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12 set 2017

Diario di un serial killer (incubo n.1)

Fuori dal tempio
parcheggi in quarta fila
nessuno si spiega tutta questa ressa
manco ci fosse Claudia Koll a dire messa
morti di ruggine fuori di testa
crani decapitati qui nella cesta
non credo più in Dio ma solo nelle pin up
                                                 con la sesta
il giullare ride col prete delle sue stesse gesta
qualcuno di soppiatto ora lo pesta
sangue nero stinto sulla cresta
shock anafilattico sui divanetti della festa
le piccole comparse fanno le guest star
pose da fumatori di rothmans e lucky star
notti insonni per cambiare un avatar
quattro coglioni avvelenati al bar
al manicomio repliche di Dallas (J.R)
liste di necrofili arrossiti sulla sabbia
fegato che si mangia gli avanzi della rabbia
ti piaccia o non ti piaccia
questa è la sua faccia
preso male dentro arde- Freddie Kruger
doppio gioco che ti spia- Diane Kruger
fa più morti di comunismo e sharia
non assomiglia a Rosa Luxemburg nè a Maria
bugiarda patologica: tu chiamala, se vuoi, Democrazia
troia che solo il 30 febbraio non la da via
citando a memoria marchette e tariffe
vomita sangue alla cena delle beffe
i capelli usati dal vento come piccole effe
volto emaciato alla Christiane F
un plenilunio nello zoo di Berlino est
faccia acrilica ha appena fatto il test
dorme sui sassi o su Infinite Jest
tocca più palle di George Best
ora il tempio è sguarnito di schiavi e padroni
parolacce a caso mugolano al'ombra dei droni
pensieri antiquati- walkman sony
tra INRI e SNRI mi girerò ed andrò oltre
in questa immensa coltre
di demistificazioni
processi senza testimoni
queste prigioni
ruvidi coni
know-how di flagellazioni
le peggiori intenzioni
nelle identificazioni
vittime prese da tutti i lati buoni
scheletri a terra come esercizi per le moltiplicazioni
Padre nostro che sei nei tuoni
i farisei mai andati via dopo anni
continuano a blaterare e fare danni
hanno lavato in fretta e furia  i loro panni
volano sullo sciacallo dopo che li scanni
hanno la faccia di genitori incestuosi
terrore dei compleanni
con l'ego presuntuoso di diciottenni
sono molti più dei topi come cloni
sanno di sangue d'utero, ultime mestruazioni
l'iperbole dei cattivi, l'angolo retto dei buoni
nella quinta di copertina il ritratto dei fobici
rien ne va plus la poesia numero dodici
come chi vince tutto puntando sul dodici
fiaschette di whisky sul collo, antibiotici
affogato con le groupie in mezzo ai tropici
orgasmi facciali macroscopici
"sì mò scopaci..si mò scopaci..."
echi di routine ritrovate tra sforzi ciclopici
mani da otto dita che aprono gli apocrifi
vomitare agnello sui vegani, pregare per i diabetici
lo specchio appannato dei filantropici
ancora sessantanove parole prima che tutto taccia
guarda i solchi qui dentro la mia vera faccia
uomo che ti parla gesticolando con le braccia
quella farfalla uccide il topo e poi l'abbraccia
lo shining prima che tu capisca cosa faccia
il carcerato che suda per aprire l'interfaccia
selfami le spalle: non credo ai voltafaccia
scrollo le spalle in cessi d'hotel dopo una minaccia
polso bagnato di chi si attacca esangue alla borraccia
notti balorde alla Ted Bundy, punto omega, la caccia
farò scendere il silenzio affinchè qualcuno taccia
sfilerò via l'autocommiserazione- spada nella roccia
lì davanti a loro prima che il letto si disfaccia
non la lascerò, non lascerò nessuna traccia
solo il dolce lamento di una madre saggia
schizzato profondo sull'ultima traccia.
mi sbottono la camicia e ti faccio linguaccia
uccideranno il mio cuore svendendo robaccia
sarò la carezza del ribelle, il giorno più corto
lo schiaffo senza mani, l'inventore dell'aborto
la gioia del sopravvissuto strozzata dal morto
sei colpi in canna sopra al passaporto
l'idea che si brucia appena il sole è sorto;
staemi lontani, ora, che è meglio
non fate confusione tra gli occhi e i denti del coniglio
lasciate alla mia insonnia questo giaciglio
sotto una luna opaca mi immagino da sveglio
se mi alzo prima, prima ti rispoglio
quando ce la fai pensami al risveglio
tu vivilo come un abbaglio
chiamandoli all'ora di cena come a un figlio
madri sole istruiscono pit bull a cui io abbaio
un segno di luce fioca- è già cenere sul legno
il giorno inutile che l'illusione rende pregno
una tentazione che non disdegno
business lunch con Gambadilegno
chi muore poi rinasce e non paga pegno
alla fine dell'eutanasia che cazzo ti frega del significato
                                                 del sogno
ragni epilettici in cerca di pupille
più hanno paura più fanno scintille
sulla tua pelle, ti stanno a pelle
colli spezzati schizzano- anguille
bianco e nero ispirato alla Frank Miller
nel segreto tutte le cose che sai ora dille
un trapano elettrico presto curerà le tue tonsille:
non servono tante preghiere per un serial killer.

Chi sono oggi i mercanti da cacciare dal tempio ? Come in "American Psycho", l'uomo comune sogna/incubeggia di farsi giustizia da sè di una realtà avvilente.