> il mondo perfetto: La donna è donna

29 mag 2018

La donna è donna

Dopo Le petit soldat, il classico più classico della sua carriera (allora appena iniziata) di oltre sessanta lungometraggi, Godard firma con la sua terza pellicola un'opera a colori (prima volta nella sua, allora breve, filmografia) con Une femme est une femme (titolo originale che sfrutta il gioco di parole tra femme e infam).
Una storiella apparentemente innocua (una spogliarellista vuole un figlio dal suo fidanzato ma lui è riottoso, mentre un altro le ronza attorno...) diventa il pretesto magniloquente per una commedia musicale che mira nettamente, anche più che in Fino all'ultimo respiro, a ridisegnare il linguaggio cinematografico (e cinefilo). Gli attori (Karina, Brialy, un Belmondo che detta i ritmi) parlano forbito, parlano volgare, citano, si insultano, giocano tra di loro (e con lo spettatore) così come il regista gioca coi colori, i suoni, le attese e, soprattutto, quello che sarà d'ora in poi il suo terreno prediletto (anche se quasi mai così leggermente): il grottesco. E' un film che odora di Chaplin ma anche di commedia- americana- anni '50. Se A bout de souffle, il primo film, era soprattutto un omaggio al cinema statunitense "hard boiled" (Bogart e compagnia), ed il secondo una storia politica amorosa molto molto lineare, qui entra in campo il Cinema. Questo altro capolavoro- benchè meno convincente del predecessore- usa infatti la forma della Settima Arte come punto trainante dell'opera. Non a caso il genere nel genere (ovvero la commedia romantica stile americano) è il musical, ossia una forma filmica molto ben definita, in cui è più facile irridere, giocare, muoversi. Un film che ha tutti i pregi di quelli accademici, senza averne il difetto principale: la noia. Gli spettatori ancora non lo sanno ma questo sarà l'ultimo film leggero del Maestro. La conclusione di una trilogia in cui il castello di carte del (suo) Cinema è stato sovrapposto a quello classico, senza ancora- miracolosamente- averlo buttato completamente all'aria.