> il mondo perfetto: febbraio 2011

28 feb 2011

Annie Girardot,niente da nascondere (nello sguardo)

Si e' parlato in modo distratto e polemico, come spesso

accade in italia della scuola pubblica. in realta', fatte

le dovute eccezioni, quello che manca nel nostro paese

e' una cultura della memoria, meglio: una memoria della

cultura. le giovani generazioni hanno probabilmente dimenticato

capolavori indiscussi  dell'arte di ogni tempo.

cosi' la notizia della morte di annie girardot ha probabilmente

trovato impreparate le giovani generazioni(intendendo coloro,

grosso modo, che hanno tra i 14 e i 30 anni) e certamente anche

numerosi ignorantelli "over".

annie girardot ha interpretato decine e decine di film ma, come

sovente accade,oltre ad alcuni bei film (a conclusione del post

la sua filmografia) un solo e grandissimo capolavoro: rocco e i suoi

fratelli, di luchino visconti del 1960.mentre scrivo il post "ascolto"

la scena che poi mettero' in epigrafe al post.che dimostra, non solo

la grandezza di due interpreti(con la girardot c'e' delon, nella sua

migliore performance cinematografica) ma l'incontro tra teatro puro

e post- neorealismo.le giovani eccetera magari non sanno nemmeno

che il film citato ebbe dei problemi di censura per il finale in cui

l'immenso renato salvatori pugnala la sua ex, annie girardot, per

l'appunto, e anche compagna nella vita.sguardo sfuggente, bellezza

evidente ma non eccessiva, quasi da passare inosservata(in degli anni

in cui le attrici piu' famose si chiamavano marylin, sophia, brigitte, audrey,

gina,ava- nonostante la diseducazione del modello televisivo i cognomi

non servono-e il cinema faceva ancora il suo dovere: far sognare, certo ma-

soprattutto creare realta' alternative, allora si raccontava il reale, anche

il piu' astruso,con il cinema e non il cinema con il reale.

mi autocito, dal post 145 (in editoriali pirata)

"e poi c'e' lui.

lui e' rocco.

rocco e i suoi fratelli.

gli emigranti

che non fanno la rivoluzione.

ma tirano di boxe.

vale piu'

la guancia di delon

affranta sul sacco

che il ballo finale del gattopardo".

oggi, certamente, non e' escluso che interpretazioni del

genere possano ancora sussiastere nel vacillante mondo

della celluloide tossicchiante del cinema europeo(per le

filmografie a stelle e strisce e' un discorso piu' complesso).

grandi interpreti calati in produzioni regali, quando si andava

al cinema potendo scegliere tra antonioni, fellini, bergman,visconti,

hitchcock(sopravvalutato, tra l'altro), l'ineguagliabile godard e

il pigro truffaut. il tg di la 7- finora l'unico guardabile- nemmeno

ti ricorda, annie.ma - da un certo punto di vista e' giusto che

il tubo catodico dimentichi la pellicola.

le scimmie sono altre.





Il circo sta bruciando

Il circo sta bruciando

il viso del clown di profilo

l'equilibrista cadra' sul filo

le cavallerizze verso

la strada dei teschi

la donna cannone indirizza

tutta la sua attenzione

verso il nano malefico

la risata dei suicidi

risuona nella vuota platea

la merda dei cavalli

chiusa per sempre

nelle arnie segrete del mondo

i trapezisti rideranno

con la luna in faccia

e la vita di traverso

qualcuno grida come?

il domatore di tigri sta sonnecchiando

il circo sta bruciando il circo sta bruciando

la parrucca del clown

assomiglia alla sua anima

una pistola alla tempia e tutto

sara' finito

si balla nel silenzio

le scimmie ridono con

cognizione di causa

biancaneve capitata li' per caso

saluta il tendone

l'impresario fugge con la valigia in mano

il mago e i suoi colombi

proteggono l'aurora

qualcuno chiede al clown

il come e il quando

il circo sta bruciando

il circo sta bruciando

gli indiani "impresentabili"

parlano tra di loro

trota dormiente si accovaccia

e strappa da quei pugni uno zippo d'oro

il corpo del clown,

e sopra c'e' un lenzuolo



27 feb 2011

Il rimorso dei morti e l'incanto dei vivi

Dietro agli orti c'e' ancora dei gerani

l'estivo e sacro profumo

puoi prenderli tra le tue piccole mani

e tenerne un incantevole grumo

e se volti la testa oltre il confine

c'e' una voce, ma e' solo di nessuno

non pensare sia l'inizio e nemmeno la fine

perche' ti guidera' l'odore del fumo

arriva fino a baracche e regioni di la'

dove tutti hanno ancora il cuore sano

scendendo all'interno dei propri chissa'

lungo la strada che cinge il vulcano

potrai sapere che ogni finalmente

nasconde un pezzo di pezzi di futuro

non sorride, ma fa altro, la mente

e' solo un buco scolpito nel muro

lo sorpassi nel vento con lo stesso viso

di quando sospiri attonita "lo giuro"

seguirai l'ultimo petalo di fiordaliso

e delle case vedrai il colore gia' oscuro

dentro rumori taciti come di affanni giulivi

qualcuno guarda il soffitto oppure truffaut

il rimorso dei morti e l'incanto dei vivi

la luce densa del'incendio di fetidi bistrot

arriva come un pugno sulle orecchie

e gli odori fanno il paio con le stelle

parlano, per sentito dire, di roghi, le vecchie

quando bruciavano ma erano cosi' belle

ne senti solo le voci dalle loro catapecchie

presto arriveranno i soldati e le barelle

ma tu vedi solo il secchio della ghiacciaia

che illumina tutte le notti da illuminare

la vita stessa ,per conto suo, fa la bambinaia

almeno fin dove si spinge il riflesso del mare

e mentre siedi muta su un vecchio pallone bucato

fino a che il sole non sia piu un amico vigliacco

con l'aria di chi ha appena gabbato un avvocato

tenendo le puttanate del cielo sotto scacco

26 feb 2011

Farfalla per forza

ha detto ora

e doveva essere per forza

la voce di dio

e chiamava forte

pero' non si vedevano gli occhi

e lo diceva

non era un errore

era un nome

proprio simile al mio

che dovevo restare farfalla per forza

si teneva le mani

prima delle convulsioni

e quando rideva sbavava

e quando non sbavava

si gettava a terra

e lo diceva proprio chiaro

visto che i bar sono chiusi

e i crepuscoli arrivano solo alle sette meno dieci


dovevo restare farfalla per forza

si dice che sia un lavoro

davvero troppo duro

pisciare controvento

addosso a qualche muro

Colpa tua se non credi (in Godard)

Dio decide per noi

non deve dipiascergli troppo

e' sempre bello decidere noi

e lasciare gli altri

a bocca aperta a guardare

dio decide per chi e'

e per chi non e'

dio si e' inghiottito

la dose persa delle sue stesse cazzate

dio, era un dio,

pero' elettrico

un po' di congestioni

e un gesto tanto per dire

"si fa, cosi'"

Streghe

Lascia la strega

il suo incongruo passo

azzoppato

e la cadrega

mentre tira il naso all'insu'

lascia piano

poca gente intorno

deve ora

ma non e' l'inferno

lascia ancora

per le scope che c'e' gia'

ruga antica

ma non morira'

non tremore ma

sempre al rogo sola

nessuno vuol bruciarsi

per un fuoco che nasce

un altro e' gia cenere

sempre sola (gia')

nessuno vuol bruciarsi

gli zii di paperino

rivendono il tuo corpo



Omicidio B.

Sangue sul vestito

e poi

questo e' un omicidio

ma non siamo noi

plagiamo nei letti di motel

la nostra playlist di eroi

(da un'idea dei lontani anni '90)


Lime nere

Le iene attaccano

le iene scalpitano

le iene sull'imene

perbene, perbene

inarcano le loro schiene

e' un modo strano

quello in cui

si tiene l'amore

le iene

l' imene

dei delitti e delle pene

Nitrito contrito

La figlia della cavalla

si diverte di piu'

perche'

lei,invece,

e' intenta a sistemare il giardino

a coprirsi  le rughe

a dire:

e' meglio di no, e' meglio di si

cloppete cloppete

mi piace scrivere cose



che posso capire

soltanto io

la corda

e la polvere

(ma questo soltanto

piu' tardi...)

Incontro in salita, 26.02

Chi ti ha visto

qui

chi ti ha visto

dall'altra parte del fiume

con le tette

piene di carne

come fossero

rigurgiti di vita

i tuoi occhi biondi

le tue vallate concupiscenti

adesso, adesso

e' venuta l'ora di capire

ma quando mi giro

per guardarti il culo

stai gia' sparendo


La fine

La vita e' come

un film porno:

si sa gia' come va a finire


25 feb 2011

Ciuingam

Lontano ti vedo

stai camminando

ma conoscendoti

potresti anche fare finta

cosi' lasci il tuo senso

preferito

a ritemprarsi

davanti a una fontanella

sei di parola

perche' quando ti volti

vedo gia' che sei struccata

e hai l'aspetto di chi

e' li', e' li'

proprio per riuscire a dimenticarsi qualcosa

le navi, e tu hai l'aria di saperlo,

partono in ritardo

e tu sai che presto

il mare ci seppellira'

cosi'esci dal negozio

e sembri alice nel paese delle meraviglie

quando ti dico

che io odio i canditi

per un attimo

sembriamo capirci

le navi, e tu hai l'aria di trovarlo divertente,

hanno sempre una stiva

che i piu' prudenti chiamano morte

e i piu' coraggiosi minaccia

pero' se ti fermi un attimo

io ti tendo la mano

e continuiamo all'unisono

a masticare il nostro chewingum

lasciamo un po' di deserto

nei nostri cuori deserti

e ci balocchiamo con l'istituzione subdola

della nostra vita

abbiamo per aria il nostro candido cervello

sparpagliato

la congettura che dicevi

sta volando

e io la inseguo

cosi' riprendo la tua sparizione

per un antica religione

e mentre ti ingolfi e ti perdi

in un sacco di noccioline

io ti getto a terra la mia fanzine preferita

e, ardimentosa, tu vai a scorrere

nel naso di quell'antipatico

tutto il tuo naso perfetto

per un attimo gia' sai

e la gomma

finisce per terra

disadorna da cieli intensi

ho l'ombrello nello zainetto,

penso

e faccio anche in tempo a pensare

che oggi sono qui

non mi e' mai sembrato cosi' poco un problem

Clandestino non esiste,il destino si

Arrivato da terre vicine

arrivato da terre lontane

con un pezzo di pane

e tanta paura

noi, noi, e noi

non troviamo di meglio

che accoglierlo con il termine clandestino

che ci rende la vita piu' facile

come a dire: non e' uno di noi

come a dire:distanziamoci dal problema

siamo fermi a guardarlo negli occhi

senza conoscerlo neanche un po'

stiamo- comodi davanti ai nostri televisori-

stiamo- comodi ospiti di televisioni populistiche-

il suo unico pregio, dicono le nostre mani,

e' fornire un argomento al nostro razzismo

il suo unico diniego

e' quel lento gesto con la testa che ci dice

che tutto e' possibile e che ogni cosa

tornera' a suo posto

lui ci sorride come un fratello

noi sappiamo solo

occuparci della paura,

e' lei che, tristemente, e deferentemente

                                       accogliamo

lui e' molto piu' in la'

e lascia la terra natale

senza nemmeno, pover'uomo,

chiamarsi ortis

ma, spesso, sapendo di lettere

molto piu' di noi

eroi di cartapesta

che ci inseguiamo

nel covo della nostra crassa demagogia

eccolo! e' arrivato!

e ci pare cosi' complicato non considerarlo

un problema

mentre il nerboruto addetto alla sicurezza

fa valere le leggi speciali

non sa, questo non sa,

che lui ha negli occhi il coraggio

di non lasciarsi bruciare, e credere

molto piu' di noi

all'assurda parola che dicono si scriva

felicita'

Leopardi nella notte

Leopardi forse

non ha mai scritto romanzi

perche' non aveva nulla da raccontare

ha scritto solo poesie

perche' aveva molto da dire

ma nulla da raccontare

24 feb 2011

Quando la primavera

Quando la primavera

giunge non e' mai inaspettata

nelle torbide acque

dietro la ciminiera

tu lasciasti scorrere il tuo corpo

ti seguivo con lo sguardo e le lacrime

agli occhi

un'altra volta eri tu

a raccontarmi un tuo incubo

io mi facevo il te

e scrivevo poesie d'amore

e mentre cadeva la tazza tu

spalancasti una bocca piena di vocali

L'amore è una cattiva abitudine

Non dirmi che e' solo una strana inquietudine

asserisci,cattivella, che l'amore sia

una cattiva abitudine

la ruggine dei cuori si spande

e quando vedo urla che gridano al vento

il mio cammino diventa essenziale

e la luce ripone i suoi oggetti,

li incastona

l'amore, cosi', risalta puro puro

come un diamante grezzo

ed e' talmente puro e vero

da non avere prezzo

Dentro l'amore

Per ora per sempre

non succede altro

che il tuo sguardo altro

stai male ma so

che l'amore ti redarguisce

stai male pero'

vedo che stai camminando

tra gli alberi rosa

le foglie tramutano i loro

                                 pensieri

senza tacitarne nemmeno uno

qualcosa si perde

scivola il tuo sorriso

voglio vivere con te

le nostre vecchiaie limpide

sacramentano il sole

ci spostiamo in massa

nella nostra beata illusione d'amore

23 feb 2011

La riunione

Vi aspetto

ti aspetto

ognuno cerca di convincere l'altro

sento le vostre voci discordi

ma e' un'irrisolta lagna

comunque, per la cronaca,

ho solo voglia di una bella crostata di pere

mi sembri adatta

ma sei troppo spigolosa

sarebbe giusto definirti, tra l'altro, golosa

non interverro'

interverro'

risatine soffocate

lasciamene un pezzo, ben in vista

mangiare con la bocca piena

non si puo'

mangiare con le palle piene,

si deve

Un'altra storia

Splendono le risalite

ombelico scoperto

su occhi di ghiaccio

seni fluttuanti

che chiedono asilo politico

come profughi nella nebbia

i boxer calati

nemmeno un'estate giunge

e le discese finiscono a casa

dove mi accompagna il crepuscolo

e prendono scorciatoie

20 feb 2011

Pranzo (frammento)

Entrino,entrino

i fumosi camerieri!

un centrino bianco

ricamato con dovizia di particolari

ora,infine,

disposta e' la tavola

c'e' una tovaglia rossa

con grandi posate drgento

e la luce del giorno

le relega allo splendore

sembrano distinguersi

le figure delle portate

e di future digestioni

Circuito Nascar

Abbiamo bisogno

tutti tutti tutti

di una paranoia

mentre il silenzio si fa

assordante

la casa risuona di vecchie

notizie fumose

la paranoia

arriva puntuale

ora che io so gestirla

e' quasi un'amica

di vecchia data

la paranoia e' una pista del circuito nascar;

e io sono dale earnhardt

Gordon Gekko è al Governo

Gordon gekko e' al governo

l'impiegato del catasto e' all'opposizione

la gente che cammina per le strade

e' apparentemente serena

il listino dei fondi d'investimento

invece che le cartoline nell'amore

compiliamo la nostra disfatta

scendendo le scale

intimamente

alcuni sono convinti

che il governo li protegga

altri stanno a girarsi i pollici

Memorie e veridiche (II)

Dovrei proprio dire

che la vita si e' assopita

allora, quando le ho gettato

un bicchiere di martini in faccia

lei ha reagito

e io ho pianto

perche' capivo

che si doveva ricominciare

le gambe, benedette, erano la'

e i pensieri si nutrivano, onnivori

ok,andavano, al ritmo del mio non destino

tutto e' scritto da noi

e, di passaggio, puoi trovarlo scritto

sui muri

cosi' facevano quando non c'erano

carte e terminali

ho il tempo in tasca,

o e' solo sabbia?

porco cazzo, e' proprio cenere



Memorie veridiche

lascio cadere le ipotesi

questo, solo questo, puo' fare

un portiere d'albergo

lascio riposare

ogni cosa

affinche' il giorno cada puntuale

guardarsi dai cani e sorvegliare

le schiene dei facchini
Le ossa piene di rimpianti

io so che non e' l'albergo che pensavo

comode stanze e bicchieri di veleno dolce

pero' la cosa piu' tetra

e' che qua non si vede anima viva

dovrei riprendere a scrivere le poesie

che scrivevo da bambino

e metterle nelle tasche di facce crudeli

e occhi sornioni

e se, mio malgrado, nonostante i ripetuti

esercizi di stile, non avessi perduto quell'ingenuita'?

e questo mi fa un po' paura

Meglio nascondersi (o vivere ?)

Tutto sapevo di te

tranne che mentivi

e mentivi a me

tutto sapevo

tranne chi eri

e chi ero io

d'ora in poi

meglio nascondersi(o vivere?)

non e' dato sapere

ti lascio a tacere

il sonno occlude le pareti di legno

le teste pensanti sbattono su

tamburi di sangue

l'incubo, dovrebbe,inteso come semplicita'

la regola

perche' io lo so

la regola

e non spariro'

tranne che mentivi

allora mi fermero'

per dirmi che non so per niente

se e' meglio nascondersi, o vivere

o forse lo so troppo bene

la regola e' di camminare per la propria

strada

ma questa regola e' cominciata

a non piacermi piu'

come fare

la citta' si e' ingrandita a dismisura

e' piena la misura

avrei dovuto

scordare la foto e l'identita'

occuparmi meno di me

ho lasciato a casa la voglia di comprender

19 feb 2011

Doccia

c'e' sempre una doccia

nei film dell'orrore

che orrore fare una doccia

fredda

fredda

fredda

Gli anni vengono sporcati dal tempo

Hai la bocca

sporca di marmellata

peccato sia finita

questa puntata

dei cartoni in tivvu'

ti guardi l'uomo tigre

e guardi l'orologio a cucu'

con sopra gli scarponi

devi andare in cameretta

e fare le sottrazioni

2+2=5  non fa mai,

ma un giorno capirai

ma un giorno capirai

hai la bocca sporca di rossetto

a sedici anni e' un bell'effetto

guardarti allo specchio

che non si e' ancora rotto

e guardi l'orologio

che son gia' le 7

ti metti il tacco 7,

di meno non si puo'

hai la bocca

piena di parole

tua figlia non capisce

o fa finta di non capire

tuo figlio sa gia' tutto

ma non sa se vivere o morire

hai  tutte queste parole

l'urgenza della prole

che per la sua strada va

dentro un'anima 44 scruti, e sai,

che 2+2=5

o, perlomeno, 4 al netto dei tuoi guai

dicono che quaggiu'

ci sia da sempre

un cimitero grande

nessuno sapra' se poi

l'anima cade o si espande

comunque passeggi

e guardi l'orologio del tempo

e lo riguardi

meglio abituarsi

che non si sa mai

ma le lapidi ti annoiano

sembrano solo vuote felci

che ti ingoiano

cosi', senza fretta,

rientri nella tua

sempre piu' angusta cameretta

c'e' solo lo spazio per capire

che non sempre la rima serve

e un quadernuccio tutto tuo

                        per le frazioni

Porno Bombe (Nagasaky)

Gli orecchini

da troia

che ti dondolano

mentre la contraerea

sorvola la citta'

e' una citta' in guerra

oppure sei tu

sei tu che stai sognando, e male

il mio gomito

si e' inteso male

con lo stipite di porte bianche

dovresti proprio levarteli

vedo che non lo fai

e' una citta' in guerra

se fosse una poesia

d'amore "del cazzo"

direi che ora

la contraerea fa

il silenzio che deve

di fronte alla tua belta'

invece in-vece

siccome e' una poesia

d'amore del cazzo

la contraerea

continua a fare il suo

domani saremo due cadaveri

ma intanto tappiamo i buchi

e sporchiamo per benino

le lenzuola

Il mio nemico

Odia il nemico

ama il nemico

digli cosa e che

oppure stai zitto

seduto al baretto

infilando tra le fauci un tramezzino

non sto pensando al gusto del tonno

ma

odio-cosa vuol dire?

il mio nemico

o perlomeno

impediscili il passaggio

alla frontiera

e se il mio nemico, fosse la vita?


18 feb 2011

Madre

Gradualmente le nuvole

si spostano dall'orizzonte

e io vedo te, madre eterna,

l'amore che serbo

deve per forza entrarci tutto nel mio cuore,

invece, c.,madre mia

ho il timore che tanto sia il dono

che esce da te

e qualcosa rimane all'esterno

sono i silenzi,sono le incomprensioni

sono le illusioni di viaggi mai fatti o gia' fatti

guardando il tuo viso

e' te che vedo

non ci sono nuvole ne' orizzonti,

non ci sono nuvole ne' orizzonti

devi ricordarti un pensiero profondo,

devi ricordarmi di ricordare

ogni ora infligge la sua ora al per sempre

17 feb 2011

Servizio in camera

Il vecchio pervertito

accende la tivvu'

usa i tumulti in libia

per ritardare

la sua eiaculazione

quando esce dalla camera

lascia la cameriera

alle sue lacrime, dolcissime

Biancheria sporca in uffici ipocriti

Continuero'

ad essere me' stesso

anche se

altri cento cazzotti

dovessero

uccidere i miei zigomi

aspettando la liquidazione

e' stato inevitabile

andare via

la noia di allora,

apensarci,

rende piacevole

la noia di adesso

il rumore del cartellino

i falliti stipendiati

i vigliacchi

sono un uomo

non sono un vigliacco

la mia voce

vi lascia un secchio

riempitelo con tanta mediocrita'

dove sta scritto che bisogna essere

uguali agli altri

pero' ad essere diversi

si soffre tanto

e, allora, tanto?

gli occhi stupidi degli altri

sono la cosa che mi da piu' fastidio

io non sono un pc

ne' un contratto a tempo indeterminato

io sono differentemente migliore

Suicida d'amore

Quello che non vedo

pero' lo vedi tu

quello che non sento

forse ora puoi sentirlo tu

quello che , quello "come"

non e' un file che credevo appropriato

era come nascosto laggiu'

e io lo spolveravo troppo spesso

c'era un ponte

alla fine della ferrovia, devo dirti altro?

quello che pensavo

era solo un pensiero tra mille

tu hai detto

no, un pensiero tra un milione

e io arrancavo sotto il peso

dei giorni infelici

leggevo beckett, ascoltavo boh

e intanto l'occhio e la pupilla sembravano

la mia lucida nemesi

c'era, una volta, un ponte

alla fine della ferrovia, devo dirti altro

cosi' sentendo i treni fischiare

vedevo profili combattere

sembrava un pezzo di indisposizione

e qualcuno suonava la chitarra

era accordata male, pensai,

e mi misi d'accordo

per restare la' un altro po'

ci doveva essere un ritrovo

di gente perbene

proprio dall'altra parte della ferrovia

e non c'erano nuvole alte

cosi', mi dissi, questa canzone

la cantero'

sotto il ponte dietro la ferrovia,

devo dirti altro?

Graffi

Mi sono liberato della mia pazzia

e dalla mia saggezza

raccontare quello che gli altri poeti

non fanno

i discorsi tra camionisti

i ripensamenti dei suicidi

il momento in cui le troie si puliscono

il viso dallo sperma

le mani sporche di merda di idraulici e buttafuori

il caldo fa sudare i cazzi, non solo le ascelle

l'ipocrisia e le bugie

hanno preso un pezzo bello grosso

delle nostre carni madide

i lividi e quello che non si puo' dire

la vita interiore di manager e barboni

la propensione al posto fisso del signor ratzinger

un contratto a tempo indeterminatissimo

e, ancora:

cosa succede alle ragazze violentate

dopo che non abortiscono

come parlano i papaveri

quando la telecamera e' spenta

il giorno in cui le zoccole vanno a trovare le nonne

il momento in cui hai voglia di cagare

ma sei dentro ad un cimitero

o una riunione di lavoro

l'esatta durata delle notti

i borbottii dei malati

l'ultima scopata di infartati e sieropositivi

la mia fantasia, a volte, mi sorreggera'

a volte sara' la mia anima

a volte il cazzo e, qualche volta, l'esperienza

come giunge l'estate

come piove in primavera

l'autunno transitorio

l'inverno senza denti

certe attrici porno entrano nella parte

mentre le loro vecchie madri

infornano leste le loro torte al caffe'

16 feb 2011

Odi scritte in cessi d'hotel (copertina)

                                                            ODI SCRITTE IN CESSI D'HOTEL

                                                                             (2011)



                                

14 feb 2011

Pestaggio

Aggressioni, forse lesioni

il bagno e' un bagno pubblico

forse incustodito

non e' colpa

di nessuno

ma la bambina, dicono

assomigliava a un bambino

dai modi effeminati

esce cosi'

cattivo cattivo

il sangue sangue

le stelle dei tappeti rossi

non saranno mai cosi' rosse

arrivano in cinque,forse sei

o magari e' uno

lezioni private(le chiamano)

lezioni private(avrai bisogno di)

la signora sta per dire qualcosa

o e' solo la mia ricostruzione fantasiosa

la fragilita' di questi cessi del minnesota

e' che avrebbero bisogno

di una bella passata di vernice

-intanto loro

i cinque -i sei

stanno pestando e scalciando

si dileguano veloci

lasciandoti a terra, a sanguinare

qualcosa da ricordare in seguito

Un altro posto

Crisi di identita'

riflessioni di visi

scambiati per fiocchi di esistenza

libro di filosofia

perso nel bicchiere

macchie di caffe'

zucchero sulla faccia

i bordi rossi del metodo

dal tibet(buddha)

ad hollywood(f.r)

consapevoli notizie

uccidono il mio cuore

pero' continuo a camminare

come uno zombie

il coniglio

da qualcuno degustato

un tempo(infinito) era stato

un pezzo di gioventu' sfibrante

il collare dei pensieri

si chiede chi e' (ora)

il tizio della foto(ira)

devo cominciare

il conto alla rovescia

sacra pasqua di resurrezione

profili sanguinanti

i vecchi non sono tali

e' che portano male

la loro eta' balorda

Necrofilia di un pensiero

Partita come la thurman in kill bill

ma non con lo stesso vestito

negli occhi

dolcemente credere alla dolcezza

e, se spostava la testa verso sinistra,

io sapevo

esserle untic

un  motu proprio

fatto di cadenze ottocentesche

le sue mani di velluto

ordinavano cappuccino e caffe’ macchiati

Durex lex

Anche se brilli non disdegniamo l'idea

di venire in culo alla ferilli

dopo aver assaggiato marmellata di mirtilli

alziamo i nostri vessilli

aitanti come grilli

coloriamo i nostri giacigli

adesso ci sentiamo come nulli

svuotate per benino degustiamo fusilli

 e' il pene moscio che dice e' ora che ti rifocilli

ciondolando coi cazzi come spilli

siamo gli eredi di schizzi e zampilli

speciale quark ricci contro mandrilli

le loro mammelle tra i notri gingilli

e, al tuo cazzo, poeta, digli,

che, con un durex dentro mai cosi' tranquilli

13 feb 2011

Rete di salvataggio per cadaveri lacustri

Senza troppo indugiare, il fiume,

si legava ai pensieri nascosti della mia infanzia

pero' aveva onde piu' regolari, notai, e questo mi spavento'

e tutto si ritorceva contro e il modo di parlare

non si scusava delle immagini corrispondenti

perche' tutto coincideva

vedevo la bellezza delle parole finire

in latrine insozzate da nuove periferie

voglio esserlo, snob, pensavo

ma non riuscivo ad assumerne la forza

mentre la corda della mia vanita' stringeva ancora

piu' forte

doveva certo fare la sua parte

e distogliermi da ogni cosa esistita o da esistere

naufragi e iniezioni di fantasmi

il fiume, ridevo, porta i cadaveri in un altro mondo

allora mi alzai, solo per gridare un secondo,

che le rocce gli avrebbero sfracellati prima;

pero' i pesci sembravano divertirsi un mondo

erano come gatti

i gatti che presto gli avrebbero uccisi

tutto bene, pensavo, quaggiu', a patto

di non essere un pesce volante

e cosi' mi compiacevo dei miei consigli e della mia stolida

scialuppa di salvataggio chiamata...

chiamata, come tutte loro

Il principio di ogni illusione

Prendendo in prestito

il meglio delle mie illusioni

lasciando un po' per strada le mie allucinazioni

fatte di carne viva e pensiero incoerente

decisi di tagliare a meta' le mie poesie

davvero, mi dicevo, sono cosi' astruse e leggiadre, al tempo

cosa succederebbe se passassi un anno a nuova delhi

o in un qualche deserto nordafricano

doveva esserci qualcosa

che non mi convinceva troppo

perche' sapevo che ogni cosa

era solo la danza immonda di quello che

decidevo di pensare

l'ultimo strizzacervelli prese la pistola

e decise di fare a pezzi l'opera omnia del signor zinnemann

cosi' lo schiaffaeggiai

per un poco trovai la cosa divertente

ma non c'era molto da allietarsi

cosi' scesi le scale

tambureggiando sulle mani

e per un attimo il mio freddo divenne

una parte considerevole dell'inverno

cosi', per caso, mentre gli altri erano a dormire.

io contavo le code dei serpenti e mi lasciavo andare

a sereni pensieri smodati

comunque interessante cavalcare in praterie fumose

e chiusi gli occhi

la mia preghiera, inascoltata, di sognare l'india del '74

mi fu rigettata come un vento querulo

pero' era un po' di stupore, vedendo i callosi segni

sulle mani

e la linea della vita straripata nel gange

Cowboy n.11

Per qualche oscuro motivo

lei parlava in un linguaggio forbito e insincero

io non parlavo affatto

e avevo un modo tutto mio

di farmi intendere

dovevo scrivere almeno cinquanta sonetti al di'

per sentirmi bene

c'e uno strano tipo, dissi allo specchio,

e quello mi disse terra bruciata, terra bruciata

io, che mi ero preparato un bel discorso

ora avevo solo gesti, e certo un cuore capace

sarebbe stato bello, mi dicevo,

che i miei stivali alzassero un po' di polvere

sarebbe stato bello che la notte mi naufragasse

il suo delegittimatorio pensiero

e io avrei avutole mani bagnate di sangue

e certo specchi rotti sotto la sabbia

La fiera delle arance

Portavo le arance alla fiera

e percio' mi imposi un fare finto accigliato

e lasciai a casa il rimario

era il caso di bere dalla bottiglia,

ma con dovizia e fiera concupiscenza

nessuno poteva impedire

che quella diventasse la mia strada preferita

nessuno poteva ragguagliarmi sulle armi da usare

avevo le tasche fintamente bucate

mi potevo reggere su due gambe,

e di questi tempi non mi sembrava troppo poco

ogni volta che ridevo per un errore

era un po' piu' buio, e sera

ogni volta che ridevo per un errore

era un po' piu' buio, e sera

nascosi un pezzo di buccia nella mia tasca preferita

valeva la pena di nascondere le occhiaie

non mi fidavo troppo della luna impagliata

e del servizio cittadino dei lampioni

cosi' portavo un cappuccio

pero' dovevo pensarci sempre

come una condanna fatta con il mio nome

e le mie vecchie e patetiche scuse

le vigliaccherie di una vita

i ritorni

ogni pensiero allungava la strada

io ero quello che porta alla fiera le arance

io ero quello che desiderava consumare

le scarpe

dormii all'addiaccio

e chiusi gli occhi con le mie buccie

i coyote ullulavano

al risvglio feci colazione ad un equivoco caffe'

portavano espressamente tra le mie mani

un calore incidentale e beatificatorio

pagai con le mie arance

e uscii sbattendo la porta, scusandomi

i coyote ullulavano

il mio ricordo, dissi ad un vecchio senza barba,

il mio ricordo, portero' alla fiera

tu non hai ricordi,. mi disse, quasi ridendo

e mi regalo' le sue arance

sentivo i piedi sanguinare

e dovevo ricordarmi di seguire le impronte della gente

del posto

almeno per un po'

Le mie colpe

Avevo capito le mie colpe

e presa un'ascia mi dissi che

anche per quell'eventualita' c'era un proverbio

il pigiama era in caldo le lacrime mi rendevano cieco

doveva per forza esserci un pensiero

cosi' lo fabbricai e dissi ok

e dissi ok, quando fui pronto

la mia sacra intolleranza era da leggersi

liberta'

la mia intellegibile solitudine era da scriversi

come reminiscenza

la mia arte si concupiva e faceva cilecca,

uno sciocco esercizio di stile,

tra nuvole basse

adesso sapevo le mie colpe

e le presi tutte sopra me stesso

era la pesantezza dei miei discorsi

ad inalare un  certo modo di fare spallucce

ho detto apro le virgolette

seppure ,ho detto, non sono impazzito

poi ho dimenticato di chiuderle

il profeta meditabondo

era tristemente alacre e foriero di qualche mestizia

il suo profilo si incarnava

in un essere biondo che camminava

sempre alla mia destra, inconcludente

una parola, una sua parola

e seppi le mie colpe

non dovevano essere troppo distanti

erano cosi' grottesche

Parlando con il silenzio

Parlando con il silenzio, bruciando le mie poesie

avevo deciso di diventare un vero intellettuale

e percio' ero pronto all'ennesima fila alle poste

e all'ennesimo festival di sanremo

parlando con il silenzio

mi dissero che era solo una finta

perche', per convenzione, non stavo facendo

                                                               altro

che parlare con me' stesso

farsi capire a tutti i costi

cosi' decisi di non farmi capire

sigillando la bocca con adesivi di segale

presi le membrane avviluppate del mio pollastro informe

per cuocerlo a fuoco lento

dovevo ricordarmelo, il silenzio non ascolta piu'

dovevo fare a meno di questo e quello

la luce protesa delle oscurita' melliflue

rincarava il suo prezzo e la sua gloria

il silenzio, cercava in profondita',

il silenzio mi reggeva i piedi e schiaffeggiava

le mani

come un antico gioco

io rilegavo attentamente i pezzi scartati

della mia antropologica insoddisfazione

e mi sfamavo di venti parole al mese

il mio personale

ordine alfabetico, impersonale

Primavera

Seguendo la primavera

trovai un altro inverno, un altro inverno

per pochi secondi le mie scarpe mi sembrarono

cosi' essenziali e belle

seguendo la primavera

aspettavo di conoscerne ogni cespuglio

non c'erano gia' piu' le rose cineree e non

me ne rammaricai troppo

avevo cambiato genere

aspettando la primavera, aspettando la primavera

doveva essere un giorno particolare perche'

qualcuno se lo ricordasse

i ceffi buffi

il sangue dei puffi

il mio primo ricordo fu

che la cucina era bruciata

aspettando lei, aspettando la primavera

Un'altra mail

Per un'altra mail presa

sul pensiero che c'era

lasciato fermo ad aspettare

lasciato fermo a parlare

fuori dalla bocca le parole

per il gusto di parlare

fare qualcosa di giusto

allettare le proprie inevttive

farle rotolare da finestre nevose

cammnando per un'altra mail

il nome perfetto si ricuce

la sua faccia e il suo cuore

non c'era piu' delirio, c'era solo

da aspettare

un'altra mail poteva andare

la lettera diceva tutto cio'

per cui era giusto aspettare

avevo preso troppo sul serio

un giuramento fatto sulla tomba

di mia rose

12 feb 2011

Vetriolo

Pezzi di vetriolo

presi a nolo

non c'e' nessuna cattiveria

ne' gli occhi del diavolo

demoni si nasce

ma l'embrione insanguinato

ricade in terra

il peccato originale

e quello origi(a)nale

un culo firmato gucci

sottindendo la realta',

la realta' ci chiude in faccia

la  sua recrudecscenza e il suo villipendio

saltella, e inghiotte, davanti al deserto sanguinolento

e le vite stanno, perdutamente, abbarbicate, al

fianco di un pezzo di fiato

ennesimi occhi singhiozzano il pendio

delle colline

collina rossa, collina rossa

ludico stradario dirimente

calde le mani sul pezzo di legnoso nero

saliscendi moltiplicano la strada

per

la strada per il paradiso

mani giunte ombrelli per la pioggia

11 feb 2011

Un altro modo

Ci dev'essere un modo,

un modo essenziale,

per essere me' stessi

per stare meno male

le rose, le rose,

le rose stanno bruciando

almeno fin quando

le ho viste coi miei occhi

il loro colore

era quello della cenere

allora (come una legge dei tempi)

credevo che allungare il passo

fosse l'unico motivo che avevo

per perdermi di sotto,

e guardare le stelle capovolte

10 feb 2011

Un attimo prima di venire da te

Esco e proprio in faccia vedo dylan

il processo al presidente del milan

quaggiu' cento troie in fila

la notte  si batte manco  fosse mila

sciogli nel bicchiere un po' di tequila

sono i giorni dello scazzo, o quelli dell'ira?

ho il cazzo, dice il presidente, che mi tira

un comunista, cazzo, dovrei prendere la mira

intanto il mondo gira che ti rigira

un altro giorno al via e si stira

ma non e' di questo che volevo parlare

loro sono pronte ad urlare

le altre hanno un vago tremore

maschilisti poco machi fatevi le seghe

qualcuno dice sian tornate le streghe

nel paese delle stronze leghe

in mezzo a tutte queste beghe

si puo' essere donne, anche senza esser fighe

sbattute da spot come stillicidianti droghe

alle feste qualcuno usciva dalle righe,

                                                           ma di coca,

forse credendosi dio, ma con davvero poca

                                                                        (immaginazione)

non e' certo questa la nazione

che il partigiano sognava quand'era in azione

che il clandestino pensava dal suo barcone

che la madre pensava per il suo embrione

e' un presidente simpatico, ma coglione

se la troia batte alla luce del lampione,

per un attimo dille di venire pure lei alla manifestazione

vite sprecate in ogni direzione

come far brutta figura all'estrema unzione

dio magari era una donna cool senza clone

magari, domenica, si comincera' un'altra stagione

uccidere lo stereotipo di sante o zoccole, prone,

ecco l'unica valida impiccagione

la vita , la vita,ce le impone

delle scelte di "pedagogia"civile

ecco perche' l'animo femminile

non e' solo la prosecuzione ormonale

del pensiero di un qualche uomo vile

viva le menti di donne floride

trasformate in facce luride

da qualche equivoco paride

donne, non diventate ne' bigotte ne' aride,

la vostra non e' la carne di maride*

non e' un buon motivo l'inverno, per essere gelide

vi vedo sempre belle con la punta dell'iride

donna=donna e, non, donna=clitoride



13 febbraio, manifestazione" se non ora, quando?",

per la difesa della dignita' femminile

*maride era un comabttente della guerra di troia,

ucciso in modo particolarmente violento





8 feb 2011

L'ultima poesia romantica (spirituals)

contiene testi espliciti


perche', se vedo la ridolfi che fa la gnagna,

non devo pensare "che gran fregna!"

non sarebbe male venirle sulla ghigna

oppure addosso al maglione di vigogna

la fica e' fica mica e' legna

scusate, volevo dire fregna

ma gia l'ho scritto e voglio restare

in linea

la tizia che si bagna

e quella che si lagna

intanto te la chiavi dopo che si bagna

prima che si lagna(i; n.d.r)

questa nazione e' pregna

umida come una spugna

di atteggiamenti bigotti di

gente che ha al posto della gnocca una pigna

affanculo i festini del presidente e i calendari

della carfagna

coro:(qua si parla di sesso libero gratuito tra maggiorenni)

proletari e senza giacche di vigogna

basta mettere la patacca alla gogna

tu, pretazzo,che soppesi l'ultima rampogna

invece di infastidire i bambini

vatti a vedere marcello e catherine , ne  la cagna

comunque chiudi la tua fogna

ehi, quella non e' una carmelitana che frigna

ma e' l'urlo di gioia mai sopito di un cazzo e di una fregna.

c'e qualcosa, caro,di piu' importante del papocchio che regna

se proprio hai da criticare quell'insegna

perche' dentro c'e' un sexi shop, e non la "cicogna"

prima domandati perche' le tue parole fan cagare manco fossero

un dessert di prugna

non venirmi a raccontare  la tua ultima menzogna

vengo ad ostia, non "vengo" per l'ostia, risparmiati la tua tigna

una societa' aperta, a scelta:

fondata sulla gnocca, la topa,la sorca o, anche, una gran fregna





      








7 feb 2011

Il blog di Ryder

Questo e' il blog di bobryder

e quindi il blog di un nick name

se l'autore non avesse nick name forse

e dico forse

non riuscirebbe a scrivere

che la meta' di quello che ha scritto

cosy ryder vagheggia libero per la citta'

4 feb 2011

Ultimo tango a Père Lachais

Cosi' maria schneider se n'e' andata. magari in un ultima giornata

di sole.parigina. magari ripensando alle leggi immutabili del

cinema e dell'industria.

nata a parigi. morta a parigi.

sara' capitato a molti.

il fatto e' che lei era  parigi.

ultimo tango e' stato. basti questo.

ma, oltre ad essere stato, ha anche avuto.

censure e roghi, roghi e censure.

tolto dalla distribuzione il giorno dopo l'uscita.

ah, dio mio,ma chi poteva spevantare il faccino senza

colpa di marie? quell'interpretazione dolce e sfacciata,

al tempo?

cosi',in un paese che oggi e' impegnato a parlare di tanga

e sottoscala hard l'idea che un film nemmeno erotico

possa essere stato censurato fa ridere.

ma anche un po' vomitare.

e, cara marie, noi non dimentichiamo nenache altri

tuoi due film grandiosi, cioe': professione reporter di

antonioni, 1975. e cercasi gesu' di comencini, un piccolo

capolavoro, con un grillo versione moretti/bianca, ma

con 1 anno di anticipo.

vogliamo ricordarti cosi', marie, mentre giri, in tanga,

indisturbata per il cimitero parigino che ti ospitera',

per sempre.

con quel tuo sorriso e quel visetto leggermente paffuto.

i tuoi capelli mossi, resi leggiadri dal vento del primo mattino.



marie schneider