> il mondo perfetto: luglio 2012

30 lug 2012

I brutti laser

Non sono le scocciature a darci fastidio

Ma il fatto che queste siano

Il sintomo della vita

Che non siamo riusciti a fare

Come un neon lampeggiante

La spia ingombrante di strade ostruite

Molto spesso da noi stessi

Alcune labili differenze

Avercela con tutti quelli che ce l'hanno fatta

E' invidia

Avercela coi mediocri che ce l'hanno fatta

E' sensazione di ingiustizia

29 lug 2012

Le vecchiette

E' mia nonna.

E quelle poche volte che camminiamo assieme

Per le vie degli ospedali e salendo sui tram

Sempre vedo

Gli occhi di chi la guarda

Come impauriti dalla vecchiaia

E se ci penso mi sento a disagio

E in effetti lo sono

Ma poi mi impettisco

Procedendo sicuro

Sperando,non troppo fiducioso,

Di non dover litigare con un tranviere

Che chiude le porte troppo velocemente

O mordendomi la lingua

Per non dire "e tu,che ti guardi?"

E mi vedo

Come il badante di mia nonna

Proteggere il suo corpo curvo

Noi due uscire da questo quartiere opprimente

Mentre altri sguardi invasivi

La fissano con pena o paura

Fuori e dentro queste parti,

Nei policlinici dove si va a morire o a sopravvivere

Malinconico

Finchè la malinconia non si trasforma in rabbia

Finchè le antenne del cervello

Rimarranno lucide

28 lug 2012

Tutti (ma proprio tutti quanti?)

Tutti si sono accontentati

Tranne gli illusi e gli scontenti

Una vita facile oppure un ossimoro

Su cui inciampare quotidianamente

Chi sta fingendo?

Forse nessuno

Perchè la rabbia e le frustrazioni

Vengono tenute ben nascoste

27 lug 2012

Biro Ecstasy

C'è chi ha gli acidi o l'ero

Chi ha il sesso

Chi ha la bottiglia

Chi il potere

Io ho la scrittura

E non voglio mai disintossicarmi

Gabriele e Dio

Prima di essere un angelo Gabriele era sè stesso..E prima di essere lui, erano stati altri, forse anche un vecchio nonno che blaterava e sbavava, perfino una madre pia, anche se non proprio come Maria.Poi decisero di farlo Angelo;fose Dio stesso, forse un suo qualche emissario e Gabriele aspettava,aspettava con la stanchezza propria dei predenti.La noia,forse il gusto di vedere come finiscono le cose: anche se gli avevano spiegato che nell'eternità non c'è noia nè fine.Poi un giorno DIO(o forse il suo emissario)decise di chiamarlo; e visto che lo doveva chiamare, decise di dargli un nome; Gabriele appunto.Nessuno ha mai conosciuto il suo nome pecedente.Gli disse( o le disse: non è una leggenda metropolitana la storia per cui gli angeli non hanno sesso) che doveva recarsi da una ragazzina di nome Maria.E Gabriele andò.Fu un cammino assai tortuoso e complicato, addirittura,in quei giorni il cielo sembrava funestato da temporali eterni, preludi naufragici delle apocalissi.E,una volta sceso sulla terra,(di cui nn ricordava più nulla, eeppure etrodiretto-c'è da dirlo.sapeva ogni cosa)il proseguire non fu meno impervio e tortuoso(tutti termini che una usava spesso e senza significati connotativi:ossia, ne capiva solo vagamente il senso come se tutte le parole...ma questo, che siete credenti o no, è ovvio!Perciò non mi dilungherò più con troppi particolari ma mi dirigerò verso la fine della storia...) le Montagne pareva non dovessero finire mai e le colline aspettavano gli sguardi mai troppo domiti degli esploratori e dei Santi.All'Angelo,invece, nessuno sembrava aspettarlo davvero.Ma, alla fine di tutte le strade e i dossi ostili, ci fu il momento di fermasi.Quella era la casa di Maria,lo sapeva.Quello era il luogo dove tutti capivano le cose che andavano capite,e vivevano con semplicità.Il capo di Maria,seduta a guardare la legna bruciare, appariva come contornato da fuochi magici,più vicini al color azzurro che al rossastro proprio della fiamma.E Gabriele parlò.Ma su quanto disse ci pare giusto rimandare a quanto è stato scritto da altri,santi e studiosi,ben più importanti del latore della presente.Ritornato dalla sua, per così dire missione(termine allora non ancora inflazionato).Dio accolse GABRIELE  con le lacrime e ufficializzò quello che già aveva stabilito prima dell'inizio del viaggio.

26/7/12

[continua]

Gabriele fu nominato arcangelo e continua da allora a dispensare consigli,buoni o cattivi,a seconda di come li si intenda.Dio gli/le chiese poi se aveva fame(benchè lo stimolo della fame,in paradiso,ci piace pensare,non esista,allo stesso tempo ci piace pensare a un arcangelo che,giudiziosamente,consuma alcune calorie,nel corso del suo impegnativo operato;così come non ci dispiace pensare a un Dio che non nega,ma anzi esalta:le gioie più piccole e toccanti della vita secolare)e Gabriele rispose di no,però aveva solo sonno(I più maliziosi potrebbero osservare che Dio sa tutto,conosce tutto,perciò non ha bisogno di fare domande nè-aggiungo io-ha certo bisogno,come tutti,di fare due chiacchere).Così Dio lo lasciò andare a ritirarsi nelle sue stanze,a riposare.E fu allora che Gabriele sognò di Maria,e di tutto quello che gli accadde,fino alla Crocifissione,e anche più in là,fino alla sua morte."Non è possibile",si svegliò gridando.Ma siccome non si è mai visto un arcangelo che grida(nè si è mai sentito) allora provò a rigirarsi tra soffici nuvole,e riprendere sonno.Ci riuscì.Ma non ebbe altri incubi(nè sogni).Al suo risveglio(il tempo paradisiaco è molto più veloce del nostro) vide da quei cieli,il viso sempre bello e dignitoso di Maria.Era profondamente invecchiata,sedeva su un tavolo nero,il cammino acceso,il ritratto di suo figlio sul muro.Si domandava(ma senza civetteria nè indisponenza)perchè gli apostoli non la venivano a trovare da tanto tempo.Ma sapeva per certo che erano impegnati in opere più importanti,che consolare lei.Dopo la dipartita di Giuseppe(per non parlare di quel tragico venerdì in cui perse suo figlio) la vita per Lei si era fatta dura e solitaria,ma senza rabbia nè rimpianti(che spesso sono,invece,i fratelli gemelli della solitudine).Stava lì,a veder crepitare la fame,a rimugnare un poco sugli accadimenti e il loro sesso.Ogni tanto ripensava anche a quella presenza gentile che la visitò tanti anni prima, quel messagero di Pace e di Forza.Venuto a dire Cose Grandiose a lei, che aveva solo quattordici o quindici anni, che non si era mai abbeverata alle fonti dei sapienti eppure, quello era venuto proprio da lei,e senza imbarazzo nè severità le aveva spiegato Chi era il figlio che portava in grembo.Mentre rifletteva su questo,una lacrima le scese dall'occhio sinistro, andandole dolcemente a coprire una ruga:aveva per un poco la vista offuscata, e quando cessò di stropicciarsingli occhi, vide davanti a sè l'Arcangelo.Questi la consolò,parlandole di suo figlio, e di come lui fosse ancora Vivo,e in mezzo a tutti noi, come tutti i Profeti.Maria assentì: non poteva certo dimenticare quello che accadde al Sepolcro, quella Domenica.Ma, sfortunatamente,le immagini fulminanti del Golgota, le ostruivano ancora la mente, i soldati che si giocavano il suo mantello ai dadi...E prima che riprendesse a piangere(un pianto leggero,innocuo, quasi invisibile,non accompagnato-cosa rara nel pianto di una donna-da nessun singhiozzo; l'Arcangelo la sollevò su una nuvola,e la portò con sè, nel Cielo."Ti stavamo aspettando, Maria"le disse nostro signore,"Proprio a te,Madre delle madri".Maria fece spallucce, come a dire "Proprio io,un'umile donna come me,oramai vecchia e sola"?Dio sorrise,Il cielo si illuminò,insieme al lato destro del trono di Dio.E fu allora che Maria riabbracciò Gesù e ricominciò a piangere,ma di gioia, come ognuno può capire.Fu indetto un banchetto con tutti i santi e gli angeli, anche gli angeli custodi.Per un nostro decimo di secondo la Terra poteva farne pure a meno.Tutti, proprio tutti, ridenti e irradianti Amore.Solo l'arcangelo Gabriele mancava.Spaurito ma felice, riprese a dormire sulla sua nuvola preferita(quella a forma di albero delle ciliegie).Qualcuno l'avrebbe risvegliato,prima o poi,per salvare un drogato,un suicida,un'anima inquieta nel mondo,o magari per parlare a una giovane donna di come gli ATTI D'AMORE non vadano mai sprecati.Ma per qualche istante, adesso,il suo cuore poteva riposare,e le sue ali adagiarsi al vento tiepido di quei luoghi perfetti.


26 lug 2012

A protezione bassa

L'unico vero inconveniente

Di essere single

E' doversi mettere la crema solare sulle spalle

Da solo

25 lug 2012

Questo sono io

C'ero e non mi sfuggiva niente

Mentre le teste dei ghigliottinati venivano recise

Vite di nobili e di rivoluzionari

Uccise

Rotolanti circonferenze,oramai,le vicende di Luigi o Maria Antonietta

Io sono il popolo.

Altre volte hai provato a scorgermi,e non mi hai trovato;

Eppure c'ero sempre:

Alla fine dell'ultimo rogo

Nascosto tra la folla

Ancora una volta

Inveivo e ridevo

Grida belluine,oltre le fiamme e il cielo

Si,ero io:

Io sono il popolo

Hai pensato poi che me ne fossi andato,

Che mi fossi assentato

O che avessi avuto a noia tutto questo,

Ma ti sbagliavi:

Ero perfino laggiù

Nei limitati spazi tra un filo spinato e l'altro

A vedere la pletora di cadaveri

Spalati da uomini in uniforme

Senza troppa cura nè fretta

Una parte di me, hai pensato

Se ne volava via CON LORO,

Invece,no, io restavo a guardare

Senza tradire la minima emozione

Senza prendere parte

Sena consentire nè disapprovare

Io sono il popolo.

E pure adesso,che la pioggia è finita

E mi vedi rilassato ai bordi di una spiaggia

Intento a scartabellare un cruciverba o digitare un i pad

Faresti un grande errore

A pensare che sto in ferie

O che mi eclisserò con le sonnolente lune d'agosto

Anche se nessuno mi ascolta,

Nè, addirittura, mi sente,

Me ne sto impermeabile

In mezzo al vento

A sentirmeli camminare addosso

A farmi snobbare da ognuno:

I dotti e i sapienti

Mi hanno già dimenticato

Scribacchiando tra le loro carte oleose

E così,per un tacito patto tra ottimati,

Hanno deciso  di sigillarsi gli occhi e fare a meno di me

Perfino ogni professore avvilito e sbiadito

Mentre cammina strisciando l'ombrello chiuso

Per i viali della miseria e della caligine

Arrossisce proferendo il mio nome

Decidendo di lasciarmi impolverato e villipeso

Tra le pile dei vecchi giornali

Delle emeroteche di periferia

Mio figlio,il Progresso,va in giro per il mondo

Sabotando e imbrogliando

Ma con una faccia sempre nuova e credibile

E mia sorella, la Storia,

Non mi parla e si vergogna di me

Mentre cammina tutta altezzosa

Tra rovine di guerra e cadaveri di bimbi mutilati

Credendo sempre di avermi scrollato di dosso

Perchè vanesia com'è

Non presta mai attenzione alla sua ombra

24 lug 2012

Ad occhi mesti,un cane,verso il mare

Povero cane,

Chiuso in una valigia

Bianca e rossa

Ti guardi attorno

Con i tuoi piccoli occhi,

Osservi il mondo

In cui non puoi correre,

Se potessi ti abbraccerei

E se tu potessi parlare,magari diresti:

Non so mordere nè piangere

Ma qualcosa lo capisco anch'io.

Ed è forse quel qualcosa,

A cui tanti di noi

Stanno già rinunciando.

23 lug 2012

21 lug 2012

La mancanza

La mancanza di te

Non è niente, solo un gemito

La mancanza di te

Non è un fiume,solo un pozzo

La mancanza di te

Non è un giaciglio,solo un canneto immobile

La mancanza di te

Non è un soldato che si arrende,

Ma un villaggio bruciato

La mancanza di te

E' un corso di vetrine spaccate

E tu fuori che perdoni tutti

E io che vorrei,

Perdonarti qualcosa.

La mancanza di te

Non è un'attesa

Ma un brindisi leggero di calici rossi

La mancanza di te

Non è infanzia, nè giovinezza, nè maturità

E' Vita,soltanto Vita,con un ridondante spazio vuoto

La mancanza di te:

Una sottrazione tra gli alberi

La mancanza di te

Non è un gioco che perde le sue carte

Ma solo un ingenuo che se le fa vedere;

O,se preferisci,un baro.

La mancanza di te

E' il giorno che succede

Al giorno

E' una macchina che corre

Senza darsene motivo

E' l'insegnante comprensivo

Che tira le orecchie al preside

E' avere una vista

Senza palazzi ipertrofici e lisergici.

Camminiamo,

Io poi ti spiegherò.

Il poeta è pigro

Aveva tante poesie a disposizione

E nessuna carta sottomano;

Così,rinunciando,

Certificò la sua pigrizia

E la sua predisposizione

A mettere tutto da parte

Dei lampi

Lampo è il tuo sorriso

Che dice :"Salve !"

Lampo è il tuo modo di dire "Grazie!"

Lampo è il vento,

Il vento impudico ma gentiluomo

Che ti scompiglia i capelli e te li rimette a posto.

Lampo sei tu,

O forse sono io

In questa giornata di nera calma

Con troppe luci pesanti

E i tuoi occhi

Che viaggiano su un altro pianeta

20 lug 2012

Crepuscolo orientale

Ho sognato Pechino e nuvole rosse

Niente marxismo,il marxismo era morto

La rivoluzione doveva ancora cominciare

La ragazza che lavava i piatti

Ora era un angelo dai capelli grigi

Il cinese la scrutò e le disse:

"Esci dal mio sogno",e poi sorrise;

E tra quell'invettiva e quel sorriso

Lei ebbe tempo

Per farsi un altro sogno

E scrivere sui tazebao

Che la vera rivoluzione

Era sconfiggere i mal di testa

Senza bisogno degli aulin

Quello era il giorno(o la notte)

Che pianse di felicità

Nelle campagne i titoli di stato

Erano già stati bruciati

Per chi la fa semplice

La gente vuole

Un bel libro di Welsh

Una quarta misura

Seduta sul treno

Una canzone decente sull'mp3

Ah,s,dimenticavo:

Questo vuole, la gente semplice;

Questo voglio io.

9 lug 2012

Bertolucci,Iris e la censura

Sto vedendo stasera “The Dreamers”di Bernardo Bertolucci.Il film è stato tagliato in una delle sue scene più belle(e non è stata la sola,magari altre ne seguiranno,essendo ancora in corso mentre scrivo):Eva Green che trova, nascosta negli slip di Micheal Pitt, la sua foto, e dolcemente lo rimprovera.Per chi non lo avesse visto dico subito che la scena, come tutta l’opera(e, mi permetto di dire,l’ opera omnia del Maestro) è di un’innocenza evidente.Ma.altrettanto evidentemente, quelli di Iris(che si proclama tv del cinema…sic et sempliciter) decidono che vedere un pene o una vagina(ma non le mammelle lucenti della balenante Eva Green) può sconvolgere chissà quante anime candide.In realtà credo(e questo è anche più vile) che Iris(come tutte ma proprio tutte le televisioni nazionali)abbia paura dei rimbrotti dei bigotti(associazioni cattoliche, associazioni dei genitori, etc) o magari della Magistratura(che a sua volta contiene,immancabilmente,frange più o meno numerose di ipocriti puritani).Intanto i dirigenti di questa tv pseudo-cinefila programmano per domenica 15 il “Notturno Pasolini”,in cui il film Mamma Roma(una sublime storia di battone,papponi e,infine,miseria convenzionale,cioè sottoproletaria)verrà prudenzialmente inserito dopo”Medea”, quindi fuori dalla fascia di garanzia.Garanzia per chi?Per gli italiani nel continuare ad essere trattati da bambini deficienti o magari incapaci(se genitori con infanti)di dire ai loro pargoli cosa vedere o non vedere?Forse vedere,e rivedere, un film arty come “The Dreamers”è talmente sublime da far sopportare anche l’ennesimo catone idiota.Dispiace solo che dal processo al film pasoliniano “La Ricotta”, l’equazione censore/educatore(o addirittura: pedagogo!) in Italia non sia ancora passata di moda.Mentre concludo questo pezzo nel film viene letta la citazione dal libretto rosso: “La rivoluzione è un atto di violenza”.Come quella perpetrata stasera da Iris,canale 22 del d.t,a tutti gli italiani che si considerano dotati(nonostante i tentativi di lobotomizzazione di Nostra Signora TV) ancora di una Coscienza autonoma.

8 lug 2012

Il divertimento di Minosse

Minosse aveva la tosse

Ma resisteva a tutte le percosse

Preferiva le bionde alle rosse

Odiava i labirinti ma dormiva nelle fosse

La vicina di casa (live)

Tutti questi amici,

E poi ti ritrovo

A spostare i mobili

Sulla mia testa

Alle due e trenta.

Il tuo vicino dell’interno *



Chissà…deve aver intuito

Quello che sto scrivendo,

Perché ORA ha smesso.

Un diario da riempire in settembre

Sarà una vita, che ti cerco

Prima ho cominciato con il cercare Dio

Poi una Donna

Poi il senso della vita

Poi la solitudine perfetta

Poi gli eccetera

Ecco,questo è il tempo degli eccetera

Magari un po’ di nuvole

Un diario da riempire in settembre

E se mi domando informazioni

O mi guardo stralunato attorno

Nella città ignota

È solo perché

Ho smesso di sapere

Quello che stavo inseguendo

7 lug 2012

A chi fanno comodo le carceri?

Per mia fortuna non frequento le carceri

Per mia fortuna non frequento pregiudicati

Per mia fortuna non frequento poliziotti

Eppure…eppure

Non capisco ancora il perché

Un uomo(o una donna,naturalmente) che sbagliano,

Ma che non hanno compiuto(né come autori né come mandanti)

Nessun atto di violenza

Debbano restare reclusi

In una casa di detenzione

E non possano,per esempio,essere assegnati

Agli arresti domiciliari o,nei casi più miti,

Ai soli servizi sociali.

Sarà un bel Giorno

Quello in cui il potere

Capirà che la galera

Deve essere riservata

Solo ai violenti,di tutte le forme e derivazioni possibili.

Ma forse(un “forse” di scuola) al Potere

(anch’esso,in molti casi, violento)

Questo percorso non interessa

E fa comodo avere invece una massa(e non un’ elite)

Di ceffi relegati al ruolo di Paria,in gabbia.

Ma (e non la si prenda come crassa demagogia bensì constatazione di una Realtà)

La “regola” da me proposta

E’ già applicata da decenni, e pervicacemente

(quasi pavlovianamente, direi)

Per tutti gli appartenenti al ceto politico,

Anche quando giudicati definitivamente,

Non solo per episodi di corruzione

Ma perfino per fattispecie violente.

Forse sono davvero un’utopista

Eppure credo che la liberazione dalla prigione,

Di tutti quelli che non si sono macchiati

Di crimini infami e deflagranti eccetera,

Non migliorerebbe questa società

Ma nemmeno la peggiorerebbe:

Quello che può migliorare,o peggiorare,qualsiasi Società

Sono gli intellettuali liberi, puri(o quel che ne resta)

E i partiti politici (quel pochissimo che ne resta)

E ora?

Ora che i suicidi nelle carceri sono arrivati a duemilaedodici, dal 2000

Ora che il sovraffollamento ha raggiunto l’abbietta entità di ventiduemila anime,

La classe dirigente purtroppo

Mai penserà(né tantomeno “sognerà”) a una simile soluzione

Come praticabile:

Anzi, i detenuti di cui sopra,

Saranno l’oggetto dell’incubo collettivo isterico

Con cui indorare le campagne elettorali dei prossimi dieci o vent’anni,

In un atarassico e cupo dormiveglia…



Alcatraz Cell.jpg

5 lug 2012

Tempi memorabili

Sarei stato contro

Quelli che bruciavano le streghe

Ma ancora di più avrei odiato

Coloro che silenziosamente

Preparavano la catasta dei legni

Pubblica D(istruzione)

Ci hanno detto

Che Leopardi era pessimista

Che Pasolini era un pedofilo

D'Annunzio un eroe

Pascoli un bamboccione

Carducci un vate

Pirandello...

Parini...

Manzoni era cattolico

Dante Alighieri era un leccaculo,

No, questo,non ce lo hanno detto,nè insegnato

I grandi romanzieri russi e francesi

Quelli ce li faranno sempre

Studiare di sfuggita

Che c'è da imparare a memoria

Un verso di Maurizio Cucchi

E dimenticare per sempre

Giorgio Caproni

A Monteverde vecchio



L'autore è convinto sostenitore dell'abolizione dei finanziamenti alle scuole private, e del dirottamento di tali fondi a un urgente e fattivo miglioramento del sistema dell'Istruzione Pubblica



Com'è fatto un fascista?

Francamente

Trovo abbastanza discutibile

Il voler(anche da parte dei grandi mass media, che pure ne evidenziano i caratteri violenti e reazionari)

Attualizzare

La natura dei fascisti.

Fascisti del terzo millennio,li chiamano.

Ma grattando dietro la patina delle denominazioni

(Senza neanche scalfirla troppo,invero)

Escono fuori sempre i soliti Poveri individui

E, chiamandoli individui, esseri umani, quindi,

Facciamo appello,lieti, al nostro miglior patrimonio cristianologico.

La domanda più pregna e urgente,invece, è un’altra:

Com’è fatto oggi,un fascista?Come si muove? Dove lavora?

E’un’autista dell’A.T.A.C,un disoccupato di Ponte di Nona,magari un impiegato della Farnesina(sic) una baby sitter di Mostacciano,

Un imprenditore di Torrino, una commessa del Quadraro, una dottoressa di Montesacro

Uno dei tanti disperati del Prenestino…eccetera eccetera

(restringiamo il nostro campo di osservazione alla capitale,

dove-secondo la video inchiesta* citata alla fine di questa poesia/pamphlet-i neofascisti sono circa 50.000,cioè un'altra città o, più concretamente, un paio di grandi quartieri dell’Urbe)

Quindi, per meglio dire:

NON, com’è fatto, ma CHI E’,oggi,un fascista ?

Invero,quell’OGGI è un residuato linguistico pleonastico,

Volto a far pensare che codesti “signori” sarebbero nel presente, qualcosa di diverso da quello che hanno rappresentato nel passato…e qui starebbe l’errore,il grande errore di chi fa queste(in apparenza accurate ma in realtà frettolose)analisi.

Fa quasi tenerezza(se non facesse orrore)l’intervista con il diciannovenne-tale Guelfo-responsabile romano del Blocco Studentesco.

Che arranca nel cercare di giustificare l’ingiustificabile

(segnatamente:lo sterminio degli ebrei)

E pure le testimonianze più “argomentative”:

Dietro tutto questo prosegue, spavaldo,

L’uso di un linguaggio(che fa rima con linciaggio)

Che alla parola “ebreo” o “negro”

Ha canagliescamente(e non tanto furbescamente)

Sostituito quella “clandestino” o(ma questo lo dicono solo tra le righe,un po’ vilmente) emarginato(o,più appropriatamente,PARIA).

Quale che sia il loro volto, le loro pseudo idee son rimaste intatte;

E’ il mondo ad esser cambiato,non loro:

Un Roberto Fiore che si lascia andare-lui condannato per BANDA ARMATA- a considerazioni teoretiche di dubbio gusto

O uno studente di giurisprudenza che cita Pound, travisandolo

Magari la studentessa che vorrebbe fare l’ambasciatrice(?!)**e ripudiare Schengen

Hanno SULLA PELLE(ideologicamente) lo stesso substrato deflagrante

Usano strumentalmente posizioni vetero-clericali per far presa sull’omofobia di alcune fasce intellettualmente arretrate.

Ora, fin qui, risapute notiziole sono accompagnate

Da altrettanto prevedibili comportamenti violenti,

Estrinsecazioni del ciarlare “neofascista”.

Chi è (oggi)perciò,un fascista?

Per capirli, così da emarginarli definitivamente,

(emarginando loro si mette da parte una grossa fetta della violenza sociale, metropolitana,in senso lato)

Bisogna tener conto

Di come LORO si considerino:

Valutano cioè i loro obbrobri scritti male e affabulati peggio,

come IDEE,sono cioè

(come nella migliore tradizione della pazzia occidentale)

Convinti delle cose che fermamente propugnano.

Ecco,un fascista, è fatto(è) di violenza

E teorie parossisticamente devianti,

In cui (indipendentemente dalle CLASSI SOCIALI)

Si crede ancora pervicacemente,come se(o forse proprio per quello)

La “sacra” Liberazione non fosse avvenuta

Basta ascoltare il “sognatore” (auto definizione buonista)confuso e confusionario Martin Avaro

Si, ascoltando il sabotatore Martin (il paragone banditesco=vigliacco  mi è sempre sembrato inequivocabile)

O altri ceffi grugnanti che fanno della faccia da tolla,

e del vittimismo,i loro parametri base.

Certo, questa gente ha(ex?)amici potenti(vero, sindaco Alemanno?)

Ma il ounto dirimente non è questo:

Bensi l’amore(ossimoro e/o bestemmia )per la brutalità, nascoste

A volte da cappucci pesanti e oscurità,altre da

Teorizzazioni narcisisticamente idiote.

Sappiamo bene che ci sono questi intensi furiosi esagitati

Dietro gli agguati

A (futuri) cittadini extracomunitari o ad omosessuali.

Tutto questo ancora non lo dicono in modo esplicito di fronte

A una telecamera ma, come accennato, lo lasciano intravedere

Tra un monosillabo e l’altro.

Credeteci,non ci vogliono troppe spiegazioni(dietrologiche come tutte le spiegazioni lambiccate)

Per sapere com’è fatto oggi un “nero”.

Azione sociale, blocco stud., forza nuova sono solo fanzine

Che(oltre a una crassa ignoranza storica) utilizzano indirizzi populistici o pseudo-sociali

Per lasciare orme di sangue(e putroppo, vi ripeto, credetemi,non è solo una licenza poetica)

In qualche campo rom o zona ad alta multietnicità…

Nel giovanotto di Azione sociale che guarda fisso la videocamera,

per dire:

“Si,ho partecipato a delle aggressioni…”(a un immigrato perché aveva risposto male)

O nella ragazza che disprezza le famiglie gay e,implicitamente,

Le donne che abortiscono…

Il riferimento ossessivo al crocifisso...(ostentato per attaccare, quasi come in un brutto film horror,gli immigrati)

C’è più che un’idea destrorsa:

C’è la voglia di fare piazza pulita,uno scempio

Come se la storia non avesse sancito condanne e responsabili,

Un tumulto continuativo e di rivalsa

Senza eterogeneità dei fini.

(Forse) penso che solo l’ottica della diffusione

Possa trovare tutti gli antifascisti d’accordo:

Negli stadi o nei quartieri in;

Nel sottoproletariato o dentro i discount;

Sugli autobus o nelle case della “meglio gioventù”,

Di Trastevere(perfino, perfino…) o del quartiere Coppedè:

Questi frustrati e pietosi(letteralmente: per loro, fuori dalle giuste sanzioni disciplinari, compito della Magistratura, dobbiamo avere pietà cristiana)

Non devono(e non possono)

Trarre in inganno nessuno(se non loro stessi):

Chi è recidivo, si riconosce da lontano…

Soprattutto temporalmente.

[Ben vengano le attenzioni per le “galassie”neofasciste

Ma, a queste, sarebbe ora che uno Stato serio, faccia seguire i fatti:

A cominciare dalla chiusura di tutti i siti web negazionisti,

Come quelli che irridono a miti radiosi di giovani vite(eterne: ma senza retorica)

Sophie Scholl..

Anna Frank..Quasi inverecondo, e del tutto grottesco, vedere

Un Maurizio Boccacci(arrestato  per istigazione razziale poco prima del Santo Natale 2011)qualunque

Discettare di penne bic e penne a sfera,

Come se la storia(perfino quella dei criminali)non fosse scritta a chiare lettere…e non con l’inchiostro simpatico;

Le ragazze partigiane, tutte,con i loro maglioni fatti in casa

E la ferocia bella e sprezzante del loro coraggio…

Ma lo stato tace

E permette quotidianamente che pezzi di storia vengano villipesi

Da cadaveri meno energici delle loro vittime(tra l’altro, visto il loro vissuto personale,COSCIENZIOSAMENTE intangibili)

Ma le “variopinte” authority del belpaese(sic)

Confondendo il rispetto per l’Umanità con la censura veterofascista…

Continuano a rendersi Mute].

Rendiamoci conto che il loro mutuare vocaboli e frasario(e forse anche strategie) dalla lotta contro il Sistema Bancario e delle Multinazionali,

Non li rende diversi, o più appetibili, o meno innocui:

Hanno solo scelto di riciclarsi in un modo(per loro, almeno)onesto e passabile

Esponendo alla vista la valigia delle loro invettive “popolari”,

Lasciando però fuori dagli sguardi(almeno di quelli, e ce ne sono,più ingenui)

Il bagaglio delle loro conoscenze criminali.

Ehi, se non l’avete ancora capito, spetta a NOI intellettuali,

Disvelare tutta l’ipocrisia e lo stantio contenute

Nelle loro valigie a doppio(triplo) fondo,

Almeno finchè lo Stato Grande Assente

Non indirizzi tali grovigli deliranti(in gran parte da giovani)

Ai servizi sociali o(nei casi più gravi, quelli di violenza fisica) alla

questura

*http://inchieste.repubblica.it/static/rep-locali/inchieste/includes/inchieste-nav.html?iframeUrl=http://video.repubblica.it/copertina/fuori-dalle-fogne/30660?video&inchiesta=/it/repubblica/rep-it/2012/06/28/news/neonazismo_in_europa_-_italia-36683873/&ref=HREC2-13

**Anche se il caso del Raccomandato di Stato Mario Vattani, irrobustisce, a parità di conoscenze, le aspirazioni della ragazza in questione

4 lug 2012

Monica

A cosa pensi, Monica?

Alle nostre vite

Perse per sempre e mai riadattate

Oppure ai tuoi sguardi profondi

Ai tuoi seni eterni

Al principio di tutte le cose?

O alla fine che non esiste?

Ha, Ha,

Tra le tue risate sbilenche

Ha, Ha

Cadrà perfino una lacrima,

Come un dettaglio d’amore

Intanto cammini come una principessa

Chiusa in una stanza

In mezzo a tutto questo ciarpame

E rivolgi la parola a quell’altra,

Che non guarda da nessuna parte

E ti manovra con dolcezza

Un'isola sprecata

Dove sono i nostri passi?

Dove le nostre orme infangate?

Qui non passano treni né automobili

Solo il nostro vecchio battello

Ci porterà via

Vivremo le vite

Guardando i ragni procedere come granchi

E quando lei se ne andrà

Gli ospiti resteranno soli

Dove sono le onde del mare,

Ora che nessuno le guarda?

Il prete e la neve

Scariche di catarro

E voraci colpi di tosse

Il clergyman macchiato d’unto

E la perpetua che aspetta fuori,piangente

Le bare sono già pronte

I preparativi a buon punto

L’inverno soffice si adagia

Su ogni preghiera conosciuta

Sera di un saltimbanco

La vita come te la insegnò il vento

Al posto dell’altra,la vita,

Come te la insegnarono piccoli maestri affannati

Qui presto

Ci sarà la neve coi suoi fiocchi argentati

E queste ridicole e grottesche facce

Verranno coperte dai tendoni

E pagheranno un biglietto

Per vedere tutto ciò a cui hanno rinunciato

Nemmeno uno sguardo

Nemmeno uno sguardo vada sprecato

Su questi campanili e queste chiese

Su queste donne e questo circo

Incolume agli affari della vita

Lasciate ballare l’orso

Finchè avrà vita

Bruciate le gabbie d’oro e vivete liberi

L'errore

Se pensi di essere migliore di tutti quanti

Perché frequenti i seminari di poesia

Stai commettendo due errori:

Il primo è di presunzione verso di te,

Ma il secondo è di presunzione verso la tua idea

Di quello che la poesia significhi per gli altri.

Lo stato delle cose per un poeta neo-confessionale

Cattivo poeta è chi non traduce

In versi ogni suo infinitesimo dolore.

Anch’io in qualche tempo sono

Stato un cattivo poeta

E ancora

(in questo senso contenutistico,non stilistico!)

Di tanto in tanto sono tentato

Di snobbare-

Per pigrizia o per viltà-

La poesia confessionale

Hanno ragione i cattivi poeti

A dirci che siamo degli egocentrici

Oppure sono loro ad essere soltanto dei timidi paurosi?

Certo, è più avvincente

L’avventura della poesia confessionale

Che poi, è bene dirlo,in Italia ha avuto esemplari davvero limitati,

Oggi, con i blog e il web,

C’è certo il rischio che la poesia confessionale

Possa considerarsi inflazionata?

Ecco una bella domanda.

La cui risposta è però talmente ovvia

Da rendere il quesito semplicistico

D’altronde scrivere soltanto di sé

È perennemente riduttivo

Come scrivere solo degli altri

Risulta “estremamente” politico(o sociologico)

3 lug 2012

Competenze

Quella parte di me

Calma ragionevole paziente

Che lascia scorrere le cose

Poco ,o per niente, impulsiva

Adesso che questa parte composta

Prende il sopravvento

Vedo quell’altra,più dispersiva e arruffona,

Non con rimpianto e neanche con Amore

Ma continuo a ritenerla simpatica

E non la condanno

In fondo,mi dico,

Il filo ironico delle cose

E non la Vita,nel suo senso più pieno,

Ha deciso per Lei,

Che restasse in disparte

A godersi lo spettacolo e l’uggia

Ben sapendo

Che i conti non sono cambiati granchè,

E mi pare quasi di vederla sorridere

Senza accenno alcuno di cattiveria

Increspare gli zigomi da abbastanza lontano

E non ho bisogno di sentirla parlare

Perché conosco il suo linguaggio a menadito

E anche se non ascolto più i suoi consigli faticosi

Ho idea che da qualche parte ci ritroveremo

Solo per il gusto di pensare al passato,

Senza rimproverarci nulla

Solo per il gusto di fantasticare

L’inutile Rivincita