> il mondo perfetto: Joe Shawerp,in un mattino senza stagioni

11 dic 2013

Joe Shawerp,in un mattino senza stagioni

Joe e Barry sembrano aver familiarizzato:lo capiamo da come percorrono la stradina tra il bar e il pullman.Joe ogni tanto si volta dietro a guardare la ragazza che assomiglia a Louise Brooks.Lei sembra non farci caso.Sono tutti coperti come se fosse inverno,anche se la stagione non è definita,magari potrebbe solo essere una prima domenica di primavera,un po' inclemente.Vediamo sulla soglia "Barbara Valentin",che più che salutarli (cosa che in effetti non fa) li scruta e poi,molto lentamente,se ne torna dentro; è proprio in quel momento che vediamo i due "neo-amici"(capiamo che lo diventeranno) inghiottiti dal pullman.L'autista batte le mani ripetutamente,guardando fuori dal finestrino,appena un po' sorridente,a due signore che si sono attardate.Joe,come preso da un'ispirazione,decide di dire a Barry il motivo per cui sta facendo quella strada.Gli accenna così a un istituto psichiatrico in cui è ricoverata la figlia e quando si interrompe,sorpreso perchè Barry ha cominciato a sorridere e poi a ridere,non gli resta che guardarlo interrogativo,dopo un attimo di esitazione:ha deciso di non offendersi.L'altro guarda davanti a sè,come cercando da qualche parte le parole.Solo ora il pullman è ripartito e sembra procedere spedito.Barry dice che lui ci lavora,come inserviente e,forse,conosce addirittura sua figlia.Quando gli chiede di descrivergliela allora Joe,discretamente-ma non abbastanza da non farsi scoprire-si volta dietro e indica "la ragazza che somiglia a Louise Brooks"."Lulù degli strapiombi" dice Barry.Il padre si stupisce che la figlia venga chiamata così anche lì.Era infatti il nome che aveva fin da bambina.A sua volta Barry è attonito nel sapere che non si sono mai incontrati prima.Joe dice "cinque anni; sono cinque anni che non la vado a trovare" e poi gli si colora sul viso un'espressione che sembra chiedersi-all'improvviso-il perchè di quella mancanza.I due restano un po' in silenzio,poi Barry dice che molte ragazze si sono suicidate nell'ultimo anno.Joe scuote la testa,come se non capisse.Quello allora aggiunge che alcune ragazze,una volta dimesse,non sapendo affrontare la vita quotidiana,sono finite impiccate.Pronuncia queste parole velocemente e quasi senza dargli peso,ma non con cinismo.Joe(che è un tipo molto ironico,se vuole) dice che ha sentito la dottoressa due ore prima e che,conoscendo Lulù,è troppo pigra per organizzare un'impiccagione all'alba.Barry sembra eccitato da quella conversazione,perchè comincia a raccontare del suo lavoro ma,questa volta,Joe lo segue a stento,guarda di fronte a sè,non è annoiato dal discorrere dell'uomo ma è come se cercasse di restare da solo con sè stesso.Il veicolo procede attraverso le montagne (magari potremmo essere in Colorado,chissà) e in lontananza vediamo picchi innevati."Mi piacciono i capelli di mia figlia,come li porta,a caschetto.Non ha mai cambiato pettinatura, da quando aveva cinque anni".Barry esita e poi dice "Si,ora l'ha cambiata".E dopo una pausa,in cui scuote la testa e accenna con le mani al capo dell'altro,dice "Glieli ho tagliati io".Come se questo atto creasse un ulteriore solidarietà tra i due uomini,Joe gli allunga una sigaretta (forse,inoltre,ha anche capito che Barry è un uomo fondamentalmente solo,e povero).Ovviamente Barry la scruta e poi,come un souvenir,se la mette in tasca.Dietro,al pullman,un coro di ragazze che intona una canzone pop,una ballata più precisamente.Aggiunge che a lui piace cantare."Chissà quanto ci rimetteranno a ricrescerle i capelli",dice poi.Joe non è preso male da tutto ciò; come se avesse già consolidato un'umanità e un legame già netti,con quest'uomo.Poi dice di non ricordare di quanti centimetri al mese crescono i capelli.

"Mi piacerebbe che questo viaggio non finisse più", dice Joe (e lo fa con la stessa espressione dolente di Adriana Benetti in "Quattro passi tra le nuvole".

"Acceleriamo,capo !" dice Barry,mezzo serio.Il veicolo prende una curva molto larga,e ora la strada pare fatta di curve continue.C'è la stessa atmosfera di quando sta per iniziare a nevicare,il cielo sembra grigio chiarssimo; non si capisce bene:il sole arriva e scompare,come un bandito."Mia figlia aveva il mal d'auto" dice l'altro.Ora la sua espressione è quella di un uomo impegnato a piangere,senza requie.Solo che non gli scende una lacrima:ma il viso è perfettamente identico a chi è preso da un pianto a dirotto.Barry sembra accorgersene e ripete "Accelleriamo, capo!" ma più convinto.L'altro borbotta qualcosa.I colori dei volti dei due uomini si dissolvono nell'ennesima curva.Rarissime le auto che li incrociano.Ogni tanto una bici."Chissà se laggiù nevica" sentiamo dire a Joe Shawerp, mentre il veicolo illumina con la parte frontale la strada,come se davvero fosse uno dei protagonisti,almeno al principio,di questa storia.L'autista ingrana una marcia e borbotta qualcosa: sembra serio come Dio e stanco come Giovanni Battista.Ha un'età indefinibile tra il 35 e i 55 anni.In lontananza,oltre le colline si intravede un edificio bianco (da lontano sembra il Louvre !)