> il mondo perfetto: aprile 2012

30 apr 2012

Certi risvegli durano troppo poco

Il cartellino il cartellino il

Vedo il contenitore vuoto,

Che cazzo l’ho perduto

ADESSO vado in segreteria a spiegare

Quando poi ho capito

Che invece

Non stavo più

Nel regno delle teste di cazzo

Ma invece in un sogno

Tutta la merda che avevo intorno

Mi è sembrata CELESTIALE, si, non c’è

Altro termine

Ho dimenticato pure i volti

Se proprio devo essere preciso

In un mondo dove si beve Red Bull tutto può succedere

Non mi va di scopare

Non mi va di farmi una sega

Non mi va di essere particolarmente triste

Non mi va

Di interessarmi a qualcosa

Non mi va di annoiarmi

Non mi va di guardare

Le code tagliate dei cani

Che

Sia detto tra parentesi

Non mi interessano i cani

Non mi interessano le automobili

Non mi interessano gli scrittori

Che imitano Proust

Non mi interessa Proust

Non mi interessano

Quei coglioni che fanno politica

Non mi interessano

Quei supercoglioni dell’antipolitica

Non mi interessa la mafia

Non mi interessa l’antimafia

Ancora una parentesi

Perché non mi interessano

Nemmeno

Gli ignavi

Non mi interessano gli schiavi

Né i loro oziosi padroni

D’altronde in un mondo dove si beve red bull

Tutto può succedere

Ma sempre meglio che bersi

Le cazzate degli intellettuali stopposi

Con la puzza sotto il naso

O la sborra

O forse no

Magari fateci un Tema

Dov’eravamo rimasti?

(cioè prima delle parentesi)

Si,non mi va non mi va non mi

Rompete troppo

E che mi sia

Alzato

A prendere matita e quadernetto

Per scrivere questa poesia

Non so se dimostri

L’esistenza di dio

Ma certo qualcosa che gli va molto vicino

Non mi va di essere forte a tutti i costi

Ecco cosa

E forse il titolo giusto per una cosa del genere

Sarebbe stato

PURGATORIO oppure AMEN o

NON PREOCCUPATEVI TROPPO DI QUEL CHE ACCADE IN CITTA’

Ma a che serve scaccolarsi la mente

Con il titolo di una poesia ?

Meglio occuparsi

Di tirare fuori la marmellata dal frigo

Che troppo gelata

Mi rimane sullo stomaco

Peggio di una red

O chissà cos’ altro

SLAM

28 apr 2012

?

Si può appartenere


Alla famiglia degli artisti


Pur non essendo famosi e di successo


Sentire più vicino l’artista di strada o Bono Vox


Più che il vicino di casa


I volti consueti che incontri nel quartiere


Non salutandoli e non essendone salutato


Più vicino l’accordo sotto la troppo vicina


Stazione del metrò


Che l’ovvia vita pratica,


E nonostante questo, a volte,


Provare quasi tenerezza


Per il coraggio di questa gente lontana

Prima che i sogni diventino incubi

E ti ringrazio

Per avermi dato

La possibilità di sognarti

Perché io sognavo

E là dentro, ecco,

Il fatto è che non riuscivo

A svegliarmi

Volevo svegliarmi

Uscire dal sogno

Nel sogno

E per farlo

Dovevo uscire fuori

All’aria aperta

E così feci

E mi svegliai dall’incubo

Però questo

Significò pure

Interrompere il mio sonno

Così ecco

L’interruzione di un sogno speciale

Paga pegno a un po’ d’insonnia

E la cosa buffa

È che non seppi mai

Se ero arrivato puntuale o no

Perché invece di riaddormentarmi

Ottenni solo vorticosi giri tra i cuscini

Che provavano a seppellire i pensieri

Ma tanto le promesse

In questa terra di ciglia cicatrizzate

Servono a poco

So solo che avevo

Voglia di qualche e qualche toast

E ora chiedete perdono

Per i vostri peccati

26 apr 2012

No nazi weblog

ANCHE QUESTA E' POESIA.IL WEB NON DEVE ESSERE UNA DISCARICA ABUSIVA

O UN RICETTACOLO DI GIOVANI E VECCHI POTENZIALI(?)CRIMINALI POLITICI.

CHIUNQUE SPALLEGGIA UNO DI LORO PERPETUA TALI PSEUDO-PSEUDO-IDEE, VOLENTE O NOLENTE.

I MAGGIORI SOCIAL MONDIALI E ALCUNI FAMOSI BLOGGER TOLLERANO LE IDEE NAZIFASCISTE,INVECE DI ESAUTORARLE DALLE LORO PAGINE.

CENSURARE UN'IDEA NAZI NON E' CENSURA

PERCHE' ABBIAMO,NOI DEMOCRATICI,UN PENSIERO RISPETTOSO E STIMATO DI QUESTA GRANDE PAROLA;

CERTO, PER LORO, RICCHI BLOGGERS CHE FANNO LA MORALE A MEZZA EUROPA(NON LA MEZZA NAZI, EVIDENTEMENTE) E MULTINAZIONALI IMPASTATE DI CATTIVE INTENZIONI,

E' PIU' FACILE ALZARE LE SPALLE.

BENE, CONTINUATE A FARLO, PURE:

LA LEGALITA' E IL SENSO CIVICO DI CHI fa POLITICA, PUR NON FACENDOLA,HANNO UN FLUSSO LUNGO CHE,SAPPIATELO,NON E' QUELLO DI UN SASSOLINO GETTATO NEL VOSTRO LIQUAME,

MA QUELLO DEGLI IDEALI.

you-tube.jpg

Sulla strada di casa

Di che COSA vai cianciando?

Non hai scritto le poesie migliori

Solo perché dietro

Non avevi un taccuino e una penna

Ma in fondo

Le poesie tornano sempre(per qualche via)

Come foglie secche

Sulla strada di casa

Periodo tutto sommato perfetto

L’esprit de l’escalier

Non porta quasi mai

Nulla di buono

E i draghi

Gli stanchi(e non per questo meno crudeli)draghi

Si rifocillano

Ai bordi dei laghi

Dove nulla di buono

È mai accaduto

E se tutt’intorno

Nulla è rosso

È perché occhi rossi

Non sono mai esistiti

Una risposta perfetta

Ha il profumo di un'estrema unzione,

Mentre le palme disossate

Ondeggiano sull'acqua

La fiducia

Riporre la propria fiducia

In un’altra persona

E’ come sorridere

A un paio di vecchie scarpe:

Ok,non si fa nulla di male

Ma si è parecchio illusi

Qualora si attenda una risposta qualsiasi

Ecco, riporre la propria fiducia



Forse è per questo che vanno tanto di moda

I cani

Tempi

Non pensava al passato remoto

Ma solo al passato prossimo

Non pensava al presente

Però sognava ad occhi aperti

Non pensava al futuro immediato

Ma solo a quello remoto

Non poteva

Non starsene in disparte

Essendo in controtempo con la vita

Con il mio nome

Adoro

Quei momenti della notte

In cui tutto tace

E nel buio

Penso a mè stesso

Alle cose alla gente

Penso a dio e alla Sacra Madre

All’empatia

Che cresce si scioglie muore rinasce

In un tenue raggio che filtra

Impervio

Adoro restare

Soltanto con il mio nome

Da solo

Ma una solitudine

Senza mezze misure né infingimento

24 apr 2012

Merda...Ho capito tutto

Questa poesia all’inizio doveva riguardare

L’odore della pioggia

E intitolarsi proprio così:

L’ODORE DELLA PIOGGIA

Le lacrime del cielo

Il cielo che piange

La gente che abbraccia gli alberi, e cose così

Poi mi sono detto

Che a volte darsi un pugno nello stomaco

È meglio che stare a guardare

Il vento che scuote i lecci eccetera

ECCETERA

Perciò ho deciso di parlare

Di quello che mi spetta

(Oltre a questa pioggerella insistente londinese,

o-almeno-chi c’è stato dice che sia così):

L’odore della pioggia E

Un lavoro di merda

COME TUTTI gli ALTRI

Una vita di merda

COME TUTTI gli altri

Degli orari di merda

IDEM

Rassegnato a quello

A cui già si sono rassegnate

Persone con una vita anche meno merdosa della mia

Accettare e ingoiare

E forse non tutti sanno che…

Per ingoiare merda, ma merda metaforica

Non serve colluttorio

Non serve sciacquarsi la bocca

Ma solo tapparsi le orecchie

E quando la malinconia affiora

Ripetersi che la maggioranza

Ha sempre ragione

Anche se hai ancora

Un cuore bianco e non schedato

Una vita del cazzo:

Si,ok,come QUASI tutti gli altri

Ma i tipi QUASI

Sono astrazione:

Me li vedo IN TV

E non mi stupisco neanche più di riscoprire

Che sono quasi tutti leccaculi o gente mediocre

O mediocri leccaculi (ma non leccaculi MEDIOCRI)

E allora sei solo un’invidioso, ecco che sei:

si, sono invidioso di non essermi rotto il cazzo molto molto

PRIMA

E partire così al posto giusto

Nella vita dello schiavo:

Ma un prigioniero che sorride nella melma

È davvero un prigioniero?

Ecco, quando non mi farò più domande del genere

EUREKA EUREKA

Il futuro forse sarà di dio

Ma il presente è sempre

Dei mediocri e dei rassegnati

E io non mi sono allenato abbastanza

Ho solo un po’ di rabbia gettata via

E un po’ di saggezza tenuta in riserva

Si, si..OK!

Carne ghiacciata

Oh,il tuo cuore esplode!

Come carne ghiacciata,

Te ne sei accorto

Mentre i pezzi di brina

Cadono cantilenando

Sul pavimento polveroso della vita,

La carne ghiacciata confezionata

Apparentemente per (da) te

10:30 Planimetria di un'anima

Sei perfino troppo orgoglioso

Chiedere aiuto a Dio

Eppure te ne stai lì

A meditare e credere

Con le mani giunte

A respirare un vento

Che per tanto tempo

Avevi evitato coscienziosamente

Il tuo orgoglio, certo

O il dubbio del passato

Mentre guardi i volti

Facilmente concentrati

La tua tristezza si fa grande

E da una parte cerchi

L’Architetto, il Costruttore di chiese

Dall’altra parte il lampo

Che ti spieghi per filo e per segno

Di quale suono grandioso grondino

Le chimere

A bocca asciutta

Visto il trailer di Cosmopolis

Peccato che il canadese resterà a bocca asciutta

L'enfant du gauche (il sopravvalutato N.M)

Difficilmente lo farà uscire dalla Costa Azzurra

CON LA SUA PRIMA PALMA;

Almeno aumenteranno le copie vendute per il libro

Di Delillo;

Resnais,Salles o qualche asiatico calcolando

Che Loach,Mungiu Kiarostami e Haneke

Già hanno vinto

Dopo che la critica ha mezzo bistrattato

Il capolavoro “a dangerous method”,

aspettiamo che una giuria di intellettuali-che non vuol dire necessariamente essere aperti verso TUTTO il cinema-

distrugga il global film di mastro D.C

Pesci grossi

Ti hanno detto di andartene all’acquario

Non è che ti interessi tanto

Ma un tuo vecchio amico

[Quando un aggettivo è doppio, anzi triplo:

Vecchio l’uomo

Vecchia l’amicizia

Vecchia la storia che non ha più nulla da dire,

Almeno in relazione a un tempo in cui le storie ancora

Avevano qualcosa da dire, o perlomeno lo esigevano]

Ti ha detto che lì si medita bene

Ma lui voleva dire

“Preparazione al suicidio”

Allora lo hai scosso

(Nel modo in cui un veterano né può scuotere un altro-

Hai cercato sui sinonimi e ti sei stupito di come poche siano le parole giuste per indicarti,come una paura grammaticale della morte)

Ricordandogli che alla vostra età se ne occupa il momento

“Per poco che sia, ci concedono di essere pigri”,

Hai detto sbattendo il bastone

Ti ha passato un foglio

C’era l’indirizzo e così sei andato

Non è che ti interessi tanto

Però ti sei messo davanti alla vasca dei pesci grossi

E hai pregato

E poi siccome te ne sei dimenticato

Hai pregato di nuovo, e ancora,ma questa volta

Solo per riascoltare la tua voce

Battevi il bastone e immaginavi di farlo ruotare

Di 360 gradi

Come se questo avesse avuto un senso

I pesci grossi sbattevano gli occhi

E non sapevano che sarebbero morti da privilegiati

Senza grossi ami tra gli occhi e i denti

Senza agonie vistose

Ne hai sorriso

Ti sei detto vado nel paese dei laghi

E con un un colpo di tosse e uno di bastone

Hai salutato la contraffazione del mare                            

23 apr 2012

Barbiere

Magari schiuma

Da barba

Disposta in modo ordinato

Ti fideresti di quest’uomo

Anche in un mondo di cannibali

Mentre lui ha deciso

Di restare in silenzio

E non c’è nemmeno

Un ricordo che possa dirsi fetore

Somiglia troppo al passato

Questa stanza di specchi

Per dare nome al presente

Le ciocche di capelli

Sono una musica lenta e solenne

Come se dio avesse schiuso le labbra

E detto “per sempre”

E pazienza se qualcuno alle spalle

Ha deciso di dare fiducia alla modernità

Poeta confessionale

Nei mattini tristi dove il rumore

Dei camion della spazzatura è così pressante

Che sembra salire le scale

Nei giorni caldi in cui non si può parlare

Di sole

Ma una palla di fuoco che sta scoppiando tra testa e mani

Che sta scoppiando tra testa e mani

Ero un poeta confessionale

Quando non distinguevo i volti

Nemmeno il mio

E mi sembrava un’eterna guerra

Il rigurgito spiazzante delle salite in solitaria

Il suono spento dei rumori di fondo delle parole

Altrui

Ero un poeta confessionale

Quando tutto stava girando intorno

E il fruscio delle zampe dei cani

Sembra avere un senso logico

Un filo conduttore

Per non lasciare senza amici il crepuscolo

Ero un poeta confessionale

Per  poi dimenticarmene nel giro di un amen

Per poi sorridere di nuovo

I nostri denti

L’unica parte del corpo

Che sente il freddo,si, ma non il vento

Ero un poeta confessionale

Perché ricordavo gli inverni

Morto all’ombra di un faggio

O quando occhieggiavo lacustre

Ero un poeta confessionale

Usando,io così poco diplomatico, il sapone neutro

Ero un poeta confessionale

Come un’anima che va in guerra

Cucinando per sempre

Una magra fettina di manzo

Il senso precipuo degli occhi

Lasciare che vedano

Questa sottiletta sciogliersi

E l’odore del fumo

Innalzarsi come un suono

                         essenziale

22 apr 2012

WebCam Girl

Tutto per non stare dietro alla cassa

Di un supermercato

La tua storia,non quella di qualcun'altra

Mentre prendi il resto e sorridi

Mentre dici al capo di andarsene a fanculo

E saluti tutti,speditamente

I negozi sono chiusi: è l’alba

Un nome dato tempo fa per il principio dei peccati

Il magazzino dei poemi bruciati è

Caduto in disuso

Oh, davvero,bella,questa è la tua storia

Non quella di qualcun altro

Mentre spegni il personal

E hai un incubo

In cui le banconote dei resti sbagliati

Sono coperti da quello che fu

Il sangue del tuo primo ciclo mestruale

E saluti tutti speditamente

Tra un battito di ciglia mac e l’altro;

E se ti apparve lucente,

Come una borsa di struzzo o serpente,

L'inganno dei mascara grigi

Che devono immolarsi con dolce crudeltà

A tutti gli occhi azzurri di questo mondo,

Sappi che anche la vita è un inganno feroce

15 apr 2012

Bang !

Se domattina,

una qualsiasi persona,

con una pistola puntata alla tempia,

dovesse decidere,

in cambio di duecento dollari alla settimana,

e nessun altro vantaggio,

bene se questa persona qualunque,

con questa pistola qualunque

puntata alla tempia,

dovesse decidere

se dedicare tutta la sua vita

alla politica o alla poesia

non esiterei a scommettere sull’esito:

soltanto i pazzi,

e, per la precisione, soltanto i pazzi ambiziosi,

decidono di fare la politica  senza secondi fini

14 apr 2012

Non spiombate le cravatte Ascot alle 6e40 del mattino

Il pomeriggio lanciava segnali

E nessuno si occupava troppo della luna nascente

Che aspettava chi la andava a trovare

O magari a distruggere

Le strade più invitanti

Sembravano tutte in discesa

Gli accordatori di chitarra

Erano tipi scorbutici

I trainer della voce dei vecchi truffatori in pensione

I miei passi leggeri

Rimbombavano fino all’ultima stella,

L’ultima stella senza nome

Accanto alle finestre gialle pensai agli occhiali

Di quel viso sconosciuto

L’unico sconosciuto in questa città

Devi ricordartelo per forza

Nel panorama vedevo solo Chiese tutte uguali

E il mio cuore inventava preghiere

I cassieri rubavano dalla cassa i soldi segnati

Le tipe provavano a concentrarsi per scrivere qualcosa di nuovo

Venivano in mente le solite ballate d’amore

E qualche scoppio dal garage

Ma era tutto così dolce,

E quando risalii ai piani alti e mi dissero di chiudere la finestra,piansi

E quando mi dissero chi era quell’uomo

Il rumore delle parole fu ingabbiato dal silenzio della distrazione

Si doveva ridere per contratto

Ma soltanto in pochi facevano fatica

La tizia indiana prendeva dagli occhi un po’ questo e un po’ quello

I pezzi di intonaco mi soffocavano

Il mio risveglio non sembrava una questione urgente

Ma questo la canzone non lo diceva

Diceva solo di occhi che tradiscono e mezzi sogni;

L’espressione che muore e non muore

Provate voi

A fingere di sorridere

Con le lacrime agli occhi

Degli occhi cattolici

Ma sempre pupille + iride, comunque

Nel giorno che i vampiri

Presero la città

Avevo preso degli occhiali

Dalla camera della tortura e dei piaceri

L’alba sembrava un quadro su cui urinare

La notte mica si poteva vedere

Le ragazze ye ye cantavano una nuova canzone

Vicino alle finestre dipinte di giallo

Non so che canzone fosse

Cadevano i primi risultati della stanchezza

Tutto era torpore

Tranne le palpebre

Che rimanevano spalancate

Come saracinesche di un bar sporco

In cui traboccavano liquori e macchie d’unto sul pavimento

Ed era l’unico suono che si sentisse

Le ragazze ye ye

Prendevano confidenza

Con quella strana esibizione

Finita in pezzi di cristallo

Mentre i letti disfatti venivano ricomposti

I dentisti dei vampiri chiudevano i loro studi

Per andarsene sulla luna a finire di vomitare

Quando uscii era un po’ più tardi dell’alba

E il pensiero di quelle note

Mi faceva tremare ancora

Strinsi la mano ai figli dei figli della notte

Mi divertivo a calpestare le cravatte impachettate

Che trovavo sull’asfalto

Facendo finta di dimenticarmi la strada

Che conduce dove conduce

E ogni cosa conosciuta





“Devo accettare il fatto che i miei occhi mi tradiscono questi mezzi sogni” (Dum Dum Girls  “Bedroom Eyes”)

Risvolti di copertina

Perché

Qui da noi

Gli ultratrentenni che scrivono

Si chiamano senza potersi chiamare

Mentre su a Londra

C’è questa Zadie Smith

E qualche altro tipo giusto

Ah l’America(si, l’America);

Giuro solennemente

(Oh,ma lo infrangerò,

  si, lo infrangerò)

Di non scrivere più versi

Sulla mediocrità altrui -

Ma davvero oggi non l’ho fatto:

Questa qui in fondo

È una poesia solamente

Lodante libri stranieri

Scritti da giovani cazzuti –

E guardare con indulgenza ai gaglioffi

Letti dagli intellettuali col lecca lecca

Pubblicati da editori vigliacchi…



Vomito.jpg


10 apr 2012

La ragazza e il professore

la tipa ticchetta con la bic sul banco

l'aula universitaria e' una qualsiasi,in un giorno di sole

fastidioso del 2010

e' una ragazza con lo chignon

(il poeta assegna alla ragazza tale capigliatura perche'

ha sentito al tg nazionale,che va di moda)

il professore la guarda imbronciato

lei smette allora di ticchettare

non puo sapere che un uomo di 42 0 43 anni

che ha perso gli ideali dev'essere per forza imbronciato

a sorpresa la ragazza disfa lo chignon

i suoi ideali-astrattamente-volano anch'essi-

l'estate cannibalizza i pensieri

amici,cari, ragazze,professori,

inservienti,muratori,tipografi,estetisti,soldati,

oggi ormai e' finito

come un ticchettio di penna;

e quando il professore dice arrivederci

la ragazza si risveglia da un sogno

e raggiunge l'uscita

con un senso vago di insoddisfazione

troppo pesante,il libro di eschilo

poi la folla la stordisce

c'e' un tram da prendere in questa zona

vetero residenziale.

il professore e' al bar con un suo assistente.

25.4.2010

(saggi di poesia a m.n)

Tra l'Africa e il Mexico

cosa stai aspettando,cosa stai dicendo?

non ti aspetti niente,in questa mezza gente

oppure hai solo perso il treno e il disco nuovo?

quelle domande che ti faccio

sono tutte tutte mie,

perche' ora non ti siedi e respiri

che t'importa di barthes?

dove stai andando,dove stai guardando?

vedo i tuoi occhi tra l'africa e il messico

non ti sbagliare

e' proprio la' che l' orizzonte non tace

19.4.2010

(mondoperfetto on/off)

Echi dal buio

la terra e' vera

e' vera la guerra

adesso pero'

smettila un po'

con questa tua calma

devi decidere

vivere o (restare una salma)

devi decidere

restare sola o...

echi dal buio

non sprecare fiato

torna felice

lascia l'idea

che sia migliore

ho un vago tremore

tu chiamalo,e cantalo

perduto amore

restare sola

(sola per davvero)

mi spiace tanto

(facci qualcosa)

ma io sono sincero

echi dal buio

"dalla terra nessuna notizia,

per il paradiso ci stiamo provando"

19.4.2010

(mondoperfetto on/off)

Lei sta

un giorno qualsiasi

della nostra stagione

lei sta a guardarsi

le unghie smozzicate

le uniche che ha

le sue dieci dita

indicano il cielo

e a volte piu' in la';

scrive da vent'anni sul diario

e anche piu' in la'

sui bordi dei muri

ora che le unghie

sono completamente andate

si alza anche lei e respira

29.3.2010

(da primavera in avanti)

Ortica

era troppo stanco per dargliela vinta.eppure non  aspettava altro che un pretesto per chiudere la questione. ora si rendeva conto che quel pretesto non sarebbe mai venuto.

mi sono tagliato con le tue ortiche,disse il vecchio.

il propietario della fattoria m. era giovane.e disilluso.sorrideva.

aveva quella particolare ironia che spetta a coloro che hanno ancora una vita davanti.

forse,pensava il giovane,quel vecchio e' invidioso della mia vita.

e il vecchio arrivava ogni giorno alla fattoria. si lamentava di essere stato  punto dalle ortiche.

aveva pensato che fosse un pazzo.

la sua fisionomia e' davvero troppo anonima,cazzo.dev'essere un pazzo,un mattoide.

ce ne sono tanti qua in campagna.

il vecchio tornava la sera in citta' da suoi amici avvinazzati.gringo,dicevano alcuni.

vecio,lo apostrofavano altri.era troppo preso dalla puntura delle ortiche per adirarsi.

1.3.2010

(zabrisky river)

9 apr 2012

Nemmeno

La luce non tradiva mai, da quelle parti,lo sapeva.Che la siccità lo facesse pensare al suo destino, lungo la strada, era in fondo solo un incidente di percorso.Quando vide l’accampamento, fu sicuro come non lo era stato mai prima.Si avvicinò allungando il passo e chiese “ si può avere un po’ d’acqua fratelli”? C’erano tre uomini accovacciati e uno in piedi, questo rispose gelido”No.E non siamo fratelli.Ma neanche un po’.” “Solo un po’ d’acqua”.”Nemmeno un goccio” “Perchè?” L’uomo in piedi squadrò il suo interlocutore e poi alzò gli occhi verso il sole,inclemente.”Certo, posso dirtelo.Ma siccome non hai tempo da perdere qui, te lo dirò in fretta,così potrai ripartire…anche se non è una di quelle storie da raccontare in fretta…”L’altro taceva, volgendosi anch’esso verso il sole a picco.”C’è mia figlia.O forse dovrei dire c’era:il fatto è che degli uomini bianchi l’hanno violentata e ancora violentata, giù al villaggio, mesi fa.Ora ha sedici anni.Sono andato dai signori locali, ma tu credi forse che ci ascoltino, a gente come noi?Mi hanno fatto capire che laggiù vivono solo bravi ragazzi, che studiano e lavorano, e se proprio devono togliere le pistole dalle fondine è per ammazzare qualche lepre,cose così.Sono quasi tutti sposati, e quelli che non lo sono tutto quello che si limitano a fare alle ragazze è fischiarci dietro, durante qualche festicciola innocente.Parlavano e mi ridevano in faccia,senza cercare di celare troppo i loro sentimenti verso uno come me.Il più sprezzante di loro, poi, ha detto, che lì non si perdeva certo tempo per le pazzie di qualche ragazzina selvatica.Io volevo sparargli in faccia, ma mia figlia aveva ancora bisogno di un padre, dopo tutto.Tornai qui e piansi.A mia figlia non dissi nulla, le parlai solo di come a lei avrebbe provveduto un bravo medico.Da allora ha perso l’uso della parola, e forse qualche buontempone ti dirà che una fichetta rozza, cresciuta dalla nostra gente, ecco,una così che perde l’uso delle parole, beh,non è una perdita grave.Questo ti diranno, nelle città civili;questa è la mia storia, ragazzo bianco.E forse ora hai capito pure il motivo perché non saremo mai fratelli, ragazzo.” “E se riuscissi a far parlare tua figlia, allora cambieresti idea?” “Non sono cose che accadono allo spuntare del sole,uomo assetato” “E’ vero; è vero che sono assetato, mettimi alla prova”.L’uomo che un tempo pianse e che ora aveva il viso come pietra scolpita, e qualche capello bianco di troppo, gli fece cenno di seguirlo.La tenda diceva di povertà e mestizia, come gli occhi della ragazza.Si alzò e andò verso un angolo.Il padre le disse che quell’uomo era a posto.Più che altro lo sperava: un ciarlatano era la motivazione migliore per dar sfogo alla sua ansia da disperato.Vi lascio soli,hai mezz’ora,ragazzo, e dopo aver stretto le mani alla figlia rimase assorto per qualche istante come in un qualche pensiero inessenziale ma gravoso.L’uomo che avevano chiamato ragazzo guardò dolcemente la ragazza e le chiese il suo nome, le passò un foglio allungandole un pezzo di carbone che era su una sedia di legno e chiodi.La ragazza arrossì.Un’analfabeta, pensò l’uomo.E la ragazza(che come tutte le donne era un po’ intuitiva, per non dire parecchio)arrossì ancora di più.L’uomo aveva sete.Certo, pensò,potrei afferrare la brocca qui vicino, buttarmela addosso e poi chissà.Ma sarebbe stato un chissà molto limitato, e lo sapeva.”Ora ti racconto una storia, disse.”  Un cammello cucciolo dice al padre: -"Papà, a cosa servono le due gobbe che abbiamo sul dorso?" Il padre risponde: - "Vedi figliolo, quando andiamo in missione nel deserto, che camminiamo per giorni e giorni, noi cammelli non abbiamo bisogno né di bere né di mangiare. Immagazziniamo acqua e cibo nelle due gobbe e resistiamo a lungo senza bisogno di fermarci mai". - "Papà, e a cosa servono le sopracciglia così lunghe e folte che abbiamo?"
 - "Vedi figliolo, quando andiamo in missione nel deserto, che camminiamo per giorni e giorni, noi cammelli possiamo resistere anche in mezzo alle terribili tempeste di sabbia. Con le sopracciglia proteggiamo i nostri occhi e possiamo procedere nella tempesta ad occhi aperti". -"Papà, e invece a cosa servono i cuscinetti che abbiamo fra le dita degli zoccoli?"
 - "Vedi figliolo, quando andiamo in missione nel deserto, che camminiamo per giorni e giorni, noi cammelli possiamo camminare nella sabbia leggeri come libellule. Con i cuscinetti non permettiamo alle nostre zampe di affondare e possiamo procedere velocemente".
 - "Papà, e perché abbiamo la pelle così dura e resistente?"
 - "Vedi figliolo, quando andiamo in missione nel deserto, che camminiamo per giorni e giorni, noi cammelli possiamo camminare di giorno e di notte. Con la nostra pelle non permettiamo al sole di bruciarci e la notte rimaniamo al caldo".
 - "Va beh papà, ma allora che cosa ci facciamo allo zoo di Phoenix?"La ragazzina alzò gli occhi verso il cowboy e rise, poi quel riso finì ma rimase l’espressione sorridente sulla sua dentatura bianco perla.Il tempo scaduto e il padre entrò.”Com’è andata?”.Ma vide la figlia sorridente e, senza prestare alle parole del ragazzo-uomo la abbracciò.La figlia, naturalmente,non aveva ripreso a parlare, sorrideva e aveva gli occhi luminosi.Niente acqua, fece il padre, i patti sono patti.Solo quella brocca.ok? Nemmeno ragazzo, nemmeno.Il ragazzo-uomo che teneva alla pelle avvizzita dal sole, e puramente provvisoria, arrancò verso l’uscita.Mentre abbandonava il gruppo di capanne sentì un fischio.”Non a sud, ma a nord, bianco”.Tornò lentamente indietro e superata la discesa si incamminò verso le terre desolate del nord, come un suicida con una croce di ferro appesa al collo.La luce non tradiva mai da quelle parti, lo sapeva.Anche se non era ancora in grado di riconoscere i bagliori che preannunciano una fonte vergine.

7 apr 2012

Un po' una confessione e un po' no

Hai rinunciato a tutte le anfetamine, droghe pesanti e droghe leggere;hai rinunciato all’alcool e ai suoi fumi;hai rinunciato al sesso spinto,e pure a quello moderato;hai rinunciato al gioco d’azzardo,a credere nelle lotterie;hai rinunciato a un qualsiasi dio;hai rinunciato a credere nel tuo paese; hai rinunciato ai nuovi programmi dietetici; al potere salvifico dei centri commerciali; alle medicine; alla cura del cancro;alle parole dei medici e degli avvocati;ai cantanti rock;un giorno rinunciasti pure alle tue idee; e subito dopo avevi rinunciato ai tuoi ideali; nella classe politica di tutti gli stati del mondo avevi già rinunciato da un fracco di tempo, comunque sempre dopo aver rinunciato alla poesia;aver rinunciato alla possibilità di diventare un grande scrittore; non te n’eri accorto molto presto, ma rinunciasti pure a qualcosa d’essenziale cioè la voglia di morire ma, sia detto per inciso,rinunciasti pure agli antidepressivi che differenziavi in modo abbastanza netto dalla categoria dei medicinali, facendoli rientrare nella branca degli psicoterapeuti; hai rinunciato alla famiglia e a quel famoso viaggio in africa; hai rinunciato a chiederti cosa significa ogni nuvola, hai rinunciato a vomitare; hai rinunciato alla pigrizia, ma solo a parole, ma solo a parole, hai rinunciato al tuo pallore e alle proteste; hai rinunciato a scrivere versi in rima; hai rinunciato a credere in una cosa; una qualsiasi cosa; hai rinunciato ai testamenti olografi; hai rinunciato a rapinare una banca; hai rinunciato ad investire in titoli di stato; hai rinunciato a parlare chiaro; hai rinunciato ad andare a teatro; hai rinunciato ad addormentarti tardi; hai rinunciato ad addormentarti presto;hai rinunciato a mettere l’orecchiella in mezzo ai libri; hai rinunciato a sputare sugli anchorman televisivi, perché naturalmente hai rinunciato alla tv; hai rinunciato a masturbarti, ma solo dopo, naturalmente, aver rinunciato ai film porno; hai rinunciato a credere ai proverbi, hai rinunciato a spararti in bocca;hai rinunciato a credere nelle tette grosse, solo un po’ di tempo dopo aver rinunciato alle donne,ma comunque moltissimo tempo appresso ad aver rinunciato alle tette piccole; hai rinunciato alle puttane, hai rinunciato alle suore; hai rinunciato, hai rinunciato, hai rinunciato; hai rinunciato a capire l’equazione eccetera;e poi sei morto.

3 apr 2012

1 apr 2012

La strada

Che insegna

A distinguere tra superficialità e semplicità

Era ricoperta dalla nebbia e lattine di red bull

                                                               vuote