> il mondo perfetto: Miracoli e fede

24 dic 2017

Miracoli e fede

Si alternano, apparentemente a caso, gli interventi divini (Miracoli) e le considerazioni sulla Fede.
Gesù guarisce un lebbroso- intimandogli di non dire a nessuno dell'accaduto ma di fare, invece, un'offerta, come ricordato da Mosè (ennesimo richiamo alla Tradizione ebraica).
Poi il Nazareno fa lo stesso verso il servo di un centurione- che gli dice che, indegno ad accoglierlo sotto il suo tetto, basterà la Sua parola per guarire il malato (l'uomo è paralizzato). E infatti il centurione viene portato da Gesù ad esempio di Fede assoluta.
Questa deve infatti avere la priorità su qualsiasi altra cosa (materiale- esempio della casa- o "spirituale"- il seppellire un proprio caro). Allo stesso modo redarguisce i discepoli che, vista la barca nella tempesta, avevano manifestato paura, prima che Lui riportasse la bonaccia,"sgridando" mari e venti.
Guarita la suocera di Pietro da una febbre, per ben due volte, nel giro, per così dire, di una pagina, scaccia degli ossessi (degli spiriti usciti dalla tomba, oggi li chiameremo zombie); la seconda volta mandandoli dentro a una mandria di porci che si sfracella in un dirupo (il versetto relativo sarà messo anche ad esergo del romanzo I demoni, di Dostoevskij). Per la prima volta, ciò porta anche alla paura verso il Nazareno, che viene supplicato di allontanarsi (abbandonare è il verbo usato) da quei territori (c'è un timore, si può sintetizzare, di ciò che non viene compreso, perchè appunto eccezionale).