> il mondo perfetto: novembre 2010

30 nov 2010

La violenza

La violenza mangia sempre

con i piedi sul tavolo

la violenza e' un vecchio

panettiere

che parla con la bocca piena

la violenza e' un paio di

                            labbra

sfinite e sanguinanti

la violenza e' un pacco

bianco di memoria

la violenza e' la'

dove non sai

la violenza e' compiaciuta

la violenza si prende

sempre le sue rivincite



L'apparecchio

Trema,

l'apparecchio e' volato la' vicino

trema,

il capo ha sollevato

il suo copricapo

ogni cosa accaduta

e' rivista

trema,

vedrai

i tuoi poster sul muro bruciati

trema,

le creature

hanno la faccia di meduse

ed il loro capo

parla per singulti

oh, sono cosi' dolci

e sanno confondersi

nella pioggia

tu, trema,

quanti ne avevi visti, finora?

ma gia' risalgono

29 nov 2010

Insegnamenti di un pesco

I parchi dove si insegna l'amore

i bar dove si insegna

ad alzare il bicchiere

le jeanserie dove si insegna lo stile

la strada dove si carezzano

le vecchie scarpe e quelle nuove

il fungo dove si trovano i boschi

il pesco che ha imparato tutto

l'esitenzialista,eh l'esistenzialista,

che si rifugia nelle sue lunghe

traversate

per i corsi della sua citta'

la poesia, si, la poesia

non ha nulla da insegnare

e nulla insegna;

un nome nuovo da dare alla parola

tremila anni prima

che venga pronunciata

sotto il sole dei tronchi del pesco

Carnevale

Provo a prendere parte

a questo carnevale

provo a togliere la maschera

provo a togliere la tua, di maschera

ma ho gia' perso in partenza

schizza in un silenzio assordante

il cervello del pazzo

dissero pure a galileo

che era pazzo

newton,piu' prudentemente, rimaneva

sotto gli alberi

a guardare la storia farsi materia

marx rideva della sua barba

ed odorava degli odori di jenny

ma c'e' questo carnevale,ora

e puoi anche mancare

la maschera e' di ghiaccio

e la signora dei 130

e' un'anima di scheletro

e i cabaret delle maestranze

pieni di ragnatele  e rigurgiti

Me

Benzedrine e benzina

informazioni

sbadigli di noia

amore per noia

chiavi che aprono

e porte serrate

il cambiamento e l'identita'

l'identita'

i cocci di te stesso

girati

come in un piano sequenza

sistemando i rayben

come se fosse

l'ultima cosa da fare

come se in quello sbadiglio

eccetera, eccetera

l'identita' nostra e degli altri

latte acido nelle

baracche del popolo

non prenderti troppo sul serio

e prova soltanto

ad essere te'

Mattino per lei

Tu mi hai colpito

allora, eccoci, redigiamo una poesia

smettiamo di crepare

giochiamo con le nostre

vite fragili

con le nostre dita aguzze,

le tue e le mie,

schiacciamo la tastiera

concepiamo

un pianeta diverso

dove far crescere i nostri fanciulli

per un attimo,solamente,

dimmi che ci hai creduto anche tu

e le madri vanno verso gli asili

cosi' ti immagino tra loro

tenendoti per mano

un po' di sole per caso

ci fa compagnia

un po' di sole per caso

l'unico a dirci buongiorno

mentre il trucco si scioglie

Appunti dal mondo perfetto

Combattere si deve

combattere si puo'

ma davanti al caffelatte

siamo tutti piu' buoni

la caffeina che entra in corpo

combattere si deve

comabattere si puo'

nella cucina buia

i pensieri circumnavigano

come danzatrici esagitate

al posto del gas

un vecchio numero

della settimana enigmistica

combattere si deve

combattere si puo'

fuori scattano i parchimetri

io prendo appunti sul mondo a venire

io prendo appunti sul mondo a venire

io prendo appunti sul mondo in divenire

combattere si deve ?

io sto in cucina

insieme al mio caffelatte tiepido

Canzone delle spose cadavere

Crocifisso spaccato

pianto di madre

figlio guarda

per l'ultima volta

crocifisso maliardo

pianto di dio

amore ridi

per l'ultima volta

le spose cadavere

risalgono il fiume

il loro ultimo viaggio

con la schiuma bianca

alla bocca

e le vesti consunte

di piccoli mercati

oh.cara,

ti ricordi quando

eravamo giovani

e gli uomini

ci guardavano ancora

le spose cadavere

proseguono il cammino

il mar rosso e il mar bianco

il viso emaciato

e le caldi mani di madre,

carezzeranno le teste spaccate

su rocce indolenti

Lettera agli sciacalli dalla penna rossa

Cari idioti giornalisti,

giornalisti sciacalli

che non hanno di meglio da fare

che buttarsi su vicende tragiche di teen ager

piu' pubblico piu' pubblico

hanno faccia da vampiri

e coglioni da pipistrelli

ora,piu' che mai,

hanno capito

che a "noi" interessano

le storie di ragazzine scappate

da casa;

no,grazie, a me non interessa

e' l'epica

del grande fratello

qualsiasi cosa

ma devo dirla, farla, mostrarla

qualsiasi cosa,

purche' si venda bene

qualsiasi cosa

val bene una messa nera

pure la curiosita' morbosa

il microfono di merda

sbattuto sulle gengive,

non del premier,

ma di massaie e disperati

negli anni 80,90,2000

'sta scatola rigurgitante emo(globina)

aveva la possibilita'

di insegnarci qualcosa,

di cambiare,in meglio,

la nostra educazione

e injvece si e' resa

pettegola come una portiera

 e zozza come una carogna

che nel sangue ne sbrana un'altra

"loro",e sono tanti,

non riescono

piu' ad indignarsi di nulla

soffocati dal compiacimento

alimentato dagli occhi mascarati

della troietta presenzialista di turno

no, grazie, "noi" torniamo indietro

e intanto ad un delitto e un processo

si sostituisce

un altro delitto

e un altro processo

plastici di merda ingolfati

sopra plastici di merda ingolfati

e "loro" la' a guardare

nemmeno piu' attoniti

reality

questa parola che ha intrippato

tutti gli angoli

di 'sto paese di dementi

e dai, lasciamole stare

le anime tristi dei trapassati

perche' quello che fate,cari sciacalli,

e' come pisciare sulle tombe dei morti

adesso aspettiamo l'evoluzione

un merdosissimo melting pot

tra varieta' e cronaca nerissima

la fica di sanremo

che parla di adolescenti ammazzate nel vento

e poi presenta qualche coglione

di xequalcosa

ora

che riposino in pace

le giungle sparite son,

la foresta pluviale

i bei riti e canti africani

siamo dei selvaggi che,

sordianamente,

dovrebbero essere fotografati dai selvaggi

ah, ridateci

un onesto film con la garbo

ridateci maurizio merli

ripassate l'integrale di chaplin

ma basta speculare

ho idea che se

giustizia volesse

il vostro specchio preferito

sarebbe bagnato da litri

di saliva

ho idea che non

pensiate piu' a nulla

e, basta

a fare la morale

ai vostri colleghi

che poi ve la rifanno

adesso, gia' che ci siete,

svegliate i tizi negli obitori

e chidetegli

cosa si prova

ad essere smembrati

invece di domandarvi

quanto pure voi

avete reso

mediocre queste citta'

la vita e' la vita

non un fumetto di diabolik

la vita si prende distratta

le sue piccole vittime

e voi riprendete tutto

senza lasciare

nemmeno un primo piano

avete fame di vite spezzate

avete fame di pezzi di cadavere

siete i cannibali

con le bocche lorde

ed impiastricciate,

devo dirvi di cosa?

siete avvilenti e vili

lasciate ai curiosi

la loro dabbenaggine

ed ai cimiteri

il loro sacro

imparate la filosofia e le nuvole

educate questo paese

che non e' solo chiappa e spada,

svegliate le vostre coscienze moribonde

lasciate morire in pace i moribondi,

amate i vostri figli

e fategli capire

che razza di stronzi siete

ora pro nobis

rosari di sangue

nelle vostre vite

estinguiti, sciacallo non dorato

file di coccinelle al tramonto




                                   



Comizio 0:00

la politica

lascia la politica

tu mi pronunci engels

come fosse hegel

di che stiamo

a parlare

io alzo il pugno

io sono borghese

io rido di notte

caz.zo,la faccia striata di rosso

ottimo,dissi,

cosi' ti ho riconosciuto

hai quelle sedie vuote

da occupare

i tuoi ospiti

leggono chandler?

chanty, i tuoi ospiti leggono..

non hanno tempo

fumetti

non hanno tempo

fumetti quindi pop art

stupidissima cinese,pensai

e quel bianco e nero

mi restituiva l'engagement

buttiamoci fuori dal locale

eh?

traduco: usciamo fuori da 'sta stanza

lei(lui) ponderava   

su una pila di quattro metri di fanzine                    http://www.youtube.com/watch?v=u_rwdi-wdeq
                                                                                                                               



                                                     



                                                                      

Milionario in immagini

Strappone color menta

giacca precisa

altri files

allora ti dico

cio' che prediligo

ed e' davvero il viola

uno dei miei preferiti

mai usare la parola playlist

in mia presenza

poi, ti diro' tutto

adesso,impallidiamo

non e' piu' il commercio

delle anime,martin

bensi' quello delle immagini

       

              

                                   

LouLou

Lou

non avevi mai immaginato

sarebbe infinita cosi'

solo un poco

di immaginazione

dal basso verso l'alto

la candida camera a fiori

e,fuori, il giardino e le recinzioni

e poi quell'autogrill

e ancora

un dolce segreto

per chi non ha

piu' segreti

e sembrava vero

come quando

apri la finestra

e pensi ad altro

album imbiancati

giornali spiaccicati dal sole,sun

28 nov 2010

Anna Lisa

Anna

grondava sudore

era una fervida lettrice di joyce e cela

il mistero di annalisa

poi si slacciava

il corsetto

e chiamava a raccolta

legioni di amici

le icone nel buio

della sala giochi

eppure irriconoscibile

andava con un altro colore

col suo metro e sessanta

cosi' quello che la guardava

aveva solo un brivido

senza sapere

defintiva e magnetica

postava il suo cuore,

i moralismi e l'uguaglianza

il lavoro di essere felici

in un super8 dimenticato

in un diario di prof

senza materia

burning heart

Amori in corso

Anemico

mal di stomaco

pianto

fiore di castagna

giaciglio

uva

il salmo che dice

il corano che parla

mano nella mano

il film con l'indiano

la spazzola in verticale

il cane scodinzola

io sognavo

le tue dita parlavano

Nuovo Panino

Oncologo in fiamme

assassini previsti

beceri lerciumi

motti insozzati

gringo estetici

qualcosa, vorra' pur dire qualcosa

il legno seccato dall'acqua

pettorali gerontofili

mischie di parrochia

eczemi teatrali

sogni ancestrali

bambine prodigio

presentatori cocainomani

belle e bellissimi, interviste

qualcosa,vorra' pur dire qualcosa

il legno bruciato

dal fuoco

eroine per caso

glabre cristian f. ,invecchiate

mercimonio di cieli

costanze incostanti

foto e photoshop

nei senza pane

vacche sifilitiche

rosari sprecati

secondo volo per l'argentina

suoni gutturali

come citazioni

eroi,bisognosi di eroi

qualcosa, allora vorra' pur dire qualcosa

il legno troiante delle navi xtroia

la risacca

il pensiero

e questo diavolo d'identita'

il nuovo panino di burger king

crunk crunk,

e ancora krunk
                                                                 

                                                                   

Vietnam:il jeans degli storpi

Non si puo' fare

bassa filosofia

dobbiamo andare a combattere

non si puo' fare

la realta',ciarlando di realta'

nei comodi salotti

cosi' era partito

cosi' se n'era andato

convinto che il peggio

era la', a casa

il fratello maggiore gli diceva

di metter su una jeanseria

e lui gli diceva fan.culo o cose cosi'

allora il fratello sbuffva

dimenando i bicipiti

e quando la sua preghiera lo riscosse

il filosofo era gia' via

Vietnam:Nancy

La vita

si era messa

a fare la vita

poi qualcuno le disse

di stare attenta

era la sua coscienza

la vita

s'era messa

a fare la vita

qualcuno

le contava i bigliettoni

il giudizio del prossimo

buttato al cesso

un giornale

qualcuno le compro'

         il giornale

grido' nel silenzio

occhi per piangere,

occhi per piangere,

datemi occhi per piangere

poi qualcuno si ricordo'

chi era

e decise di insultarla

pero' un insulto tra la folla

se ne ando' con le spalle curve

a casa

cazzo,amica,

le disse il tizio dei bigliettoni

non ti devi preoccupare

pensero' io

lei buttava catarro dalle mucose

tuo marito' avra' una bella tomba

una, non importa sia bella

e mentre l'ultimo amante si allontana

la donna che fa la vita

sogna pezzi di cadavere

ed elicotteri-scarafaggio,nel vento

Vietnam :Bimba Vietcong

Gli elicotteri scarafaggio

girellano per la provincia

citta' mai conosciute

assaporano le labbra

 i loro nomi familiari

errano gli stolti

nel palazzo dei saggi.



bambina vietcong, che corri

senza una direzione

bambina vietcong

che cos' hai preso

per correre cosi'

la paura, l'orrore

qualcuno e' rimasto a terra

e gioca con i vermi,

la sua testa gioca con i vermi;

bambina viet

che ridevi sempre

non sono cosi' stupido

da chiederti

perche' hai perso il tuo sorriso

voglio solo capire

ma non riesco a capire

bambina viet, e' notte nera

nasconditi

sotto gli alberi,

balla un rock'n roll

prenditi un respiro

prega quella favola

butta i tuoi occhioni

nella giungla

cerca di non pisciarti

addosso

lega i tuoi pensieri

brucia la legna

mangia le formiche

ma sfangala,sfangala,sfangala,

la tua salvezza

la loro sconfitta

che

gli elicotteri-scarafaggio

dormano sulla giungla

                                                                  

                                                                 

Vietnam:Cornflakes War

Nel bosco fogliame, e che altro?

nel bosco, soldati, e che cosa?

due ufficiali

che parlano di come

rimanere

in vita

oppure stincare

quello stesso giorno

e parlano di come il nemico

sia sempre piu' cattivo,

gia',perche' e' il nemico

quello cattivo

la sua faccia corrucciata

illumina le notti di luna piena

gli ufficiali che parlano

uno soltanto,a dire il vero,

uno parla e l'altro ascolta

e pensa

a quando tornara'

dalla moglie

e si tocca la barba ispida

a quando tornera' dalla moglie

con la barba ispida

e pensa a tutto quello che avra' da dirle

e pensa

a come lei assomigli ad audrey hepburn, vagamente

e pensa

a tutto quello che

non potra' mai dirle

e pensa

a tutte le bambine vietcong

che ha fatto fuori

e pensa

a tutti i cecchini

che ha visto

saltare in aria

ed essere smembrati

e presi a calci

e pensa

che questo non e' cinema (ma presto lo sara',

ma lui ancora non puo' saperlo)

e pensa ai visi

dei giovani trucidati

prima di invecchiare

come piccoli ho chi minh

                              in fieri

e pensa a tutte le droghe

che ha preso e prendera'

e pensa

alla sua gamba maciullata,

e a tutto quanto

ai suoi incubi

alla sua impotenza

alle violenze gratuite

ai villaggi

all'odore di napalm

gettato

da elicotteri-scarafaggi

poi riprende quasi per caso

ad ascoltare

il flusso ininterrotto di informazioni

del suo collega mandriano

dice che la sua fattoria

e' stata invasa dalle cavallette

e che la moglie

e' scappata con un pastore

e che tutti lo ricordano ancora,

e' della guerra che si sono dimenticati

ormai e' solo uno show

da assaporare la mattina

tra quintali di cornflakes

Odore dei pini

Giocavo con lo zippo

l'amaca faceva il suo dovere

e la strada per il mare

non era affatto lontana

diversi visi, appunto:diversi

e come gia' sapessi l'imbarazzo

oppure:io sono sempre la'

e quella gente,adesso,che ore fa?

c'e' amcora il frigo bar

e schifo nelle docce

non c'era nulla di differente

perche' io ero lui

giocando con aghi di pino

e salvando dalla combustione

la mia intera vita

c'era qualcosa che non andava

in tutto cio'

ricordo che

pose l'orecchio sull'orecchio dell'altro

e disse qualcosa

ero gia' conscio del mondo

e le sue leggi

ma lo seppi dopo;

spero di essere un cattivo borghese,d'ora in poi

Dialogo immaginario n.2

Devi farla finita

di cadere nei miei sogni

e in quali altri,allora?

non nei miei, signorina

signora,prego

e allora?

sono miei e basta

ma io metto le calze a rete

fa un po' tu

io'

si tu

allora devo ricordarmi

ancora,di nuovo?

e' solo il nodo alla cravatta

ti strozzerei

e se ce ne restassimo

qui a guardare la tele

qui a parlare

qui a parlare

ho alzato la cornetta

e l'ho chiamata

Tatoo

Il meglio di te

sta nei tuoi jeans

c'e' una lettera che ti scrissi

il meglio di te sta dove sai

c'e' un tatuaggio

che credevo di aver saputo decifrare

il meglio di te

lascialo dov'e'

non perderne la cognizione

e leggiti 'sta caz.zo di margaret atwood

una volta tanto

succhia per benino

la minestrina

attenta a non far rumore

credi un poco

e ricorda il 349

acciaio e tungsteno

perduti nel sacro tempio

dove ti inginocchiavi

ci sono stato di nuovo e tu non c'eri

ho guardato

con occhi azzurri

e tu non c'eri proprio,

eri tutta in tiro

perche' potevi spendere

6000 carte per una borsa

seimila carte,dissi,

aspettando la liquidazione,

la liquidazione del nostro amore,

intendo

27 nov 2010

Badanti

La badante si cura

di fargli passare il tempo

e certo quelle passeggiate

hanno la sacralita' dell'empio

lei e' distratta

e fa cose

che noi non facciamo piu'

e nessuno si spaventa

per quell'insolito tremito

che ha nella voce

dentro l'ufficio

e' giorno di scadenza di fatture

e tutto e' adornato

manca solo il primo abete

con i soldi risparmiati

si fara' la tinta rossa

Come ti ammazzo un Poeta

Abbiamo visto il lupo e la gallina

esopo ed erode

dovevi danzare e capire, salome'

capire qualcosa dovevi

per forza

le cose per forza

sono diventate

le cose e punto

d'altronde

ok,leccateci pure il culo

per avere il nostro voto

ma non mettetevi a leggere prevert,

davanti alle camere ;

fatelo a luce spenta

nelle vostre comode case

a luce spenta

nelle vostre comode case

The Day

Giorno,

non sorgere troppo lento

illumina

i cervelli e fa

che le madonne ci veglino

e le donne ci partoriscano

figli sani e non

inebetiti dalla tele

e non

pronti a scuse sciocche

e non, e non

giorno, decidi adesso

che l'aurora scompaia

e tieni ben forte

i polsi della tua fugacita'

La notte

Eppure

la notte e' fatta

per sentirsi meno soli

la notte e' fatta a nostra

immagine e somiglianza

la notte aspetta e non

eppure

ti siedi

a guardare qualcosa,

qualsiasi cosa

e gridi il senso delle cose

e gridi il senso delle cose

con l'afasia

eppure

la notte e' fatta

proprio cosi'

26 nov 2010

666 Posto per gli innocenti

Qualcuno credeva

che questo fosse un posto

per innocenti

qualcuno credeva

che tutto cadesse dall'alto

qualcuno si serviva del mondo

a suo uso e consumo

qualcuno pensava e non pensava

al ciglio del marciapiede in fiamma

qualcuno posava gli occhi

sulle dolci foglie ammonticchiate

qualcuno si chiedeva

com'era accaduto

tutto

qualcuno si stropicciava gli occhi (e

non doveva)

il trillo del diavolo,

il trillo del diavolo

L'uomo con la giacca nera

Il buio incendia

ogni anfratto

e richiede molta concentrazione

il buio lascia il proprio io

a trasalire

in un picco di preghiera

il buio stanco delle cose

che prende confidenza

con il giorno e con la notte chiara

adesso arrivera'

per poi perdersi

il tipo con la giacca nera

ha la tosse

e forse e' solo

si guarda in giro

con occhi spaventati

e mette in giro

il proprio spavento

come un urlo bicefalo

cammina senza darlo a vedere

lungo le strade che non conosce

                                               piu'

impara le leggi della poesia

sfiorando

il volto di ragazza

che ha nel cuore

e le sue mani

formano un unico imprinting

con il vecchio marmo

si toglie la giacca e piange

si guarda indietro e piange

sopra di lui

e' come se ci fosse

qualcosa di definitivo

a distrarlo

ha la solitudine nel cuore

e il sussulto delle sue lacrime

apre le porte

cosi' si distende

col cervello in frantumi

e saluta, senza troppa enfasi

la terra umida

e la giacca sozza nel pantano

cancelli chiusi

lo guardano eterni

cancelli chiusi

lo guardano eterni

la sua passeggiata

e' un lugubre sonno

di rassegnazione.

corvi all'alba

ticchettano sugli occhi del cadavere

e ne prendono

le sembianze

pezzi di giacca in cielo

il volto della ragazza

severo giudica

quel banchetto ingordo

le orbite smembrate

i pensieri senza importanza

di un cane che fugge

inorridito

e sanguinante

ecco,ora,

i cancelli si apriranno

L'uomo da reparto

Non era uno di loro

lo capiva da come lo guardavano

e saltellavano d'ilarita'

quando diceva qualcosa

e' stato uno strano

momento, si disse,

indossare questa divisa

e poi partire

e sentirsi estraneo

adesso, disteso nella tenda,

non trovava di meglio

che scrivere a casa e piangere

quanti, quanti oggi, mamma?

da fuori le voce dei suoi compagni

che storpiavano l'africa e le africane

Un matrimonio

Aveva il potere

di farlo imbestialire ogni volta

senso di colpa

lacrime di coccodrillo

deja vu

questi i nomignoli scherzosi

che assegnava alla sua (di lei)

inettitudine

devi scordare

che io sia eccetera

e lei in effetti se ne scordava

per un po', poi ricominciavano

nessuno aveva paura di piangere

ne' di urlare

e la faccia dell'avvocato divorzista,

ne ridevano,

doveva essere uguale

a quella di un francescano avvinazzato

il riso in bianco era bollente, cazzo

a lui cosi'

e il mal di stomaco

gli anni perdurano eccetera, eccetera

disse lei

e al secondo eccetera

il cane nero era bianco

allora lei parlo' del mondo

e di com'era perfetto

un'altra donna ironica

c'e' un'altra donna ironica

qua a disposizione

e la donna ironica

si chiuse in bagno

con il rasoio e la finestra aperta.

Nylon

Le calze di nylon

erano veramente di nylon

perche' lei si chiamava cosi'

quello era il nome

che senza troppa enfasi

gli avevano dato

in un tempo lontano

cosi' nello sghignazzo

nel mettere i collant

ci vedeva qualcosa di inevitabile

e definitivo

fu solo molto dopo

che rinuncio'

a quei pensieri

e decise di riprendere il piroscafo

a ben guardarli, disse,

quegli uccelli

sono proprio come noi put.tane

a ben guardarli, rise,

i libri migliori

devono essere scritti ancora

comunque,

perfino l'imbianchino aveva i contanti

Quel sorriso

Aveva solo quel sorriso

a disposizione

cosi' decise di farne a meno

aveva solo quel sorriso

ed intrise le sue ipotesi

di fiacche scuse

aveva l'alibi di chiamarsi sogno

e la responsabilita' del risveglio

si era ritrovato a vomitare

sopra un libro di moc,cia

e da allora e da allora

lei prese in leasing

quel soffitto

e disse che si poteva

tranquillamente parlare d'amore

aveva tutto a disposizione,

mesi dopo la parola

disperazione

beh, egli disse,

il cuore si e' spostato a destra

Amore (sette voli di farfalla)

L'amore nascosto

per un tempo indicibile

e' poi riuscito a sorridere

come quando si piange

e si cerca di ridere

inevitabilmente

le labbra si schiudono con difficolta'

l'amore che cercavi

era forse in una cantina

oppure proprio la'

ad ascoltare musica nera

l'amore di un paio d'amori

racchiuso

in sette voli di farfalla

distratto

da sette voli di farfalla

in qualche posto meditabondo

si domandava

il perche' di quel sorriso

non avendolo piu' a disposizione

ma avendolo sempre dentro se'

gli occhi erano diventati

color rosso cuore

e lui ci fuggiva attraverso



Nel traffico

Sei rimasta laggiu'

a guardarti intorno

come se fosse un caso

hai spalancato gli occhi queruli

e hai bendato la voce dolce

forse era soltanto per scherzo

che tu ridevi

forse sembrava tutto dimenticato

ma tu ridevi

prendevi il largo

tra la folla

e salivi sul motorino

nonostante tutto truccata pesante

e lo specchietto

retrovisore

era la', proprio la', a guardarti

presa nel traffico della nostra

amatissima citta'

Pezzi di ciliegia

Pezzi di ciliegia

caduti nel segno

dello stato delle cose

pezzi di ciliegia

che rimangono

spiaccicati

a terra

ripresi da mani indolenti

pezzi grumosi

come pozzanghere senza tempo

pezzi di ciliegia

tolti agli alberi dell'infanzia

pezzi di ciliegia

crudelmente avvizziti

l'albero e' nero nella notte

l'albero e' nero nella notte

e giace

Sogno di L.

Infastidito da quel sogno

scendevo da quell'auto

e poi mi spiegavi tutto

come devo fare o come non devo

io lo so gia', davvero

ora scendiamo le scale

tra profumi di tabacco

e culi grossi

inviti di un minuto

infastidito da quel sogno

mi svegliavo tardi

ma al risveglio mi spiegavo tutto

o comunque ero la'

per rendermi conto

che mancava qualcosa

rimani parcheggiata la' dove sei

io dormo un altro poco

sognanti alberi africani

mi fanno compagnia

nel dormiveglia

Amicizia

perche' il tram e' sempre

pieno di gente

perche' le tue orecchie

sono deliziose

perche' nel vento penso ad altro

perche' sublimo la mia vanita'

davvero adesso sto guardando

il tuo paio di jeans firmati

e la ferrovia corre oltre l'occidente

il mondo e' passato accanto,

oh, si, le tue orecchie a sventola

sono deliziose

25 nov 2010

Strada spietata per l'inferno

Ho davanti a me

il vangelo e brecht

e una strada spietata per l'inferno

vedo la polvere sul comodino

e fiamme bianco sporco

alzarsi dal camino

vedo visi

di giovani donne

salutare a quattro mani

e vedo cristina, appena dietro

e poi il signor dylan

tutto inquieto

non me ne frega piu' un cazzo

soltanto

voltare pagina

e credere in hollywood

nell'aria condizionata

nelle spie

e nell'amicizia

apro gli occhi

e un po' di sangue

mi cola dal naso

sei raffreddato

mi dice ma'

e allora, perche'

ho gli occhi umidi

e' un inferno spietato,

e' un inferno spietato

24 nov 2010

Periferia

Piove forte

sulla mia faccia pulita

davvero,l'acqua mi asciuga la faccia

porto il percorso

sulle mie gambe

davvero, ti pare cosi' poco

l'acqua sulla mia faccia ?

sento le buche

l'asfalto si sfalda

sotto la cenere

delle discariche

i campetti da calcio

portano laddove

si ascolta

una preghiera lontana

l'unica faccia e' la mia

l'unica faccia e' la mia

Dobbiamo essre parchi

Troppi alberi

e nessuna impiccagione

lasciami qua,

sto qua

a guardare con innocenza

il mondo innocente,

per sua vocazione

Persone speciali,persone incolori

E tutto il resto

avevi un'anima

ed e' volata in cielo

il tuo scheletro

rigonfio di carne

e' sempre qua a ciarlare,

a far casino

A piedi nudi nell'aria

Credici,sto male

aspetta il segnale

e poi ti faro' sapere,

cosa penso di te

credici, sto bene

schizofrenico come pochi

mi getto a piedi nudi

nell'aria

che invece

non ha niente da dirmi

credici,

io invece

rivivo tutta la mia vita

ma proprio al contrario

non ho piu' voglia

di camminare

di incontrare volti

vedere

tutto

come proveniente

da un'altra galassia

e tutto mi scorre addosso,

il primo ricordo

e' piu' vivido dell'ultimo

credici,mi dico,

questa e' la tua terra

23 nov 2010

Luce sulle formiche

Stelle marziane

ci osservano

prive

di idee e di ironia

mandano lampi, bagliori

e infinite carezze

sembrano

presagire l'immortalita'

di nuovo qui

a toccarmi i polsi

ed a bagnare la fronte

ma la mia rettitudine

non impedisce

a qualcuno di loro

di seguirmi con lo sguardo

siamo il loro circo

e il loro buio

come non vorrebbero mai essere

come stanno male

perche' percepiscono

la sofferenza ed il dolore

come un invenzione patetica

la nostra piu' cara alchimia

e ci chiamano cari

e ci beffano

con prolungati segnali al neon

nel freddo dei campi bagnati

nei fossi perduti dell'eterno

hanno nessun vestiario

e nomi buffi senza usarli

e portano la spada

nei mari innevati di latte

e spezie golose

aleggiano nei loro porti

alzano le loro cibarie

e le incamerano

conoscono ognuno di noi

e il suo vissuto barcollante

e si domandano il perche'

dei nostri fantomatici perche'

non ci rivolgeranno

le loro teste mirtillo

e le loro carni

lasciano fluttuare

in lunghe pause il nostro

incomprensibile linguaggio

capiscono il mondo

come noi capiamo il prossimo

e non sono troppo lontani

per disprezzarci

a volte capiscono

che parliamo di loro

e allora tornano indietro

come all'inzio del tempo



Padroni di un mondo imperfetto

Separato magnetico

nei mie occhi illusi

separato magnetico

nel tuo sole a poco prezzo

separato magnetico

per le imperfezioni

dei denti e della cute

pezzi

di lamiera

sopra carni

uscite appositamente da stonehenge

ed utili discorsi

fatti apposta

tra una tirata di naso e l'altra

buoni per soffiarsi il naso

L'occhio discreto del cannibale

Non c'e' posto

per la vostra modernita'

il nostro giardino

tenerlo pulito

calpestare le erbacce

cacciare i gatti

e rovistare nella mondezza

per trovarvi

gli occhi immondi del mondo

cannibali

con il loro orgoglio

riuscito male

i loro orologi mal digeriti

lo straniero

e' gustoso

ma non porta con se'

i suoi succhi gastrici,

e' un profeta

ed e' venuto

a darvi l'amore

Lei (67+1)

Sembra inconfondibile.

invece e' confusa.

spavalda.

due volte lungimirante

severa

piacevole

obnubilata

indecisa

indagatrice

tremante

provocante

eterna

simpatica

vitale

coinvolgente

"lasciami stare"

"ti do un pugno nell'occhio"

nevralgica

innaturale

modaiola

eterea

corrotta

assimilatrice

enigmatica

spaventata

annientata

esanime

baldanzosa

filosofa

dolcissima

impaurita

fotogenica

(s)velata

sognatrice

magica

ridanciana

classicamente moderna

fumatrice

femminile

complice

disincantata

romantica

glamour

sbarazzina

insomma, e' un pensiero

imbronciata

femminile

tabagista

raffinata

sodomizzata

reclamizzata

spalancata

(proprio cosi', sai) consapevole

incantata o incantevole

spagnola

amorevole

viaggiatrice

subproletaria

invasiva

un'icona

teatrale

cinematografica

fissa

sconvolta

maschile

cadaverica

schermata

Il corso delle cose

E'' stata soltanto

un'ipotesi peregrina

illuderci

che l'indirizzo giusto

fosse quello

era una strada qualsiasi

che ci porto'

ai salici piangenti

dove facevamo merenda

intanto piove acqua inutile

acqua e arsenico

e le salitelle

uguali alle discese,

per chi e' disteso,

era una strada qualsiasi

l'ombra di un ristoro

Biscia in città,lucertola in campagna

Biscia in citta'

lucertola in campagna

non pretendiamo troppo dal nostro fiato

andrebbe detto, invece:noi pretendiamo troppo

dal nostro fiato

gli spiragli delle cantine

e dei casolai

il grano tenero e duro

dissertazioni sul tempo

gente che guarda il treno

biscia in citta'

a far finta

di essere felice

lucertola

in campagna

a gridare a tutti dallo strapiombo

sessantamila passi

li dividono

e stasera neanche funziona

il telegrafo

alla stazione

lo scemo parla col sindaco

biscia litiga

col mondo

e manda a fanculo la citta'

lucertola

legge la sua lettera

parlano i pensieri

i pensieri, per loro



L'idea di Rosi

L'idea di rosi

era di sposarsi

l'idea di rosi

era di vivere

la vita tutta d'un fiato

e adesso

che la vita era lei a darla

ineluttabilmente faceva programmi

il suo istinto cattolico

la portava a pensare

che la musica rock

poggiato all'alba

sul suo ventre

potesse rendere tutto piu' facile

poi si sorprese

a pulire un bicchiere

e a dirsi che era una vecchia zitella

cosa significa vecchia zitella,

se erano gli altri a chiamarla cosi'?

forse aveva davvero vissuto

tutto d'un fiato

ma non se n'era accorta, ecco

questa era l'idea di rosi

sul balcone

pulendo un bicchiere

guardando distratta i dirimpettai

I sopravvissuti del Motel Gardenia

Avevano gia' a mezzogiorno

le barbe sfatte

le mogli e i bimbi

erano via

in un paese lontano

loro tenevano le barbe ispide

con mani sottili e callose

come a proteggerle

si erano prefissati

due regole

niente carte e niente donne

percio' parlavano sempre

di carte e di donne

curavano i loro acciacchi

con il curaro per i topi

e si dimenavano

come belve impazzite

nei loro incubi migliori

quell'allegra accolita

era tutto cio' che quel motel

poteva permettersi

pagavano puntuali

e gridavano

senza troppa enfasi

fu uno di loro,

chiamiamolo leo,

che noto' dall'altra parte della hall

un viso severo e giovane

che li scrutava

concordavano che ne aveva 22

e che( ma su questo si decisero subito)

era una ragazza

ben presto comincio' a riempire

i loro sogni

e certi loro pensieri

inconffesabili

ma nessuno aveva il coraggio di parlarle

ne' avvicinarla

a tutti ricordava le loro vecchie mogli-

ma forse neanche tanto vecchie, ma lontane-

oppure i loro figli piccoli

che certo tra vent'anni

sarebbero diventati cosi' belli

ma anche loro erano lontani

un giorno 'sto leo

che era il piu' strano di loro

ma anche il piu' sfacciato( forse le due cose tendevano

a coincidere)

decise di avvicinarla

e dirle qualcosa di stringente

le ipotesi che fece leo

erano tre:

dirle ehi,pupa,andiamo a fare un giro?

oppure: madame e' dei luoghi?

altrimenti: ti chiami.. come ti chiami?

lui sapeva che erano approcci squallidi

e pure gli altri assentivano,

protestando coi camerieri

di abbassare l'aria condizionata,

che una donna mica si tratta cosi'

le parole adatte,usa quelle,

diceva il piu' vecchio di loro,

di cui preferiamo tacere il nome.

una sera, dopo cena,

quando la sala ristorante

era mezzo deserta

la rividero fare capolino;

leo si avvicino' con la sua giacca

stazzonata

e man mano che si avvicinava

gli veniva un risolino e se ne andava,

quando le si paro' davanti

quasi sghignazzava.

la ragazza era un po' piu' grande d' eta

e anche di massa muscolare,

le loro ipotesi e illazioni,

erano rimaste tali

stava per parlare cosi',

a casaccio,insomma,

quando lei gli disse qualcosa.

torno al tavolo trafelato

perche' sentiva che quello era

il modo giusto di reagire.

il modo giusto di reagire.

si chiama.. e disse un nome,

agli amici allibiti.

e poi? disse il vecchio del gruppo?

e poi dovevo tornare si ripete' leo.

adesso,tesori, e' l'alba

al  motel  gardenia

c'e' un andirivieni chiassoso

e facce troppo nuove

stanno rifacendo i letti

con quella cura che hanno le massaie

nello sbattere i cuscini,quasi con dolcezza

e nella stanza di leo

l'infermiera

sta cambiando i materassi

domani ci sara' un nuovo ospite

La trappola

La trappola non sei tu

non e' lei

non e' sopra

non e' sotto

non e' dentro di te

non e' fuori

non ti lascia scampo

non ti uccide

non ti tortura

non ti irride

non ti aspetta

non ti anticipa

e' un'ossesione

non e' una paranoia

e' un'ossessione

per niente in fondo alla strada

lascia il senso delle cose

e lo respinge

non nasce

e non muore

e, tesori miei, non e'

nemmeno la vita

ne' una preghiera

una trappola e' una trappola,

e un'altra ancora

22 nov 2010

Un'altra parola,grazie

Se raccontassi la mia storia, disse la donna

tu non ci crederesti

e poi, aggiunse,

quello che c'e' dietro

e' cosi' banale

che offuscherebbe quello che c'e' dietro ancora

spiegati meglio

disse l'interlocutore

(chiamiamolo ed, che e' un nome fico)

la donna sospiro'

io ti racconto la storia

e questa ha un significato(il dietro)

cosi' semplice ma semplice di brutto

che faticheresti a capire

quello che c'e'  ancora piu' dietro

dietro veramente, intendo

tu prova, sorrise ed

la donna comincio'

e disse che

lavorava in una fabbrica di evidenziatori

ed questo lo sapeva ma non la interruppe

e racconto' tutta quella storia,

una come tante

solo piu' accorata

quando concluse piangeva

ed rimase indeciso

se abbracciarla o meno

per dimostrare il proprio attaccamento

alla questione, e la sua solidarieta'

di cittadino

no, penso' in un istante,

non serve abbracciarla

la donna come un getto d'acqua

da una pompa

inizio a calmarsi

solo allora ripresero

a sentire

i rumori della strada

ma non ancora ad ascoltarli

la donna disse che li' vicino

c'era un buon ristorante

e penso' che tutta quella storia

era solo un pretesto

per raccontarne un'altra e un'altra ancora

ma allora, perche' hai pianto,? si domando'

il cameriere li accolse con un sorriso

quel posto era veramente familiare

dovevano venirci piu' spesso

se non altro

per togliersi di dosso

gli odori e i ricordi della fabbrica

Identità

Non c'e' mai il tempo

di dire una parola giusta

completamente netta

non c'e' mai il tempo

di dire

quello che non sembra

e di sembrare

veramente vivi

non c'e' mai il tempo

per sogghignare

ne' tempo per ridere apertamente

c'e' pero tanto tempo

ma davvero a iosa

per criticarci a vicenda

e guardarci

con occhi cattivi

per sbranarci di crudelta'

e passare oltre i cadaveri

la nostra indifferenza

e' cosi' indifesa

da poter essere azzannata

ma a volte ci fa comodo

come un conto in banca

di cui ignoriamo l'entita'

lei e' sempre la'

a raccontarci frottole

senza amare piu'

le scarpe bagnate

su cui vivono le nostre paludi

Dal tuo pezzo di mondo

Guardando a fondo

nel fondo del bicchiere

che ci regalarono un tempo, mille anni fa

e dal tuo pezzo di mondo

sai, io so che gia'

sai tutto

e allora dirlo a me stesso

e' come parlare di vita

la luna prende i sassi e ce li getta

una cosa del genere e' da non crederci

la luna

semplice e semplice

ci sorride parlando per gesti

chiediti ora

perche' gli innamorati

dovrebbero parlare alla luna

solo perche'

vorrebbero stare in pace

come lei

e guardare la terra

da quel pezzo di terra

spopolare il mondo

e rifarlo nei pressi di

quella soffice palla di neve

e da quei pressi

indicare con mano certa

gli ultimi sopravvissuti

e il loro candido sorriso

indistinguibile

tutto(tutto: non, molto)

sarebbe cosi' semplice

se imparassimo a vedere la luna

attraverso un bicchiere vuoto

e lo insegnassimo ai nostri bimbi,

anche in primavera

Le loro notti

Non premiano delillo,

snobbano kundera,

chissa' se i giurati del nobel

nelle gelide notti scandinave

vagano per le strade

e dimenticano il loro ruolo

frequentano concerti pop,

eta' permettendo,

e sanno la differenza tra la lacrima

e il resto.

ora questa potrebbe sembrare

una moderata invettiva

contro i tizi

che assegnano il nobel per la letteratura

e,difatti, lo e'.

avrebbe piu' senso premiare

un clochard che scrive poesie sui muri

due anni buttati al vento

nelle notti svedesi

hanno freddo,

anche le puttane e i giurati del nobel.

Buone visioni

il film era

francamente troppo noioso

cos' mi chiedevo

che vita facesse l'attore

quando usciva fuori dal personaggio

e se le sue inquietudini

erano uguali alle mie;

insomma, amenamente,cazzeggiavo

poi sullo schermo successe qualcosa

qualcosa del tipo:

il film stava finendo

di gia?

e non me ne sono neanche accorto

l'attore proseguiva la sua vita

io raddrizzavo la mia

e davo una pacca sulla spalla

a un film noioso

che si e' sobbarcato tutta questa

poesia.

che e' cominciata

quando ho premuto lo stop,

ad un terzo circa.

play

chi sono io?

io sono un attore

Altri

gli altri erano gli altri

eppure avevano

la presunzione di sapere

tutto della mia vita

e forse anche

delle mie vite precedenti

ma che cazzo ne sapete,voi ?

niente di niente,di niente

cosi'

cosi' uno specchio

di color ombrello

mi specchiai

era un sorriso

comunque

e,d'altronde,

cos'altro

avrebbe potuto mai essere?

21 nov 2010

Il pollice

i camion delimitavano

il territorio

sembravano gigantesche ombre

e qualche buttafuori

li guardava con rispetto e mestizia

se l'ora fosse esistita

allora era quella di andarsene

perche' i corvi e le guide

non sembravano fare altro,

si allontanavano

sotto gli effetti di una lenta digestione

il loro minimalismo

era scevro da qualsiasi utopia,

e digerire

per quella notte poteva andar bene

la partenza dei motori

fu salutata da qualche grido

e i ritardatari ridevano da soli,

nemmeno troppo ubriachi

alcuni dormivano

altri volevano correre per sempre

le stazioni di benzina notturne

erano giganti a cielo aperto

e i piu' fortunati

si davano il cambio

dopo una lunga discussione

fecero salire il tipo

con quel buio era un tipo e basta,

e il suo pollice ciondolava sulla strada

qualcuno accese l'autoradio

e il tipo sorrise

parlava una lingua difficile

e andava dove andava

quella canzone era perfetta

Intermittenze

Citazioni sparse

dai vangeli

mettono in silenzio le guardie

e corrodono

l'allegria degli avventori

la tristezza delle puttane

mentre quando qualcosa accade

c'e' solo un silenzio.

un unico silenzio universale,

per dirci quanto abbiamo sofferto?

no, per vedere i nostri ossi

risplendere

alla luce nei vecchi bauli infiammati di famiglia,

laggiu' arrivo' il pesce spada

a guardarsi e a guardare il mare

a dover dire qualcosa, per forza

allora non c'erano gia' piu' pescatori

i pensili delle cucine

erano pieni ndi torte di mele

e qualcuno faceva foto

a se' stesso

per ricordarsi il proprio nome

non bastava toccarsi in faccia

le colline erano fasci di luce al neon

e la strada provinciale

faceva il suo buio benedetto

Giacca di velluto

ho messo la giacca migliore

per guardare

questo tramonto

ho preso i sassi

e il cane giaguaro

li ha seguiti con riconoscenza

ho messo la giacca migliore

e l'ho presa

come una giacca qualsiasi

mentre il vento

la abbracciava

disinteressandosi del mio io,

spero che la mia giacca

non abbia un'identita'

e non si vergogni di tutto questo,

di questo

continuo bisogno di proteggersi

Appunti color grigio

E' durato troppo poco

quel silenzio

allora decisi di ignorarlo,

e mentre decidevo cosi'

era gia' rumore, nuovamente

tra i tuoi appunti

io leggevo chiaramente

pero' l'esegesi

porta a rivedere tutto

perfino la luna acquista

un altro sorriso.

a due secondi di distanza

allora, dai, scrivi quello che devi

io mi godo il bagliore

di questa lampaduccia

e, sorridendoti,

mi dico:

sono piu' bravo di te

a trattenere il gesto del ridere.

a trattenere il gesto del ridere.

Conferenza

era felice di parlare.

pero' non trovava le parole.

avrebbe voluto dire

che tutto e' egoismo,

e le eccezioni sono formiche,

avrebbe voluto dire

che un uomo non si giudica dalla

forza

ma anche dalla debolezza

avrebbe voluto dire

che la verita' e' stuprata

quattro volte al giorno,

dall'ipocrisia e dalla vigliaccheria

avrebbe voluto passeggiare

e,parlando, tutto sarebbe stato chiaro

ma se mi si legge tutto sul volto

come va a finire?

saluti.

ed ando' ad est,

le onde sfuggenti

gli parlavano

piu' di un'intera magione di ciarlatani

Sogni romantici di una fuori corso

soltanto guardando

nei suoi occhi

capi' il colore dei propri

e come si intonava coi suoi jeans

glielo disse:

lei rise

lui ripete' qualcosa

ma come se lo scrivesse,

lei era china sui libri

e cento teoremi valevano cento teoremi

questa,tesoro, e' la differenza

tra letteratura e matematica

ma questa non e' matematica, e' filosofia,disse lei

la mia, e' filosofia

ma lo penso' solamente

perche' colui che attendevano

busso' tre volte

e dando le spalle ai loro occhi

lei sorrise ai muri biancastri

e' ingiusto

che anche per un secondo

il tuo sorriso mi sia tolto

hai ragione, e' ingiusto

disse il nuovo venuto

lei prese i libri

e se ne ando' per sempre

Allucinazione

Una cosa alla volta

senza troppe spiegazioni

saltellando

gli estranei assalivano

le cantine

non dovete avere paura

questa non e' una poesia sugli zombie

una cosa alla volta

senza un dio

doveva essere tutto piu' semplice

ma erano fuoriusciti

dal campo santo,

qualcosa vorra pur dire, o no?

cosi' sbarbati e precisi

solo un po' impolverati

la gente che li vedeva sul metro'

era gente che soffriva di allucinazioni

cosi' tutto rimase esattamente uguale

e i profeti rimasero sempre piu' umidi

ma potevano ascoltare

quanto amore c'e' nei temporali

e di come questa

sia diventata una poesia sugli zombie,

e su chi si arrende

Biografia di un autografo

Ammettendo

per un attimo

che la persona laggiu',in fondo al ristorante,

sia veramente la sua attrice preferita

l'uomo,timido,

non puo' concedersi il lusso

di chiederle un autografo

ah, ma certo

dev'essere lei:

tutti le si avvicianano

e qualcuno ridacchia scomposto;

eppure e' un ristorante di classe,

bofonchia l'uomo, con in mano

un tascabile russo

d'altronde il paese e' quello che e', confabula.

adesso sta facendo una foto

e poi un'altra.

un cameriere sorprendentemente

euforico, ma euforico tanto,

sta portando

la crostata di ciliegie

deve sbrigarsi

presto portera' anche il conto

(ma forse perfino il suo paese

e' riconoscente nei confronti

delle vecchie dive, e la dispensera')

invece rimane li' seduto

e se si toglie la giacca

dobbiamo purtroppo pensare

che non e' per farle firmare

la sua t-shirt

una cameriera porta se'

con il suo capitale,lo chignon

e dice qualcos'altro

passandogli accanto

si gira di tre quarti

al tavolo

della diva

stan gia' sparecchiando

le e' caduta la giacca,

ecco cosa

fuori dalle labbra

della cameriera con lo chignon

Miraggio n.2

Ok

non sara' il pendolo di foucalt

ma il mio ciondolo

oscilla

e sembra uno specchio del mio io

che intendi con specchio del tuo io?

allora la donna disse che non capiva

quella domanda e fece per alzarsi

lo psicologo

la accompagno' all'uscita

constatando disdicevolmente

che c'era la pioggia

e' solo un ciondolo d'argento

e io sono molto stanca,

blatero' la ragazza(perche' ora si sentiva

veramente una ragazza)

e disse al ciondolo di fermarsi

e lei con lui

Tutti i posti

Ecco, tu stai qui,

a fare qualcosa a caso,

per esempio scrivere su un pc

e li',in un altro posto,

magari cantano inni tribali

perche' la pioggia

ha lasciato il fango

ma anche un discreto crepuscolo

oppure:

tu stai a sentire certe fanfalucche tv

e ti domandi, e ti dici,

io non sono come quei coglioni la' dentro

e a miliardi di anni luce

discettano solo di materia

non sanno cos'e' un dio

perche' non conoscono la morte

ne' le carezze,

perche' invisibili

Lezioni di moralità

Quella che si mangiava

le unghie

osava dare lezioni di moralita'

a quella che se le curava

come fossero figlie neonate

cosi' la ragazza con le unghie curate

dimostrava il suo nervosismo

giocando con il ciondolo d'argento

buttato la' sul collo, come per caso

la ragazza dalle unghie smozzicate

invece agitava le mani,

e ogni tanto si fermava

a tormentarsi il dito medio

l'altra impallidiva

stupita dalla forza

di quelle argomentazioni

di che parlavano?

non e' dato sapere

certo e' che

quando questa storia finisce

non c'erano piu'

Una terra senza ombrelli

guerriglieri davano del tu

alle rondini

capivi dov'eravamo

perche' quando pioveva

nessuno tirava fuori l'ombrello,

probabilmente

nessuno ne aveva mai posseduto uno

e allora i loro starnuti risuonavano

nella valle

guerriglieri spezzavano le ali

ai filosofi

e ai dotti

cavalcavano fieri

nella calura di un'estate eterna

avevano un pezzo di terra

e piangevano tra loro

ricordano il futuro,le nostre lacrime

ricordano il passato,le nostre idee

adesso che stavano invecchiando

sembravano dei pazzi a discorrere

con le rondini del raccolto

e del pane avanzato

ora, piangevano,

erano contenti

perche' erano invecchiati

da filosofi e non da guerrieri,

quando i vecchi incubi

diventano cibo per le rondini

e le rondini cibo per i cani

e la morte li coglie

con le mani nelle mani

delle squaw

20 nov 2010

Poesia senza tante spiegazioni

La ragazza scriveva haiku

poi comincio a mandarli a memoria

li ripeteva tra se'

nella strada che portava al lavoro

sembrera' strano

ma questa donna

non aveva un nome

non lo aveva mai avuto

cosi' la chiamavano

dicendo "quella che parla tra se'"

era il periodo in cui

perfino le strade piu'malfamate

erano riempite

dal profumo dei mandaranci

e cosi' nessuno si stupi' di vederla

con quattro aranci in mano,

poi lo dimenticarono subito.

fu piu' singolare vederla

con dei confetti in tasca, straripavano

dalla giacchetta grigia,

dove era stata ad un matrimonio?

una festa di fidanzamento?

un minuto dopo se n'erano gia' dimenticati

pero ' tutti videro

che la ragazza non parlava piu' tra se'

(certo loro non potevano sapere che

mandava degli haiku,i suoi, a memoria)

e cominciarono a guardarla con occhi diversi.

lei in realta' pensava a nuovi versi

sugli aranci e sui confetti mandorlati.

e se una poesia non ha tante spiegazioni, meglio,

perche' forse e' davvero un sogno,

soltanto un sogno.

la canzone preferita della ragazza risuono'

dalla strada,lei si giro' lentamente.

era troppo presto per svegliarsi.

ma che doveva fare?

Così

Cosi' thich quang

si iimmolo' bruciando in piazza

da povero monaco che era

cosi' il presidente dem

il potente presidente dem

persegiutava i buddisti

cosi' oggi l'asia e' piena

di monasteri che ricordano

quel tragico gesto

beh, chi si rammenta piu'

del dittatore inverecondo?

meditate,uomini,

perche' il gesto di un folle

sara' l'esempio piu' luminescente

e l'ingessatura di un sedicente savio

sara' l'oblio.

Storia di una lettera d'amore

Ho cominciato

a scrivere una lettera d'amore

poi mi hanno detto

che non andava bene,

non devi piu' pensarci,

non devi piu' pensare a lei

e io,per un po' resistevo,

poi cominciavo

a capire che era impossibile

cosi', di nascosto, ricominciavo

a scriverle,

e lei sembrava vicina, in quei momenti,

il suo sorriso,la sua vita, i suoi seni, i suoi pensieri,

tutta la sua giovane vita

tutto il nostro futuro.

pero' il vecio mi sorprendeva spesso,

ed ecco che io

dovevo davvero smetterla

fortunatamente scendemmo presto a valle

ciao,partigiani,

ci gridavano

la' conobbi flora, la cara flora

una vecchia vedova

che mi raccontava della sua sicilia;

io piangendo le dissi del mio amore,

e lei mi tenne a lungo la mano.

poi ripartimmo

ed eravamo sempre meno

e sempre piu' stanchi

flora mi saluto' dal balcone

e mi disse addio,

era vestita di nero.

al crepuscolo

l'imboscata

il cecchino nazista

il mio zaino pieno di risme donate al vento

il mio cuore senza piu' sangue

Di notte,con la testa appoggiata a un tronco

Era notte,

le luci dei lampioni si spegnevano

avevo paura dei cani

ma continuavo a camminare

ombre di gente che correva

anche loro per tornare a casa

era notte,

il parco cantava

con stropiccii di consigli

le merde si inseguivano

portate via dal vento

l'anello brillava alla luna

qualcuno mi disse

che ra impossibile

fermare

quel momento per l'eternita'

allora appoggiai la testa al tronco

e sbadigliai

brividi di freddo

ma non sarebbe piovuto

l'erba era ancora bagnata,

e io mi distesi

mi avrebbe svegliato la pioggia

il fringuello o il pettirosso?

non mi sarei svegliato mai

Venti d'inverno

Le porte certamente

si chiudevano

gli spiragli erano

pericolosi assassini

le idee erano nel giusto

ma uscivano

come fumetti

da bocche gelide e abbirrazzate

tutti si domandavano

perche' era quell'inverno

a scuoterli

finche' non videro lontano

il cimitero

allora qualcuno

propose di tornare indietro

altri dissero

che era solo un vago ricordo

altri muti, schioccarono le dita

ed indicarono

il viso del custode

ormai era trapassato,

ed al posto degli occhi

specchi di sangue;

ormai era trapassato,

ed al posto degli occhi

specchi di sangue.

non tornarono mai indietro,

perche' quella vista

li scioccava e li incuriosiva, anche

la neve ricordava loro qualcosa

di tragicamente ancestrale

e il suo colore rimaneva bianco

Caterpillar

il caterpillar

e le pecore

fanno un pezzo di campagna

le pecore anarchiche

il caterpillar reazionario

dall'alto il contadino-manager

guarda i frutti del suo lavoro

e si asciuga la fronte

dalla neve

non ha eta' il suo campo

non ha eta' il moderno trattore

e nemmeno le vecchie pecore imberbi

presto qualcuno parlera'

e scendera' da quei monti

se vuoi chiamrlo redentore, fai

ma in realta' e' soltanto

un esattore delle imposte,

e non si chiama mattew

Nel fiume

nel fiume passano

i pescatori

nel fiume ridono

i pescatori

indolenziti dagli anni

invidiano

il piu' giovane di loro

e pure la trota

che certo non invidia nessuno

deve solo riuscire a sfangarla







Un lunedì

A scuola si respira

aria di dismissione

ma ci sono tutti

pure la ragazzina violentata

qualcosa gli dice

che non era un sogno

e il sogno e' questo

in cui corregge i compiti

e spiega kant

vorrebbe sapere di piu' delle

loro vite

capire i segnali

cosa dicono

i grandi filosofi a proposito?

e che dice la matematica, a riguardo?

gli alunni sorridono

perche' l'estate e' vicina

Colazione della domenica

il caffe' macchiato

lo gusta con dovizia,

e poi i suoi giornali preferiti,

e poi un bagno caldo

invece rimane li' a letto

a ripensare ad eli

perche' c'e' sempre

poi si alza strascicando
le pantofole

ha quarantasei anni

ma non ha una vita sua

solo quella classe

che gli riempie le giornate

comincia a correggere i compiti

scritti meglio di taluni giornali

Prof di matematica

il prof di matematica

ora in realta'

sta parlando

con fare faceto

perche' l'anno volge al termine

e' i ragazzi saranno tutti

promossi,

cosi' si parla di cosa faranno d'estate

solo una ragazzina

rimane in silenzio

e poi dice"mio padre mi ha violentato"

e allora il prof si alza

e prepara la colazione della domenica 

                                                                   continua-

Crash Test

I crash test non riusciti

teste vituperate

in laghi di sangue

ingegneri

molto poco imbarazzati

grandi multinazionali

che avevano sbagliato

qualche logaritmo

piloti professionali

che si aggirano come vampiri

utilitarie,infine, parcheggiate in quarta fila

Tentativo di suicidio

Nessuno e' pazzo,cara

disse la donna

ah, davvero,

rispose la ragazza

e allora perche' sto qua dentro,

dottoressa dei miei stivali?

e allora la dottoressa

le spiega

com'e' fatto il mondo

ed e' proprio per questo,dice quella,

che voglio farla finita

la dottoressa sospira

senza darlo a vedere

ma la donna-ragazza se n'e' accorta benissimo

e allora sospira anche lei

quasi a dire che il mondo e'

quello che e'

ma mentre per la ragazza

e' un mostro ingeneroso

per la tipa in camice

e' solo un incidente di percorso

La signorina (considerazioni di un sognatore)

Lo sguardo cinese

della ragazza

guarda cieli apparentemente stellati

cosi' i raccontatori di barzellette

la osservano

dimenare il culo

niente sanno di lei

perche' e' tornata

nel quartiere natio

niente sanno di lei

e di come abbia

affrontato la vita

hanno quel culo

e quel vago sguardo cinese

e tanto gli basta,

agli avventori del bar

e dopo che e' passata

tutto riprende come prima

ma lei

forse non dimentichera'

quegli sguardi

DaSud

da sud, da sud..

qualcuno urla che stanno

venendo da sud

e allora comincia

a spargersi la voce

altri dicono

che sono gia' arrivati,

altri ancora inveiscono

in silenzio.

lo straniero,

uno solo,

e' gia' li'

e sembra un sogno spezzato

con quell'aria da mentecatto

e la valigia di cartone

quel linguaggio dolce,

di chi sbaglia le parole.

e posa la valigia,

e comincia a guardarsi attorno

e deve abbracciare la vita,

comunque essa sia

deve bere un caffe'

questa e' l'urgenza

e allora apre la valigia

con la sua mercanzia

l'italia e' un paese razzista?

ps.nessun refuso, il titolo della e ' proprio DaSud,senza stacchi

Luci della stazione

Appollaiato sulle panchine

della stazione

l'uomo guarda i treni passare

e si domanda,credulo,

perche' non ci sia un treno

per l'oceania

davvero il fresco

fa tanto male

e presto verra' il freddo

saluta la vecchia zoccola

dall'altra parte del binario

deve ricordarsi

di comnprare un orologio,

poi subito sorride

di questo pensiero sconcio

il tempo non ha il tempo

di essere misurato

e dorme

sognando i grandi mari

e un vagone pulito

tutto per lui

Canzone della luna

Pensavo fosse

un altro giorno

tutto sbagliato

era un pensiero

la luna abulica

solo un flash

mangiavo tivvu'

panini imbottiti

ah, ecatombe

tutto cadeva qui

nemmeno un'idea pero'

ci annuncio' lei

la vedemmo gia'

era strano sorriderle

la nebbia del volto

19 nov 2010

Dei risvegli

Specchi di sole, bruciati

copertoni di gomma

impagliati

eri cattiva

eri cattivo

chi?

il giorno che si incanta

immobile nelle sue foto

se il giorno e' la a

la notte z,

e cosi' l'alba

e' in una terra di mezzo

dove allunga le mani, a tentoni

la sveglia calda

et les biscuits

nel macchiato.

Cento aborti

Il primo perche' era stanca,

il secondo perche' era stanca

e annoiata

il terzo perche' si era svegliata male

il quarto perche'

nessuno e' innocente

il quinto perche'

550 sono pochi

il sesto perche' lavando i piatti

ascoltava alla radio i consigli

il settimo perche'

faceva troppo freddo

quell'inverno

l'ottavo perche' non

e' una cosa di sinistra

il nono perche'

il marito imprecava

il decimo perche'

la sorella era un medico

l'undicesimo perche'

non sarebbe stato felice

il dodicesimo perche'

era una violenza carnale

il tredicesimo perche'

era una violenza mentale

il quattordicesimo

perche' un bimbo nato al cinema

non potrebbe mai essere felice

il quindicesimo

perche' amava un'altra

il sedicesimo

perche' amava un altro

il diciassettesimo

perche' la pioggia

la rendeva malinconica

il diciottesimo

perche' quell'africano

i genitori non lo volevano

il diciannovesimo

perche' un figlio negro

i genitori non lo volevano

il ventesimo

perche' il mio

e'  un paese razzista

il ventunesimo

perche' non avrebbe piu' potuto fumare

il ventiduesimo

perche' non avrebbe piu' potuto drogarsi, ne' bere

il ventitreesimo

perche' non doveva succedere

il ventiquattresimo

perche' la notte piangeva

il venticinquesimo

perche' non si sapeva

chi era il padre

il ventiseiesimo

perche' uscendo dalla doccia

vide se' stessa invecchiata

il ventottesimo

perche' non voleva pensarci

il ventinovesimo

perche' ne aveva gia' due

il trentesimo

perche' in paese l'avrebbero distrutta

il trentunesimo

perche' aveva letto madame bovary

il trentaduesimo

perche' aveva letto madame bovary

il trentatreesimo

perche' c'e' l'11,27 del vangelo

il trentaquattresimo

perche' si sentiva terribilmente grassa

il trentacinquesimo

perche' era tutto un gioco

il trentaseiesimo

perche'era una povera pazza

il trentasettesimo

perche' era un'ebrea

il trentottesimo

perche' non capiva il mondo

il trentanovesimo

perche' il padre aveva pagato

il quarantesimo

perche' il padre aveva la tonaca

il quarantunesimo

perche' era troppo piccola

il quarantunesimo

perche' sarebbe nato prematuro

il quarantaduesimo

perche' sarebbe stata una donna

il quarantatreesimo

perche' perche' proprio a lei

il quarantaquattresimo

perche' erano ubriachi

il quarantacinquesimo

perche' la pagavano

un milione a film

il quarantaseiesimo

perche' una scopata non valeva tanto

il quarantottesimo

perche'

e anche se fosse stato cristo

il quarantanovesimo

perche' pettinandosi

penso a quanto era stata fortunata

il cinquantesimo

perche' nel '68

non era ancora nata

il cinquantunesimo

perche' rideva troppo

il cinquantunesimo

perche' non sapeva che dirgli

il cinquantaduesimo

perche' tutto questo sara' tuo

e' trppo poco, baby

il cinquantatreesimo

perche' si era trattato

solo di un blow job, cristo santo

il cinquantaquattresimo

perche' voleva fare un dispetto al mondo

il  cinquantacinquesimo

perche' voleva fare un dispetto a se' stesso

il cinquantasettesimo

perche'

non voleva un figglio italiano

il cinquattottesimo

perche' la madre piangeva sempre

il cinquantanovesimo

perche' lei era troppo brutta

il sessantesimo

perche'

a ben guardare avrebbe dovuto

chiamarlo cattivo

il sessantunesimo

perche'

non era piu' innamorata

il sessantaduesimo

perche' vomitava troppo

il sessantatreesimo

perche' le altre madri, al parco,

le sembravano estranee

il sessantaquattresimo

perche' era gia' al settimo mese

il sessantacinquesimo

perche' aveva visto

una coppia di barboni con

un figlio

il sessantaseiesimo

perche' non sarebbe piu' stata

la ragazza degli haiku

il sessantasettesimo perche' era troppo vecchia

il sessantottesimo perche' era impaccata

di xanax e prozac

il sessantanovesimo

perche' una bulimica non deve avere figli

il settantesimo

perche' al concerto

le guardavano il pancione

lei aveva detto che cazzo avete

ed ecco il perche' allora

il settantunesimo perche'

lo specchio rifletteva la sua immagine

col pancione e spettinata

il settantaduesimo perche'

non era glamour

il settantatreesimo

perche' lui la carezzo'

e disse che era un problema suo, di lui

e s'ammazzo'

il settantaquattresimo

perche' i viglili la guardavano strano

il settantacinquesimo

perche' non sapeva come chiamarlo

il settantaseiesimo perche'

aveva gia' tre cani

il settantasettesimo

perche' la citta' era troppo grande

il settantottesimo

perche' svenire non era il suo forte

il settantanovesimo

perche' era solo una prof

di matematica

l'ottantesimo

perche' era tutto cosi' distante

l'ottantunesimo

perche' il mondo era in compagnia

e lei sola da sempre

l'ottantaduesima

perche'

una disperata

l'ottantatreesima

perche'

lui l'avrebbe ammazzata

l'ottantaquattresimo

perche' non capiva le femministe

l'ottantacinquesimo

perche' capiva le femministe

l'ottantaseiesimo

perche' la vita non e' una poesia

l'ottantasettesimo

perche' non c'era il paradiso

ma soprattutto neanche l'inferno

l'ottantottesimo

perche' l'infermiera le aveva sorriso

tenuto la mano

ti siamo vicini,disse

ti siamo vicini, disse l'ottantanovesima

la novantesima

perche' sarebbe morta lei

la novantunesima

perche' quello era

l'unico gesto d'amore che poteva

la novantaduesima

perche' aveva preso

troppi calci in culo

la novantatreesima

perche' sotto la sua quercia preferita

c'era un bagliore strano

la novantacinquesima

perche' odiava i centri commerciali

la novantaseiesima

perche' la dottoressa

la guardava male, avanti un altro

la novantasettesima

perche' in fabbrica a mensa

ricordo' la lettera in bianco

la novantottesima

perche' quei corridoi

erano troppo bianchi

la novantanovesima

perche' la sua amica piangeva per lei

la centesima

qualcuno spalanco' la porta

la centunesima

aveva i borsoni sul viso

e non capiva

i suoni delle campane

la centoduesima perche'

voleva impazzire

la centotreesima

perche' era solo una zia

la centoquattresima

perche' gli altri

camminavano distrattamente

la centocinquesima

perche' doveva spaccarsi la testa

ma sanguinare da donna libera

la centoseiesima

perche' avrebbe ripreso a sanguinare

la centosettesima

perche' la svizzera e' lontana

la centoottesima si tolse il camice lindo lindo,

eccetera,eccetera,eccetera

C'era una volta il cinema

C'era amanda che giocava

coi fili d'erba

e juliet che voleva fare la rivoluzione

e certo anna che correva nel louvre

che non si faceva baciare

che camminava a testa china

c'era madeleine che sorrideva sempre,

sembrava che avesse un telecomando,

e poi margit che viveva da sola

pur essendo sposata

e barbara che la consolava

con dotti consigli

c'era anne che contava la sua eta'

e audrey plagiata da un mondo futuro,

c'era un tempo

in cui il cinema faceva il cinema,senza imitarlo,

senza bisogno di essere trendy;

qualcuno vide louise

piu' colorata  di un tramonto.

Interviste con occhiali da sole

chi fa interviste, o comunque parla,

con gli occhiali da sole e chi no

ok, e'innegabile

gli occhiali da sole

danno un'aria piu' sexy

e con una sigaretta ancora di piu'

ecco,la fine dell'umilta'

e' parlare senza togliersi

gli occhiali

e con una sigaretta tra le dita

ma non c'e' mai limite al peggio

cosi',ecco

il massimo sarebbe

andare in bosnia, o meglio in iraq

a l'aquila o ad haiti

con la nostra bella sigaretta

e quei demoniaci

occhiali da sole addosso

ma e' novembre?

novembre, che pero'

non impedisce tutto questo

solo la pioggia ammanta

tutto cio' di ridicolo

si dira': non necissito di

occhiali sulla testa

e occhi vividi lucidi e scoperti

per aprire il mio cuore..la sincerita';

non necessito

di sigarette nel cestino

per far trapelare

il mio vero io

ma adesso c'e' ancora la luna

e,forse, abbiamo smesso di fumare

il mondo,eccolo,

diviso manicheisticamente

in due categorie.

poi i furbi hanno cominciato a togliersi

gli occhiali

e a rimanere furbi.

e' inquietante:

l'alta deontologia dello sciacallo

inviato speciale della gazzetta urlante

gli impedisce

di inforcare gli occhialucci

cosi' come 99 su 100 politici

bussano alle nostre case ogni sera

senza mai fumare,

ah,si, questo l'ho imparato,

annodando per finta una cravatta.

l'abito non fa il monaco ma,ehi,

aiuta a riconoscerlo.

comunque ora schiudo le labbra

e ti dico,

e mentre tu rispondi

noto i tuoi occhi magnetici

beh certo tu stai vedendo i miei;

e' giorno

18 nov 2010

Altrove

Adesso tieni lo sguardo basso

poi trattieni il respiro

quindi alza lo sguardo

e racconta chi sei col sorriso

ma non eri tu, che stavi morendo dentro?

e scaglia sul suo petto

tutta la comprensione

che qui da noi

sia un po' piu' giorno

noi, lo sapevamo

che qui da noi

fa un po piu' giorno

che altrove

Libri

Hitler li bruciava

mao li bruciava

leopardi li scriveva

oh, voi, uomini stolti,notate la differenza!

adolf era imbianchino

tse tung era poeta

oh, voi, uomini sciocchi,

notate l'evolversi delle menti umane

e l'amore e' il compendio di tutto

da scriversi in mille libri

buoni per sbadigliare

ma non per far legna

L'odore della macchina

la seconda

la terza

la quinta

l'odore della macchina

di mio padre,

e quanto resta,

si questo resta

ricordo che se

viaggiavo di giorno

vomitavo

invece di notte,

non avevo problemi

l'odore della macchina

di mio padre,

questo  resta

Il libero mercato e il Critianesimo (niente a vedere con)

La competizione

e l'esistenzialismo

il dio

che sa

delle cose

il dio

che sa

"delle cose"

la competenza

e le cose

per l'esistenzialismo

dio sa cose

ah, se le sa

tizio

esiste

e dio,

d'inverno dov'e' dio ?

l'ambizione e la competizione

17 nov 2010

Il testamento di Jules

Mosche topi
zanzare vampiri dabbene danzano intorno
adesso, credici, il re degli insetti
sta insozzando la vasca
e presto fuggira' per i campi
ma io ci piscio sopra
felloni patentati
ammettono di esserlo
ma trovano cosi' curiosa questa
definizione
che si guardano intorno spaesati
ma anche spaesati
e' un termine senza troppa riuscita
perche',in finale,
chi e'senza paese?
chi e' senza paese alzi la mano
chi e' senza paese metta un dito qui sotto
e poi, a ben vedere,
anche il testamento di jules e' un nome bizzarro
per il titolo di una bah..poesia
anche il testamento di jules
dice tutto e mostra niente
se non fosse per quelle centinaia d'insetti
che proliferano
sulla sua testa
e' forse per quello che tal jules
non mostra niente di se'
e l'unica cosa rintracciabile
e' una rivista di sudoku, fuori,
sopra al davanzale
due piccioni ci amoreggiano sopra
e poi ci defecano
e poi volano liberi
in culo,in culo al de cujus, sembrano dire
sbattendo le ali tenere



Forme rassegnate di vita provenienti da un altro pianeta troppo distante per essere vero,ma ormai anche le distanze anni luce sonoobsolete

a chiama b
a chiama b
chi siete?
noi siamo un pianto di luce
e' perche' e' buio?
tu, fai troppo domande.
gli amorevoli incipit
di questa storia sono disseppelliti
nei vostri cuori.
a chiama b
a chiama b, ripeto
noi non siamo qua per rispondervi,
al massimo
per toccarvi guardarvi pensarvi
studiarvi
quindi siete dei sociologi?
a chiama b,
questo e' tutto cio'
che saprete di noi.
gia'

Turbo Jimbo

Ah, si
jimbo wales vorrebbe
(e' una mia libera decisione)
farmi scucire
allora cambio i dollari, i franchi
la pecunia, tutta,
e vado a comprarmi un giubbotto
nuovo
per sorridere e rimorchiare
(a volte le due cose conicidono)
oppure a prendere un gelato al pistacchio
e c'e' da comprare gli spaghetti al tonno
con buona pace,jimbo,
male che vada li butto in banca
(tu ce lo metti il parmi negli spaghetti sul tonno-?
non so, vedi su wikipedia-)
quel giubbotto li',signorina, si, quello.

I capelli di Chantal

Sentivo dire
che voi stavate male
adesso invece mi sembrate
in ottima forma,
sentivo forte
qualcuno asserire
che l'amore e' tanto reclamizzato
perche' nessuno sa bene come
e il cosa
e quando la strada
si gira attorno
mi sono accorto che mi son perso, disse l'uomo
e sembrava li' li'
per avere un colpo
allora io accesi il mio navigatore
che non era altro
che  il mio dito indice puntato
verso il cielo
e il pollice che malediceva dio
e poi cantando
lei mi chiese
io le dissi
che tutto quello
che potevo fare
era mettere una sua foto
nel mio portafogli,
meglio se la metti
sul tuo computer
allora lei accese il cellulare
e disse che doveva
proprio mandarmela
e chi era? chiesi
era-e'-la ragazza che sta venendo
una certa chantal
e perche' porta i capelli cosi'?
e perche' no?, mi risposi da solo
mi sistemai i miei di capelli
e tolsi la polvere
dal suo viso dolce
non mi chiamo chantal, quasi grido',
quello e' il mio nickname
cos'e' un nickaname, dissi
e lei li' a spiegarmelo
fingendo di non capire la mia ironia
lui, pero',ti chiama chantal le dissi
ma lei si giro' e non vide piu' nessuno