> il mondo perfetto: settembre 2011

21 set 2011

La morte di Schubert (1797-1828)

"ai protettori delle battone

lascio un impiego da ragioniere

perchè provetti nel loro mestiere

rendano edotta la popolazione

ad ogni fine di settimana

sopra la rendita di una puttana"

(de andrè "il testamento")



“se tu sei pecora rimani a casa con duemila euro al mese,

se tu invece vuoi ventimila euro al mese ti devi mettere sul campo

e ti devi vendere tua madre”

(una zoccola d’alto bordo)

e poi lo sfacelo sarà completo;

una troia in quel ministero.

c’è già?

ah,già;

io escort un attimo

a prendere un po’ d’aria pura:

non ho niente contro le zoccole,

ho parecchio contro le zoccole

che pontificano…

dovrei creare una sezione apposita

per le poesie sulle troie

ma la categoria “politiche” va bene,

forse le puttane povere sono qualcosa di più serio e sociologico,

anche Schubert morì per una prostituta- quello che wikipedia non diffonde-

“se tu sei racchia e fai schifo te ne devi stare a casa

perchè la bellezza è un valore che non tutti hanno e viene pagato

come-sic-la bravura di un medico, di...è così...è così...allora chi questo

non lo capisce...'ah,il ruolo della donna viene minimizzato'e vabbè e allora

stai a casa ma non mi rompere i coglioni" (terry de nicolo',mignotta)

non è hertha mueller, non è la szymborska, de beauvoir etc.

guardino bene  i giurati del nobel per la letteratura,

forse anche loro ogni tanto sono andati con peripatetiche,

magari parecchio costose,senza per questo nominare

la nigeriana conosciuta in crociera o la venezuelana

incontrata a saint tropez al premio più ambito…

ma il discorso si allarga, e forse non è un caso sparuto,

che con questo allargamento termini quest’orgasmica-o filosofica-

composizione/

segue filmato(marcusiano)

ah, dimenticavo:

se io avessi una figlia e andasse a troneggiare,

se io avessi una figlia e andasse a troieggiare

arcore,pin up mediaset o via francesco crispi a palermo,

non importa:

io la sgozzerei  all’istante

con queste stesse mani

che ora compongono questa lirica sublime.

e mentre la sua giugulare sputa sangue

io brucerei le banconote con sopra sailcazzochi(cosa);

il mio inverno sarebbe quindi riscaldato

dai denari che ella ha incautamente guadagnato;



La realtà della poesia

Tanta distinzione

tra realtà e poesia

tranne che per il poeta.

Tranne per il poeta affermato.

la scrittura (il momento della) rende tutti uguali

allora, e solo allora,

fuggiamo via dal mondo

e intorno ai fulmini si aprono le ali



Anni affollatissimi

A Bordighera

Fanno del loro meglio per essere felici

Altri lo sono davvero

Altri si sentono padreterni

Mentre certi “professori” scrivono cazzate

Sulle rivoluzioni e sui governi

Quelli in tiro che si sentono bellissimi

Ma fanno confusione nel distinguere

Tra le troie di strada e le modelle di intimissimi

Nel traffico sempre tentati dalla corsia d’emergenza

In questi anni affollatissimi

In cui importa solo guadagnare abbastanza

Per espatriare in un’altra nazione

Sperare nella clemenza della corte

Oppure ottenere una buona prescrizione

Gli avvocati arringano Montecitorio e Palazzo Madama

Con discorsi lunghissimi

Facendo coincidere le ministre della repubblica

Con le modelle di intimissimi

Tutti prostrati dal dolce far niente

In questi anni affollatissimi;

No,son sicuro, se ai razzisti della Lega

Altrimenti detti: merde

Quando starò per vomitarvi addosso

La vostra camicia non sarà più tanto verde

Fratelli extracomunitari,ok,venite pure, avanti i prossimi

Mentre sogno Borghezio pistato in una strada buia

Dal campione mondiale dei pesi massimi;

Intanto i preti cattolici leggono la bibbia

E nel sermone puntano il dito su aborti,eutanasia

E altri cattivissimi

Nelle pause del catechismo inculano i bambini

E firmano per la rimozione del cartellone

Con le fiche di intimissimi

Ci stanno dentro,loro, da duemila anni e passa

Dentro questi anni affollatissimi

Mentre il vecchio monologhista forse da lassù se la ride

I dirigenti di banche e grandi imprese si sono responsabilizzati

Nelle loro barche ora salgono anche i sottoproletari

Servono bene il salmone e i martini

I camerieri sfruttati son bravissimi

E poi si preleva dai fondi d’investimento

Per pagare gli aborti alle modelle di intimissimi

Un bisturi bello silenzioso perfino all’ottavo mese

In questi anni già affilatissimi

I borghesucci si lamentano e assaggiano, degustano vini

Nessuno li ha mai convinti, davanti a uno specchio

Di come usino troppo poco, per le loro lampade,

la benzina e i cerini

mentre il vecchio monologhista forse da lassù se la ride;

Qualcuno dice al settimo cancello

Ho visto una modella di intimissimi

Ma ormai è sera

I lettini si chiudono

Come un crepuscolo

Tra questi anni affollatissimi

Qualcuno dice al bar del Giambellino

Che lei compra solo indumenti intimissimi

Se alzo gli occhi posso vederlo ineffabile scuotere  la testa

Su questi anni affollatissimi



Note: il titolo è un omaggio ad “Anni affollati”, disco di Giorgio Gaber del 1981;

“Benzina e cerini” è una canzone di Gaber, così come “il bar del Giambellino”

È contenuto ne “la ballata del cerutti”, altra sua canzone, peraltro già citata anni fa

Dagli Articolo 31…

Bordighera è citata in “Ma pensa te”, altra canzone del maestro Gaber

E il monologhista che “forse se la ride da lassù”…

13 set 2011

Ombre impreviste

Ricordatevi di uccidere il profeta

preludio alle piogge del Nord

arriverà l'inverno

l'inverno delle conclusioni affrettate

ma è soltanto un prologo,un prologo inessenziale

                             ***

lampi di vento

lampi di luce

cadute di mani sul sagrato

rose di riso,fiori nel mentre

tutti

sanno devono sapere

con la sua corte,la sciamana è arrivata

il profeta per burla,poi per amore, l'ha sposata

nel buio le pietre

lanciano fiamme

lei ride

bella donna sdentata

è vero,proprio,è vero

è vero che lui l'ha sposata

si prendono per mano,

o forse sono catene.

un pomeriggio come un altro;

solamente una poesia di tanti anni fa...

andranno in viaggio di nozze a disneyland,

e lui le regalerà un apparecchio per i denti

allora... allora

lei la smetterà di ridere

e sorriderà,innocente

il collo appeso al gancio da macellaio

sarà quello dell'oste credulo

la locanda che brucia

il settimo mese

insegnamenti materni in riva al lago

che proietta ombre

                  impreviste

12 set 2011

Due o tre cose che so di lei

da riscrivere...

Comizi d'amore

E un film che ho rivisto dopo la godibilissima performance multitasking di N-Capace della Danco. In Comizi d'amore c'è tutto il miglior Pasolini e,anzi,è l'ultima sua opera che non cede agli intellettualismi,se si esclude Il Decameron,comunque testo letterario per antonomasia.La forma del documentario,presa e cercata senza inutili abbellimenti,al quale certo si presta come nessun'altra.Il sesso è un pretesto,scriverà,confessionalmente,anni dopo il Nostro.E davvero anche qui,sembra esserlo...Il sesso per gli italiani,in una serie di interviste su temi "caldi" del tempo(ma sono poi cambiati molto i tempi,quaggiù da noi?): divorzio,omosessualità e,per principiare,la domanda delle domande,posta a un nugolo di scugnizzi napoletani: come nascono i bambini ? Questo è il corpus ineffabile ed indispensabile,innocente e contraddittorio,di Comizi d'amore.Così Paso riesce a far si -e gli intervistati gli danno una copiosa mano- che il protagonista vero non sia l'argomento-come l'abc documentaristico richiederebbe-ma il primo piano(PP) o addirittura il primissimo-PPP- del bencapitato di turno.Questi volti,trasversali a tutte le classi sociali, spesso vivisezionano l'interrogativo posto-per ignoranza,egocentrismo o perfino reticenza-con l'intervistatore (Paso stesso) che ogni tanto si fa deus ex machina e cade nell'errore,veniale,di suggerire le risposte,senza peraltro influire sulla riuscita di questo (auto)ritratto italiano,nell'ennesima estate nostrana.Da anni si inneggia a un Micheal Moore ed i suoi epigoni,e si è un po' persa l'abitudine al docu sociale,in favore di quello politico,proprio ora che il dibattito pubblico è incancrenito sulle sue gambe (i partiti) storpie...Nel suo trattato di sociologia,spiccia e profonda al contempo,c'è (tutto) il Pierpaolo Pasolini beffardo e ficcante,quello degli affreschi antropologici incombenti.Già ((si) annunciava un conformismo che nulla avrebbe intaccato fino ad oggi,se non l'opera di qualche visionario.E forse non sarà un caso-o vogliamo comunque che non lo sia-che le iniziali del suo nome (PPP) coincidano con l'acronimo di Primissimo Piano.Per accompagnare nella Storia(se non altro, del Cinema):gli sciagurati e i parvenu, i sognatori e i borghesi; tutti con una riserva di ingenuità sempre più ridotta,appena un pò vanesi,illuminati dalla società-in costruzione-dei close-up e dei selfie.
riscritta il 15-4-2015

Comizi d'Amore

La recensione di N-Capace

8 set 2011

Una per tutte (o nessuna)

Da piccolina

Travasavi acqua di mare

Da un secchiello all’altro;

lo facevi con dedizione

e spirito leguleio-

un piccolo chimico coi suoi alambicchi

non avrebbe potuto far meglio;

ora non sei cambiata molto:

anni e anni sono passati,

ma si direbbe invano:

continui a trastullarti

con cose inutili:

ma tranquilla, non intendo certo mettere

in discussione la “vostra” vita:

quelle cose inutili

non sono certo panni ad asciugare

o nitore di piatti splendenti per sempre:

si, si…continui a trastullarti con cose inutili,

eccoli là i tuoi pensieri,

in fila come onde giocose.



4.9.11

Era l'Estate

Era l’estate di amy winehouse

Era l’estate piu’ corta,

come una leggenda di fuoco

era l’estate dei norvegesi

e di un killer difeso da un parlamentare italiano

in camicia verde

era l’estate in cui i ribelli liberarono tripoli

era l’estate in cui bruciarono londra, wallstreet e trigoria

era l’estate in cui la roma comperò

nego e borini

era l’estate in cui

la lazio vendette zarate

era l’estate in cui bruciai la televisione e i miei occhi

era l’estate in cui s. doveva pensare;

era l’estate in cui vidi Mergellina

e capii il significato

era l’estate in cui non capivamo il tempo,

era l’estate delle stanze a dieci euro

era l’estate in cui mi sembrava di aver pensato tutto

era l’estate dell’esilio e della disfatta

era l’estate in cui

abbandonai a pag.20

un libro di kundera

era l’estate in cui decisi di decidere

era l’estate in cui il mare era a due passi dal deserto,

il mondo un posto

in fondo troppo limitato

era l’estate

in cui la cosa importante

era rimanere vivi

e la seconda cosa importante era esserlo

era l’estate in cui le commesse delle librerie

sembravano tutte gentili

era l’estate della luce e dell’abbandono

era l’estate in cui s.antonio

smise di parlare ai pesci

era l’estate,una volta per tutte



(scritta in un giorno imprecisato tra la fine d’agosto e i primi di settembre)

Un pezzo di strada

Un pezzo di strada assieme

Soltanto mugugni

Da non capirci niente

Un pezzo di strada assieme

Bicchieri di neve

Preparazione degli inverrni sbagliati

Perfetta la notte, libera le ansie

Dolcemente il giorno

Un pezzo di strada

Nelle terre sconfinate

Dove essere sé stessi

Scarpe rosa a S.

Il mercato del nostro sudore

Il cammino è appena iniziato



28.8.11

Cesare Battisti è una merda (mentre)

Mentre

Cesare battisti

Se ne sta a passeggiare

Per le spiagge di rio

Non è mai bello

Vedere la merda

Sulla riva

E, per di più,

quando la poesia

ha un oggetto truce

non resta che guardarsi intorno;

e ripetere

le sue mani, incerte,

ora sono scheletri.

Ben lontane dalla plaia,

è solo un’eco:

l’esplosione della fine di una

fine dell’estate

mentre cesare battisti si ritaglia

(foto sorridente sul “corriere della sera”)

E l’odore si spande

Sputi in faccia

Alla giustizia brasiliana

Per non aver voluto,

sputi in faccia

alla canagliesca giustizia

italiana;

che ha lasciato

un criminale di merda,

libero di deambulare

e, questa volta,

conta poco se la

poesia non è riuscita

o è davvero

bruttissima

tutti sanno

(o devono sapere)

Nelle ore in cui le merde, ineffabili, galleggiano-

Solo un indizio:

cesare battisti è una merda

cesare battisti è una merda

cesare battisti è una merda

cesare battisti è una merda

cesare battisti è una merda

cesare battisti è una merda

niente copia e incolla

scritto e riscritto

la morte non prevede contemporaneità

cesare battisti è una merda.



27.8.11

Tutto questo e qualcos'altro,forse

Anche se ti arrapano

Le troie del grande fratello,

anche se non c’è nessuna mosca

sulle scarpe da ginnastica

della ragazza con gli occhi grigi

anche se soppesi con terna professionalità

culi in avvicinamento

e culi in allontanamento

anche se la città è illuminata a giorno

tutto questo e qualcos’altro,forse

non è dio, né malcom x

non è winona ryder o Johnny depp

anche se il pensiero “essenziale”

ti è sfuggito mentre pisciavi

anche se non hai la mano sudata

anche se hai notato le cose,

e come funzionano

anche se hai spento tutte le luci,

e cambiato la serratura

tutto questo e qualcos’altro forse

non è dio, né malcom x

non è carl lewis, o ken kesey

anche se quando ti fai una sega

pensi ancora a tua moglie

anche se sei consapevole

che i bikini bianchi

non passano mai di moda

anche se non troverai

l’infelicità in una caprese

anche se hai deciso di

inventarti un modo per non sudare

tutto questo e qualcos’altro forse

non è dio, né malcom x

non è don delillo o susie keysen

anche se hai giurato di non farlo più

anche se sai che farai la fine di tua madre(morta d’anoressia,

o bulimia, vai a capire)

anche se hai giurato che non eri tu

anche se non hai mai

detto “merda” ai tuoi capi

anche se la strada si è fatta dura(ma coscienziosa)

tutto questo e qualcos’altro, forse

non è dio né malcom x

non è il ramdan o il jet set

non è sergio endrigo o “yes, sir”

non è la zanzara, o la puttana

non è l’ingoio, o il vomito

non è l’incesto o l’eredità

non è il baccanale o il metal detector

non è uno o l’altro.

Non è la confusione o il vinile

Non è il gioco o la testa

Non sono le venditrici di granite o l’idea

Non è il figlio del diavolo

O un vecchio commilitone

Anche se ti illudi

Che scopare

Per caso

Sia la stessa cosa

Che scopare

Per “scelta”

Anche se, finito un giorno hai

Decibel e frasi da costruire

Ascolta.

Anche se

Hai studiato i pipponi merdosi si d’annunzio

E non le turbe di anne sexton

Non è dio, né malcom x

Non è la parola dimenticata o il silenzio di qui

Il promontorio cieco laggiù

Ti dice quanto felice saresti stato se…



19.8.11

Borderline

Così ti sei inventata

La vita

E un’invenzione

È necessità, o non è

Manco avessi scoperto

L’america

Chiedessi al cielo

Lo specchio ultimo

Delle tue infelicità

No, non si deve capire

(che è stato) solo un errore di percorso

Un macigno di parole

Alla fine della storia

Un motivo buono

Per la vendemmia

Hai deciso così

Un gesto(o una premonizione)

No, non si deve capire

(che) è mancata

Un’interurbana

Hai contato i gettoni

Hai rinunciato a i caffè

Andavi di fretta



17.8.11

Il falso poeta

Mi comporto da poeta senza esserlo

Un incrocio tra

Il sogno ed il presente inquieto

Tutti i frutti prelibati

Lasciati a marcire

Ma(non so):

se sono diventati putrescenti

perché ho sbagliato strada

o perché, semplicemente,

non c’erano mai stati



17.8.11

Nel vento infuocato,non credo

Piuttosto nei respiri,

nei calmi respiri,

nei calmi respiri

del tempo

giaciuto tra le parole

là c’è un suono,

senza saperlo

non credo nel vento infuocato, non credo

sigillo di anime vuote



17.8.11

Stelle,imporobabili stelle

Le stelle stanno per morire tutte quante

Pensavi, credevi

Fosse un’altra bugia

Il cielo ha mentito

Una tragedia finemente illusoria

Oh,si, le stelle

Stanno esagerando

Oh, si le stelle

Hanno dato nome a profili di storpi

E corpi bruciati.

c.l

sta sorridendo

sulle spiagge(della california)?

Si, davvero

Avevi creduto

Che fosse un errore

Di pronuncia.

Invece le stelle

Stanno morendo, ora e qui

La normalità

Dei duri segni della vita,

senza socchiudere le labbra

le stelle stanno facendo

un casino della malora

dondolando la testa

una canzone senza dedica

per lune distrutte e bruciate

una parola incrinata per lacrime pesanti

davvero avevi creduto che basti spalncare la bocca

per dire una bugia?



16.8.11

scritta di notte, ascoltando "happy ending di courtney love, la c.l che "sta sorridendo"

Gratis

La vita è gratis

Non paghi il dolore

Non paghi le lacrime

Non paghi l’avanguardia

Non paghi i pensieri sbagliati

Non paghi la frustrazione

Non paghi,non paghi, non paghi,

il creditore non fa solleciti

ma ha coperto tutti gli specchi



14.8.11

Solitudini

1

Cacciare il vento

Come nugoli di mosche impazzite

La tristezza della zanzara sola, sola, sola

Sangue appiccicoso

Su labbra microscopiche



2

Tu hai chiesto me:

e, allora, mi sono detto

ecco,questo è lo strano effetto

che fanno le solitudini

le domeniche senza speranza

la noia attaccata agli uteri come resina

residuo di vecchie gite

la mia sincerità

è stata una scelta

stare soli

è l’estrema conseguenza

qualcun altro traccerà la strada;

il sole è indifendibile



3

Si è gozzaniani,

ti ripeto,

per scelta e non per indola

si è vivi

perché(affinchè)

le illusioni non ci incutano troppo rispetto.



14.8.11

Come sei messo con l'abbronzatura

Teste spaccate nel plenilunio

Accette grondanti sangue

Deve per forza

Non si può fermare

È tutto così premuroso

È tutto così ben disposto

Diritti fatti valere,

valere per gioco

gole sgozzate

per legittima difesa

il distintivo brilla alto

qualcuno copre l’ombra dell’ombra,

nell’ombra le parole

si calcificano

come cani rabbiosi

le parole

si spendono

come cani rabbiosi

corrono nel vento

è tutto morto

e dopo è morta,

pure la libertà

una faccia di quelle

sono venuti a riconoscerla

prati verdi per i sogni degli innocenti

e sbirri promossi per direttissima



13.8.11

Tra la Svizzera e Lampedusa

Ora lui parte

Tutti i suoi soldi là

Non serve una faccia nuova

O una scusa

Non serve dire niente

A duemila kilometri

Da Lampedusa

Il topo ha una faccia che sembra petrolio

Il suo sudore si espande, calmo

Lui

Le scuse le ha esaurite tutte

Possono esistere,

pensò lo scrittore,

ma la comparazione

non prevede la presenza di cadaveri.

È qui che ti sbagli, replicò il filosofo

La messa al bando di cadaveri:

l’assenza di respiro

è una prosecuzione.

Tra dieci minuti sarebbero arrivati a ginevra

Che senso aveva tutto quello? Pensò lo scrittore

Per poi dire ad alta voce:

non ci ho capito un cazzo;

e questo è già capire,

scrisse su un biglietto da 50 il filosofo.



13.8.11

Cielo di Paese

La maggior parte delle persone

Fa una vita di merda

Ma sembra non rendersene conto

O non vuole rendersene conto?

Non alludo a quelli che

Vendono gli accendini

O il cocco sulle spiagge

Non alludo

A quelli la cui casa

È travolta dalle piogge

O dai terremoti

Ma a loro.

Non se ne rendono

Conto, conto, conto, conto

Questo cielo di paese

Li ha già resi immuni da tutto quello

Che io non ho mai nemmeno

Sfiorato di capire

Il loro contratto dice felicità

Dove il mio dice “ e,adesso”?

Sotto la luna

I venditori di accendini

Chiedono di

Essere lasciati morire in santa pace



13.8.11

Agosto

tutto sopravvive

tutti rimangono qui

i miei occhi vorrebbero deserti

tutti rimasti in città

il quartiere delle povere anime

dove sono gli artisti?

dove sono i poeti?

anime da cimitero

parlano e ridono

tra il dondolio dei piatti

gli sguardi che sanno solo guardare

le facce che sanno di borghesia

il centro del centro della borghesia

è qui a via ********

non fanno le vacanze

una città quartiere

dove gli intellettuali sono morti

se sto qui

sono come loro

non voglio esserlo

le mie mani non vogliono esserlo

perfino i miei capelli

il silenzio è una consolazione

la gente non parte qui

tanti altri quartieri già vuoti

la povertà colpisce duro

alla circoscrizione**

darei 100 euro per parlare con un'artista



scritta ai primi di agosto

Era l'estate [segue]

“Questa era l’estate prima degli assalti di massa alle ambasciate americane ad Islamabad e Tripoli,prima degli assassini di tecnici americani in Turchia,prima della Liberia, Le esecuzioni sulla spiaggia, le lapidazioni dei cadaveri, l’evacuazione del personale della Mainland Bank”

(don delillo, “i nomi”, pag.79)

 “oggi siete arrivati in tanti non si può fare altro che cercare di rimanere vivi.
Perciò devi cercare di restare vivo”

(“nato il 4 luglio”)

"Quel che mi tornò in mente però
mentre i colombacci supplicavano al bordo
di trenta acri spigolati
e respiravo a fondo il fresco
in un crepuscolare eldorado
di imponenti balle cilindriche
fu quel che disse Derek Hill
l’ultima volta che si sedette alla nostra tavola,
non riusciva più a sopportare la vista
del sole al tramonto
e chiese, per favore, d’essere messo
di spalle alla finestra”

 (seamus heaney, da “catena umana”)

7 set 2011

Versi da cassonetto n.2

Un niente di niente caduto per caso

un crimine per la procreazione

cantante senza la lingua

che hai fatto strada

ma non hai fatto scuola

un'idea particolaredi scrittura

 per invigliacchirsi

l'america

mentre il vinile fa il suo porco giro

mi appare già così moderna

falò in giardino dei dischi trash

in assenza di vento

per chi segue il vento dei mediocri

un fans club diroccato

dove si insegna il galateo

cd vuol dire. come detto

odore di deja vu e nuvole cool.  



primi d'agosto, da qualche parte, in rete.