> il mondo perfetto: L'impostazione

3 mar 2018

L'impostazione

Si chiedeva spesso come sarebbe stata la sua vita se avesse avuto dei figli, e quali e quante sarebbero state le differenze nell’educazione tra un bambino e una bambina.
Gli piaceva oziare con questi pensieri ma- urgenti come una tosse improvvisa- arrivava sempre a domandarsI: ma sono veramente domande oziose? Quand’è che un uomo si accorge che la vita non ha più stimoli, e continuerà sempre uguale, fino alla fine ? Fatto sta che da qualche anno Jimmy aveva cominciato a pensarlo assiduamente. Assaporava rassegnazioni. Come avrebbe impostato le differenze d’educazione, con tutta quella fiacchezza che lo pervadeva. Ma no, un figlio ti cambia la vita. E allora alla rassegnazione quasi prelibata si sostituiva la mestizia del caldo sonnolento della L.A settembrina delle due e trenta, due e trentacinque. Lui si addormentava verso quell’ora e sognava i volti dei figli che avrebbe avuto, in qualche altra dimensione e, male che andasse, solo in quei sogni  felici. Da quando era rientrato in città ecco che aveva ripreso a sognare. In Giappone dormiva solamente. Come sarebbe stata la sua vita con due o più figli ? Li avrei educati diversamente ? Oppure ormai le distinzioni pedagogiche tra sessi sono cosa del passato, qualunque passato fosse ? Uscendo, pigramente, si diresse quasi sotto ipnosi in un posto che ormai credeva chiuso. E invece c’era. Idem il ristorante lì accanto. Si, come li educherò i miei figli-come li avrei educati si sussurrò, cogitabondo. Bussò per un pò, poi sentì un vocio sempre più distinto. Qual’è il modo giusto per educare un figlio ? E se fosse stato un figlio unico. Lui era un figlio unico. Fu allora che pensò a sua madre quando la porta si spalancò.