianza,

Un altro cuore,

La stessa stanza

Nessuno ucciderà Kafka

Soltanto la ragazza bionda

Con gli occhi biancastri indiavolati

Si alza tempestosa

E dice,e fa

Tutti la guardano

Per la gioia di guardarla

E quando esce piange

E rompe le uova nel paniere

E deve dimenticarsi di citofonare

A chiunque la aspetti ansiosa

Un telegramma vale,come una virgola dimenticata-

E quindi parecchio-

Ma ora che si asciuga col dorso

Già mostra il palmo e chiama lo specchio-

Immaginando che ci sia-

Le restituisce tutte le colorazioni

E solo il soffitto è vero

Né gli ieri,né le termiti

I pensieri consunti

E’ tutto così perfetto,

Perfino il modo in cui ritrovi un oggetto

Perfino il modo in cui

Non ti fai un tatuaggio

Sarebbe lontana la tua visuale

Se non fosse solo la fine di un viaggio

E per quanto ti sforzi

Rimani là,tra i pensieri consunti

Decidendo di scegliere le parole che vuoi

Sussurrando :

“Le cose migliori ci sfuggono”

E’ ora,così,che inizi a parlare di te

Impedendoti di non arrossire

La falsa modestia non ti appartiene

E la presunzione non ti si addice

Per questo scegli di fluttuare

Lasciando che gli sguardi

Si posino sul presente

26 ago 2012

Accorgimenti

Non ti chiedere

Fin dove arrivano le onde

Tu pensa a scansarle

Perplessità

E invece volevi salvarti solo dall’inedia

E  sei rimasta a meditare su quella sedia

E invece volevi salvarti

Ma sei rimasta con la bocca aperta

Con le espressioni migliori

Negate una volta per tutte

Finite,ti sentii dire,”in un prato di merda”

E’ quel tuo sguardo allo specchio

Che si fa increscioso e ti tedia

Mentre sognavi di gridare

O cercavi la parola

Con una connessione lenta a wikipedia

Quadrupedi

La gente guarda con interesse

Più ai cani

Che ai propri simili

25 ago 2012

Notte Resistenza '42

Le fiere studentesse di Modena o della Foresta nera

Poggiavano sui libri polverosi

I prosperosi seni da infermiera



Ogni tanto ridevano e si davano di gomito

E quando vedevano l’ufficiale di ronda

Due dita non bastavano per imporsi il vomito



La notte scendeva a mezza luna sulle alture

Le ragazze scrivevano cose giuste e immote

E tutto ciò,da solo,le rendeva eterne e pure



L’ufficiale scrutava le gomme sgonfie delle bici

Portandosi dietro i tacchi le noie della storia

Le ragazze distese tra le siepi come avide lettrici



L’ufficiale cantava ubriaco senza alcuna memoria

Quella volta le lucciole dormirono con le meretrici

E nessuno distinse più tra la disfatta e la baldoria

La scuola di Mileto

Ho buttato giù sulla strada,dal balcone

Tutti i libri di Hegel,Luhmann e Platone

E poi mi sono accorto,con diritto in faccia il vento

Che i vecchi corvi morti ti vivono per sempre dentro



Tutte le cose dei saggi infine ho già dimenticato

Perfino Adorno,Heidegger e la scuola di Mileto

E poi mi sono accorto,mani vuote e memoria  corta

Di parole sigillate come un’aquilone alla sua corda



Madido di sudore in un innocente risveglio

Cantavo Engels,Confucio e pure Schopenauer

Mentre quelli dell’incubo accendevano il forno

E senza nessuna prudenza regolavano il timer

23 ago 2012

Hanno paura

Non vogliono vederla in faccia.

Già i loro indici,

Che additano l’appestata,

Li considerano superflui;

Perché una volta vista

Va scansata,va scansata e uccisa:

Anzi,a ucciderla ci hanno già pensato prima,

E si direbbe che non abbiano fatto altro

Per tutta la vita.

Nessuno perdona chi ce l’ha accanto

E nessuno considera un dono,

La capacità di sopportarla.

Cacciala cacciala cacciala

Ti dicono i loro sguardi di traverso;

(O,più probabilmente,la condotta delle Loro anime)

Ma al fin fine non sono nemmeno sicuro

Che siano in grado di riconoscerla

Abituati come sono a sfuggirla.

Vergognarsi di portarla con sé è l’errore.

Bisogna avere gli amici che capitano,

e questo ognuno lo capisce a una certa età, alcuni mai.

Chi ne ha tanti,senza essersi sforzato di averli(né senza aver dato nulla in cambio)

Quello è un Tipo Umano Fortunato;

Gli altri vanno in cerca,

Perché se non proprio amicizie o addirittura Amori

Bisogna sempre stare in compagnia,

In mezzo alla gente:

Ma è proprio là, che Io la avverto dolce e forte

Lei,come piccole scariche di adrenalina,

E quando mi riaccompagna a casa,

E’ diventata qualcosa d’altro

Come se la sua luce fosse solo attenuata.

Chi,almeno un po’,la ama(la apprezza!)

Andrà anch’esso in mezzo alle persone in carne ed ossa

Per vederla nel suo profilo completo,

Ascoltare la sua Voce.

E poi basta.

14 ago 2012

Nostalgia della solitudine

Procediamo con ordine

I nostri corpi supini e abbronzati

Vediamo come gira il vento

Anche se ci spara in faccia

Abbiamo sempre

Il sole alle spalle

Spalle magre,ma mai muscolose

Le nostre

Siamo i finti sofferenti

Eppure…eppure…

Il punto è un altro.E’ che quando ti muovi tutta questa solitudine di cui si va cianciando,non la senti nemmeno,se non sporadicamente,come un battito d’ali d’uccello,un passaggio dall’acqua fredda alla calda.I cazzi amari sono quando stai fermo e poi quando la perdi;allora te ne freghi,tipo un’alzata di spalle,come dire “E allora?” “Allora si continua”(ti dice la tua parte più consapevole,quella quasi filosofeggiante) anzi sorridi,poi quando te ne riappropri ti sembra di aver ritrovato un’amica appiccicosa a cui ti sei abituato:beh,è così,veramente una nostalgia.I peggio(ri) sono quelli che della solitudine hanno paura;e grazie al cielo questa categoria l’ho sempre schivata,anzi:non m’è mai appartenuta.Poi ci sono quelli che la solitudine gli da RABBIA e sono robe di gioventù,o della massa:se non ti fai troppi caffè,la sfanghi,ah,se la sfanghi.Si!Poi ci sono quelli,una buona fetta(che potrebbe essere pure la maggioranza relativa,ma non ne sono certo) che si rassegnano alla solitudine.Tanti,forse meno dei rabbiosi ma…E, quindi, quelli che hanno culo: a cui la solitudine piace,e parecchio.Disadattati,artisti falliti,pazzi,vecchi ricconi annoiati e forse noiosi:ma pure quelli che stanno soli tre giorni tre all’anno,per scelta,e pretenderebbero di entrare in ‘sta categoria;ma la loro non è mica solitudine,perciò li estromettiamo dalla giostra e una casella avanti.Io sto qua,a metà del guado,un po’ più avanti del campo dei rassegnati e già con un piede dentro a quello degli “edonisti della solitudine” in un certo modo un ossimoro pesante,altro che storie.E mi sa che ‘sti due piedoni(taglia45/46) nella staffa a metà confine li terrò parecchio.Ciaociao,solitudine!Se penso a te come una donna,dico proprio che non sei una gran figa ma nemmeno da buttare via:tette grandi,naturali ma un po’ mosce,culo senza pretese,per niente tinta e,ti dirò di più:mora naturale…fanculo mecche,colpi di sole e ‘ste robe .Hai un viso senza età(ma non faticherei ad immaginarti come una quarantacinquenne) ma con due occhi profondi,forse azzurri,anche se non c’entrano un cazzo coi capelli neri.Stai alla stazione,ti guardi attorno,e aspetti che qualcuno decida di non partire più.Almeno fino al prossimo viaggio,comunque.I rabbiosi ti snobbano ma in fondo ti vorrebbero scopare; e questo li differenzia dai paurosi,che invece ti scansano come una sieropositiva in un centro trasfusioni;i rassegnati vengono con te solo per abitudine,ormai;come nei matrimoni andati a male.Gli edonisti eccetera non perdono un colpo,e non gli basti mai.Veh!Forse che si siano innamorati?E proprio ora che escono dalla pensioncina,con le valigie in mano,riprendono a cercarti,te,i tuoi occhi azzurri,e quel che ne consegue.Le lettere d’amore che ti scrivono sono senza francobollo,né destinatari:rigorosamente da portarsi a mano.Io,certe parolette dolci ancora non te le ho riservate:ma chissà che questo non sia comunque un tentativo,oltre il confine,quando si è quasi alla fine dello scarrozzo.Prendila per buona,come io faccio con te.Doveva essere una poesia, è venuto questo:uno di quei viaggi letterari che si sa dove comincia,mica dove finisce,giusto?A presto,a presto;quarantenne ben poco imborghesita,che sai a memoria tutte le storie e tutte le anime che ti attraversano gli occhi e la vitaccia,prima che si saluti il gruppo e si fugga insieme a quella stronzetta di tua sorella…!Io mi stendo nei campi che ti appartengono,vivo.

Ps:non mettere il broncio,a chi ti tratta come una merda;stanno solamente facendo il giro più lungo e comodo.

13 ago 2012

12 ago 2012

Club street

Tra la sabbia che scotta

Tu,lo sai,la differenza tra una p.r e una mignotta

Tra una che si fa il culo con il suo onesto lavoro

E una che ha smarrito il senso del decoro

Anche se civetta e non ha l’ugola

Fa gola ed entra nel coro

Lasciando le ragazze perbene

A sognare altri mondi su una nuvola

Per poi risvegliarsi tra mille pene

Mentre “miss no dignity” lecca un altro pene:

Sia chiaro come un giorno di sole sull’Adriatico:

Non ho nulla contro le troie

Ce l’ho solo con quelle

Che usano il corpo come viatico per far carriera

Mentre le brave fighe stanno anche stasera

A distribuire volantini o a studiare per un concorso

Dove magari prevarrà quella Signora zoccola

Che il commissario esaminatore l’ha già testata l’anno scorso

Per voi,fighe raccomandate grazie alla figa,

Sarebbe più onesto mettervi in strada per un cinquanta

Con il pappa che li mette in riga;

Ok,sono stato troppo duro

Proprio come quello che vi sponsorizza

Mentre valuta le vostre credenziali e gli si rizza

Io però non credo che siate tutte uguali

Se non per toghe e opportunismo

Ma finiamola qui

Alla fine questi versi perversi

Sono per le tipe che si fanno strada-o magari non la fanno-

Perché sono brave in tante cose

Tranne quando la danno

Perché non ce la fanno proprio

A farlo per secondi fini

Se un giorno (vai a sapere)

Mi reincarnassi in una femmina procace

Vorrei stare in pace con la mia coscienza

E non dovere niente a nessuno

Vorrei che si dicesse “quella è una tipa a posto”

E che le mie prestazioni non avessero costo

Le mie tette e tutto il resto,cari

Le darei solo per il mio legittimo gusto.

9 ago 2012

Al calar del sole

Il giorno è ricco

La notte è povera

Ma non bisogna mai

Sottovalutare la disperazione dei poveri

8 ago 2012

Gli occhi della tossica

Eppure restava ferma a far finta di chiedersi le cose che avrebbero fatto da lì a due ore,prima del sonno.Ferma!Che nemmeno Dio avrebbe potuto smuoverla.Era sempre il suo modo di vedere le cose,alla fine,il suo modo di dire"Ora crepo e tu aspettami qua,che credo di farcela".Tutto con gli occhi,i suoi occhi.A volte avrebbe preferito che le antiche parole del suo increscioso vivere le venissero suggerite ad una ad una,in un momento qualsiasi della sua vita.Ma tutte queste "magnifiche" coincidenze invece non accadevano,niente,niente e niente:tutti continuavano a chiamarla la tossica.C'era stato un momento(e rifletteva che doveva essere così per tutti) in cui tutto quanto era cominciato.Soltanto che lei cerrcava in ogni modo di rintracciarlo,quel momento e ogni volta che ci provava,non ci riusciva.Ma non solo non riusciva ad individuarlo,nemmeno ad immainarlo.Erano però i(lo stabiliva ogni volta,senza indecisioni) singoli momenti,quelli che trovava in ogni istante,senza nessuna difficoltà.Grave ,pensava:non essere padroni del proprio destino: se non della conclusione almeno del principio,"ahò,ahò,la tossica".Ma questo quand'era  giovane,ed esisteva,da qualche parte ancora,una specie di sottoproletariato.Poi s'era trasferito a Milano con i fratelli,e quando,anni dopo,era tornata giù non c'era più quella schiettezza nei modi.Ora il quartiere era pieno di vegliardi e vegliarde,che consumavano il loro tempo(così lento,nello scorrere infinito) a forza di mugugni.Poi da un po' pure i mugugni s'erano fatti da parte ed erano rimasti solo gli sguardi taglienti e di "critica sociale"o di commiserazione(più rari).Una tossica non ha amici.Al massimo un pappa che la sfrutta e le dice cosa deve fare:chi deve scoparsi e a quale prezzo.Il mondo delle tossiche si divideva così in due categorie,più o meno emblematiche ed esaustive:le teen e le "vecchie",che oramai superata la ventina,si ritrovavano a merdare da sole puttanaeva.Eridanio(salcazzo qual'era il suo vero nome) l'aveva abbandonata al suo mondo di sogni infranti,al suo buco etc.Insomma un'eroinomane di merda, fatta e finita."Tu sei un'eroinomane di merda,ok?"le diceva lui quando il loro raoporto andò in crisi e lei se ne tornò a battere i viali, ma nel litorale laziale, questa volta.Poi si era disintossicata:contro ogni previsione,anche le sue.Avrebbe voluto scrivere ad Eridanio una lettera per dirgli,le cose stanno così e così, ma per niente.Tutto quello che voleva( lo sapeva già!) era riprendere.Molti credono che i tossici siano atarassici a tutto, ma questo è vero,relativamente,solo quando sono fatti,Per il resto...Ma perchè, pensava,fare un discorso generale? Di me, solo di me, posso parlare e voglio parlare.Anche se ora spesso la mano tremava.Ma ricordava tutti gli sguardi e tutti quanti i "critici sociali" potevano vedere i suoi occhi a spillo.Gemeva nei cessi o nei chissàdove che gli aveva riservato la vita(o la storia quella con la esse minuscola,c'è da dirlo?)ma spesso rimuginava su:

1mmmumble mmmumble...perchè sono stata così stronza

2mmmumble mmmumble...perchè la gente ci tratta di merda

3Perchè sono una tossica ipersensibile?

4 Vorrei essere cieca

5 E poi?

I giorni rubati alla sopravvivenza le si buttavano addosso come rozzi maniaci e quelli fregati alla felicità duravano lo spazio di un'oretta,una dose.Ora,quanti anni ha la tossica?Quand'è l suo compleanno?I crepuscoli senza rota,quelli sembravano essere i migliori compleanni.Però,e le piaceva molto,non vedeva nulla di sconveniente nel darsi trent'anni o mgari trentacinque.D'altronde,come tutte le donne,perfino le zitelleverginiquarantenniastemie,non faceva la pace con l'età.E i miei genitori ora dove sono?Le piaceva immaginare che il padre fosse morto e la madre in un pianeta tipo Plutone.Ma purtroppo non era così nonnò.Andava in tutt'altro modo,l'unico possibile(e quindi l'unico Vero):il padre scherzava al bar con gli amici, e faceva parecchia fatica per non ubriacarsi,la madre si era risposata e viveva in Ungheria.Dico:Ungheria.Nemmeno Budapest.Una volta era andata a trovarlo,ok?E l'aveva depredata di svariata moneta,sparata in vena proprio là,oltre frontiera.Che poi-sia come sia-uno spacciatore lo trovi in ogni buco del culo del mondo.Adesso era passata almetadone,per la milionesima volta,e per la milionesima ne sarebbe scappata.Il giorno più triste fu la notte di natale di pochi anni fa,quando lei e una sua amica,andarono a farsi una scarinata in Toscana,perchè il magnaccia di lei aveva trovato un Pollo.Mai espressione fu più giusta: VIAGGIO  a VUOTO.Alla fine(eh!) il tipo non si era presentato perchè era stincato due giorni prima,o forse non era mai esistito, chi lo sa.Amoreamoreamor-le faceva il magnaccia-ci ho una serata all'albergo,con questi miei amici.Una serata tranquilla.Quella notte là le era saltato addosso e la tossica gli aveva graffiato il viso per benino.Cos'è...cos'è...che rende una tossica così poco figa da avere ben più di un sussulto di dignità.Aveva tentato di rubare la roba, ma la sua amica l'aveva presa a calci nel ventre,lasciandola per terra a miagolare.Questo confermava che le tossiche non potevano avere amiche, proprio no.Era finita con il foglio di via.,e dopo con il tribunale e cazzi per tutti,'nsomma.Il giudice era un topo tosto, assomigliava a un cattivo di Hollywood,Jason Robards,o chisà chi.Lei ,mentre leggeva la sentenza, a quello pensava.Poi l'avvocatessa d'ufficio('sta tipa smilza smilza,che mica ci sarebbe stato da stupirsi se fosse stata un'ex tossica)le aveva poi riassunto il cazziatone con proprietà di linguaggio e vattelappesca.E mentre guardava gli occhi dell'avvocatessa(gli occhi di una vincente, tanto diversi dai suoi,seppuredellos tesso colore)si era resa conto di aver perso l'anello disimiloro di Eridanio.Neanche il tempo di pensare 'sti cazzi, che già era tornata in strada.

Adesso, dove sto? si chiedeva Mariangela.Se lo domandava spesso: sto qui a Prato della Valle,a guardare gli hippie che ridono,e non mi giudicano.Fa fresco,si sta benesi sta male,non conta molto.Si respira.Al riparo da occhi indiscreti."Io che amo solo te" e "Noi odiamo i leghisti" sono le scritte che si dividono equamente ilmuro alle sue spalle.Quando i vecchi la guardano storta,lei ride.E'stanca, ma ride di nuovo.Ha solo il tempo per vedere un ragazzetto islamico dire "ranadan" e qualcos'altro,mentre due pulo9tti gli piegano il collo addosso al cofano della volante. E poi sprofonda subito in un sonno immacolato,le labbra increspate.

4 ago 2012

Non ti fidare

Non ti fidare

Di quelli che confondono

La noia con la solitudine

Rastrelli arrugginiti

Odore di foglie marce

Odore di rastrelli arrugginiti

E manovre d'automobili e motorini

Palazzidi dieci piani

Guardano in faccia a palazzi di dieci piani

Formichieri asfittici

E voci su voci su voci

Qui ci serve un autunno

Per renderti vivibile

Per intanto resta solo

A lustrarti l'asfalto cocente

A goderti quest'assurda ed eterna consuetudine

Mi aspetto da un momento all'altro

Di sentire puzza di vomito

E poi,che altro?

3 ago 2012

Oral Anarchist Fable

"Specchio,specchio delle mie brame chi fa i più bei pompini del reame?"

"Amica,quando io ho cominciato a fare i pompini tu stavi ancora nelle palle di tuo padre"

"Comunque questi cacciatori sono tutti dei pervertiti"

"Ancora con questa storia dei nani...Questi giullari di corte sono tutti degli stolti".

E la strega cattiva fece il numero e proclamò:

"Mi prenoti per tagliare due misure.'Ste anoressiche emaciate hanno ripreso piede":

Alla fine quelli che ci rimettono sempre sono i conigli.

E il Principe azzurro,da un'altra parte,pensò: da qui a mezzanotte ci vien fuori almeno una sveltina?"

2 ago 2012

Le ragazze del sottoproletariato

Le ragazze del sottoproletariato

Si iscrivono a corsi come estetiste o parrucchiere

Guardano con studiata malinconia

La birra nel bicchiere

Scelgono con cura i nuovi modelli di cellulare

Riempiono il litorale

Del loro romanesco dolce parlare

Alcune si preparano per i matrimoni

Altre vivono ancora con la madre

Vagheggiando di Padri Mtici

Che un giorno le porteranno a ballare

Perfino la luna bianca e tetra

Le applaude, schiarendosi,

Quando le viene a vedere

Mentre progettano un altro tatuaggio

Sulle spalle o sul sedere

Il futuro le prende per mano

Sempre un po' troppo veloce e irruento

Come ognuno di noi,d'altronde

Le ragazze del sottoproletariato

Eccole che guardano fuggire

Il bagliore infinito delle loro onde

1 ago 2012

Fatti e finiti

Tutta questa mediocrità,

Forse la maturità

Consiste semplicemente nell'accettarla

Soluzione di continuità; tra i sogni

Quanto incidono i sogni

Nella nostra vita

Quelli ad occhi aperti e quelli ad occhi chiusi

Quanto bisogna aspettare

Perchè un sogno venga cancellato da un altro

Perchè il nostro incubo prima o poi continui

Lasciandoci giulivi ad afferrare la prima realtà

Mi sentirei-dall'alto di una placida estate-

Di mandare a fanculo gli eredi di Freud

E poi risprofondare

Nel dormiveglia inconsulto delle quattro e mezza