> il mondo perfetto: Due schiavi,e forse tre

10 nov 2013

Due schiavi,e forse tre

L'uomo ha una giacca grigia che si intona proprio male con il cielo di agosto.Non sembra avere caldo,però.Di solito i vecchi hanno sempre caldo,specie con trentadue gradi all'ombra.Lui ha sempre sopportato bene il caldo.Guarda un poco in basso,tra il formichiere e la sua visuale.Ha solo pochi capelli bianchi e una corporatura che ricorda qualcuno con il metabolismo lento,cose così.Quando comincia ad aprire la bocca,per parlare,all'inzio è come se facesse una prova.Poi comincia a scandire
"E' andata comè andata,giusto? A che serve recriminare.La donna che dovevo sposare si era messa insieme a un chitarrista.Avrei potuto cominciare a bere,invece decidi solo di andarmene in un'altra città: questa.Ho lavorato per sedici anni in quell'edificio là.Fino al giorno in cui l'ho rivista.Veniva a chiedere non so che pratica.Ci siamo subito riconosciuti:cioè io ho riconosciuto lei e le ho detto che faceva da quelle parti.Lei mi disse che era venuta a vivere da sua sorella.Io le faccio:non mi avevi mai detto che avevi una sorella.E lei: perchè non me l'hai mai chiesto.Di questo non ero molto sicuro ma dopo sedici anni,può darsi che avesse ragione lei.Mi dice che il chitarrista è in tournè ma da come lo dice io capisco che non stanno più assieme.Aggiunge che ora batte per andare avanti e vuole ragguagliarmi sul fatto che a me farebbe un pezzo di favore.Non c'era nessuno,poco dopo le quattordici del pomeriggio,proprio come oggi,che ne dici? Ok,sarebbe stato peggio se mi avessero accoltellato.Però le dico va bene e ci vediamo all'albergo ******* quello dall'altra parte del fiume.Come lo stronzo romantico che sono le porto pure un disco dei Cream,che a lei piacciono tanto,o forse le piaceva Clapton,non ricordo.Porto pure una pistola,e tu che dici,amico?No,non lo ho usata è bene che tu lo sappia subito.Solo che-allora-ero uno di quei coglioni che giravano con la pistola,senza nemmeno avere il porto d'armi,per giunta.Lei era-poteva avere un quarantino-alta,bionda,certo un po' sformata dall'età e dalle droghe,perchè,anche se non lo disse, si vedeva dalla faccia.Io poi ho anche fatto tre anni di medicina,poi ho lasciato...ma questo non è che conta molto nella storia.Comunque vadp all'albergo...la stanza è la 289.Busso e mi risponde un tizio con la faccia truce.Penso subito che si tratti del pappone,invece esce fuori che è quel chitarrista di merda.Dice cose tipo "non facciamo casino","non voglio guai" e cose così,come se non fosse lui a puntarmi addosso una pistola.Mi prende dalle mani il disco dei Cream e lo butta per terra,ma ha la buona idea di non perquisirmi.Lei deve avermi descritto come un tipo remissivo e forse allora lo ero ancora più di adesso.Poi esce lei,è in vestaglia e dice che l'idea è stata del marito,anzi l'ex marito,poi comincia quello che sembra un pianto anche se non le scende una lacrima.Io-dico-sfortunatamente sono a secco.Se vuoi posso venderti la pistola,gli dico,che l'ho già tirata fuori.Forse volevo solo che mi ammazzasse.Fatto sta che non era un alberghetto di quelli in cui magari a 'sti casini ci passano sopra.Il receptionist-un tipo grasso con un parrucchino nero pece,per quel che può servire-chiama la polizia.Questo ce lo dissero dopo.Insomma,a loro danno il foglio di via e io mi trovo senza lavoro (avevamo omesso di raccontarla per filo e per segno,solo che un colpo era partito per caso...sono cose che sbrirri e soldati non tendono a credere,a meno che non succedano a loro...ma quella volta ci credettero).Solo che mi trovai con il culo per terra,e senza lavoro.Poi otto anni fa,un colpo di fortuna:il tizio della pompa di benzina mi dice che,anche se sono in là con l'età,stanno cercando un tipo che pulisca i cessi, all'ospizio.Così posso smetterla di spalare la neve per due dollari o merdate del genere.Così posso smetterla di dormire nei parchi...Un bel giorno sto pulendo i bagni-sono là da nemmeno un mese- quando vedo un tizio che entra spalleggiato dall'infermiera,ha la faccia di uno che ha mangiato pane e morfina,a colazione:'nsomma lo riconosco e lui riconosce me.Smetto di pulire.Lui dice all'infermiera di lasciarlo solo un attimo,almeno per pisciare.
E'...?
Tre anni fa.Forse è stata meglio così.
Meglio cosa? Non è mai meglio...
Meglio che finire in un ospizio...
Io ci lavoro...
Si,vedo...e io ci morirò.
Non è andata con lo show biz,eh ?
Adesso il tizio comincia a ridere,prima soffusamente,poi sdegnosamente,poi in modo scatenato e,come facciamo noi vecchi,spesso,a scatarrare.Io mi limito a scuotere la testa come uno che non capisce.
Capisci? - mi fa. Io riscuoto la testa.
Era un bluff...non c'è mai stato nessun chitarrista...era fatta così:amava prendere il culo gli uomini o-e fa una pausa-forse voleva ingelosirti.Mai capito.
A quel punto torna l'infermiera e lui mi saluta con un sorriso.Mi hanno detto che era morto,sette giorni più tardi.Però,prima di allora,ho fatto in tempo a chiedergli dov'era sepolta.E,sai,amico?...Non ci sono ancora andato.Ma forse oggi è il giorno adatto,che dici"?
-E' suo?
-Che?
Il vecchio alza totalmente lo sguardo.Un tipo giovane vestito da accalappiacani e con un gran paio di baffi neri lo guarda severamente,un po' stanco.Il vecchio scruta il cane,che dondola la testa.
Già,è mio...gli stavo raccontando...
Meglio così,buona domenica.
Hai visto,andava di fretta il tipo...Eppure...Eppure,quella faccia non è che mi convincesse molto.Magari ti ritrovavi a un incontro di cani,vai a sapere.E tu sei bello grosso ma sei troppo buono,si vede...Abbai,eh?Hai capito...Ora,andiamo il famedio non è lontano.
Così disse il vecchio,mentre la panchina rimaneva vuota.

Qui potete leggere un mio racconto sui combattimenti tra cani