> il mondo perfetto: L'educazione sentimentale (alla critica cinemtaografica)

20 mag 2018

L'educazione sentimentale (alla critica cinemtaografica)

La critica cinematografica degli ultimi anni, col proliferare del web, sembra proprio malata di attualismo: pare che esistano solo i film in sala- c'è poca attenzione per le opere degli anni addietro, o addirittura dei decenni passati.
A questa patologia recensiva si è aggiunta la triste inclinazione ad occuparsi pervicacemente delle serie e non solo occasionalmente ma ponendole sulle stesso piano dei film in sala: non che, alcune, per qualità non lo siano ma il meccanismo della serie nasce per creare suspence non per fare film; d'altronde già ne parlai qui. E' un mondo di recensori distratto, che sembra insomma preferire il presente al passato. E, per inciso, non c'è riguardo per capolavori, veri o presunti, del Cinema autoriale ma soltanto per tutto ciò che è al centro dell'attenzione in quel momento. Una critica cinefila davvero puntuale dovrebbe smetterla di snobbare i film meno recenti, a favore di quelli di cui tutti parlano. Ed è quello che faccio e continuo a fare, a parte qualche exceptio, nella mia rubrica, in questo sito. La scrittura del Cinema come luogo dove si trattano i films come si tratta la politica o la notizietta di nera non è qualcosa di consigliabile, anzi è proprio deprecabile. Se si seguisse (e in parte avviene) lo stesso trend nei blog letterari ecco che Balzac soccomberebbe di fronte a Volo. Ed è esattamente quello che accade nei blog cinefili. Volendo marcare ancora di più la mia distanza da questo andazzo, da oggi cambio il titolo della Sezione per gli scritti di Cinema, dal generico a un più specifico Teorema Films, un richiamo alla cinematografia dei padri, un tributo a PPP.