> il mondo perfetto: Anime complicate in un mondo semplice

12 dic 2013

Anime complicate in un mondo semplice

Barry e Joe stanno per entrare nell'istituto psichiatrico:il primo con le movenze di chi perpetua una sua abitudine,l'altro con l'aspetto-e i gesti-di chi fa qualcosa di cui non è del tutto convinto.
Prima di entrare,Joe si ferma e guarda Barry.Sulla soglia Joe comincia a parlare e inzia a raccontare del tentato suicidio di Lulù, sei anni prima.La ragazza si è gettata da uno strapiombo e non ha mai voluto rivelare il perchè.Joe ricorda che quel giorno era fuori (allora faceva il camionista) e lo avvisò un poliziotto.Rivede l'immagine del burrone,ma in bianco e nero.Dice che ricorda anche il volto scavato del tutore dell'ordine.Sovrapposto a questa il volto,sempre in bianco e nero,di una donna bionda (sembra la Schygulla in Effi Briest). A quel punto Joe dice che il giorno dopo il fatto la madre li lasciò soli. Allora lui portò la figlia quaggiù..e mentre dice queste parole,scuote la testa,borbotta qualcosa,come quando si bofonchia un saluto..Rammenta che lei non disse niente e chiese solo come mai non era morta.Il padre aveva dondolato la testa.Un'infermiera che passa sembra ridestarli dal loro torpore.Barry dice che non l'ha mai vista e dev'essere nuova,Joe lo ascolta come se quella fosse una notizia importante.Poi entrano-mentre lo fanno tutta la vallata è alle loro spalle e loro sono minuti,si distinguono malamente due uomini vestiti normalmente,uno in giacca e uno senza.Naturalmente la vallata assomiglia in modo imbarazzante allo strapiombo descritto da Joe.
C'è un raggio di sole che entra nella stanza (è lo stesso che abbiamo già veduto nel frammento precedente).Solanto che ora la stanza è vuota,come perita.Una mano di donna apre la porta: è l'infermiera di poco prima.Entrano la dottoressa,Lulù e Joe.La porta si chiude.Barry la resta a fissare dicendo qualcosa,buttato là.Il suo modo di fare è tale che ogni parola che pronuncia sembra registrare qualcosa di non del tutto casuale.Come se si fosse preparato un discorso.Anche se è tale la personalità di quest'uomo da non conoscere nulla di programmato.Se ha fatto un eccezione non lo sappiamo,però il suo modo di fare ce lo lascia credere.
Nella stanza le tre persone stanno in silenzio per un po'.Il padre guarda la figlia: ha chiaramente notato come si è truccata gli occhi e,allo stesso tempo,sembra cercare le parole migliori da dire.La dottoressa informa l'uomo che la paziente può essere dimessa.Lui ripete “dimessa ?” e non sa se esserne felice o offeso perchè non gli è stato dato nessun preavviso.Si,ha proprio l'aspetto di un uomo confuso.La figlia sembra non badarci ma gli chiede se fa ancora il camionista.L'uomo dice che ora si è messo in proprio e-senza volerlo-lo dice come se non fosse stato,in realtà,un grande affare.Lulù dice che immagina il suo camion,e comincia a descriverlo.Il padre dice che è così,di sfuggita.in un silenzio pesante,un'aria da digestione post prandiale,la dottoressa comincia a parlare,lentamente.Usa termini medici e l'uomo è visibilmente distratto:Lulù invece è come se avesse sentito la stessa cosa per centinaia di volte,ma fa finta di seguire.L'uomo firma delle carte,la dottoressa gliele porge come se gli stesse porgendo la cosa più fragile al mondo.Tutta l'atmosfera sembra spettrale,una strada metropolitana all'alba,ma senza traffico.Lulù ogni tanto alza lo sguardo verso la dottoressa.E' come se (senza motivo !) non volesse farla uscire così repentinamente dalla sua vita.
"E' stato semplice" dice Lulù
"Semplice" dice l'uomo.I due salutano.La dottoressa rimane sola,come se anche lei pensasse alla semplicità,il suo volto sembra ringiovanito,il candore del sole le entra nelle pupille.Fa per muovere una mano.Poi si gira come a ricordarsi chiè,e qual'è il suo ruolo.Ma dal cassetto tira fuori "soltanto" un disco e un mini giradischi.E'una sonata di Beethoven.La possono udire anche Joe e Lulù,mentre percorrono il corridoio.E' come se quella musica soave li accompagnasse. "Ma è stato davvero semplice?" pensa Lulù camminando.
"Beethoven era sordo" dice Barry,venendo incontro a padre e figlia.
"E' diventato sordo" puntualizza Lulù.La musica continua a circondarli,benchè sempre più fievole.
I tre sono sullo spiazzo dell'istituto,aldilà una gigantesca vallata.Un tacito patto,quasi robotico,ha già deciso-senza spiegazioni-che Barry verrà con loro.
Da una finestra la dottoressa li osserva,mentre il disco smette di girare,lentamente,come tutta questa scena.